Clericali allo sbaraglio

La campagna per Ticino Laico ha rivelato la pochezza degli argomenti dei credenti.

Non dirmelo: lo so. Da alcune settimane sono un po’ sparito dalla circolazione. Ho scritto poco, pubblicato poco, condiviso poco. Perché sono stato molto occupato da altro. E ho visto cose…

…che voi umani eccetera? No. Affatto. Me le aspettavo tutte. Non in questa quantità, però. Ma andiamo con ordine.

Nelle ultime settimane ho collaborato con Ticino Laico: una raccolta di firme in Canton Ticino per un’iniziativa popolare costituzionale elaborata. In sostanza si tratta di raccogliere 10 mila firme in due mesi per portare poi al voto le cittadine e i cittadini in un secondo tempo per modificare la Costituzione cantonale.

La sezione ticinese dell’Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori ha provato a chiedere la sostituzione dell’articolo 24. Ecco la versione attuale:

Art. 24 Comunità religiose
Comunità religiose
1. La Chiesa cattolica apostolica romana e la Chiesa evangelica riformata hanno la personalità di diritto pubblico e si organizzano liberamente.
2. La legge può conferire la personalità di diritto pubblico ad altre comunità religiose.

Ed ecco quella nuova, sulla quale i liberi pensatori volevano far esprimere il popolo:

Art. 24 (separazione fra Stato e Chiese)
1. Lo Stato è laico e osserva la neutralità religiosa.
2. Al fine di proteggere le libertà di coscienza e di credenza, il Cantone e i Comuni non promuovono né sovvenzionano alcuna attività legata ad un culto.

Ora, io lo so che, in confronto ai Patti Lateranensi e al Concordato, c’è poco da lamentarsi. Lo so che in «The Freedom of Thought Report» la Svizzera è all’89esimo posto e l’Italia al 159esimo. «Son fastidi grassi», commenteranno i miei lettori italiani. Lo so. Però a noi atei ticinesi rode di dover foraggiare le Chiese cattolica e protestante mantenendo i parroci e pagando gli stipendi dei docenti di religione. Per non parlare dell’accesso ai media: quando abbiamo chiesto alla Radiotelevisione della Svizzera Italiana di avere una rubrica alla radio – anche breve, anche in una fascia oraria infame – dedicata alla razionalità e all’umanismo, come i cattolici e i protestanti hanno le proprie e trasmettono per molte ore al mese, ci è stato risposto che no, non si può, che quel privilegio alle Chiese si giustifica con l’articolo 24. Capita l’antifona? Quindi ci siamo fatti un culo così per cambiarlo, quell’articolo.

Com’è finita? Male, com’era prevedibile. Eppure non siamo insoddisfatti. Per niente. Infatti la richiesta è molto onerosa: il Canton Ticino è il più restrittivo di tutta la Svizzera per quanto riguarda il numero di firme richieste e il tempo concesso per raccoglierle. Solo a Neuchâtel stanno messi peggio come percentuale di firme necessarie rispetto agli aventi diritto al voto, però hanno il triplo del tempo per raccoglierle. L’esperienza insegna che in Ticino nessuno riesce a raccogliere le firme necessarie se non è sostenuto sul campo da un grosso partito e/o un grosso sindacato. Sicché raccogliere 6’628 firme con l’appoggio attivo solo del Partito Comunista – a proposito: grazie, compagni! – è un ottimo risultato.

In ogni caso per me è stata un’esperienza interessante. Mi ha fatto interagire con parecchie persone con cui mi sono trovato in sintonia. Ma soprattutto mi ha mostrato nei social media anche un bel campionario di fauna umana bigotta e clericale. Perciò m’è venuto l’uzzolo di catalogare le obiezioni più comuni.

1. La prima categoria la prevedevo prima ancora di iniziare. Con l’aria sovranista che tira, era scontata. Sorprendente è stata la quantità: decine e decine di balenghi sono arrivati nei media a rimproverarci, in una forma o nell’altra, di voler «spalancare le porte agli islamici». Ebbene, basta guardarlo, l’articolo 24, per capire che proprio nella sua forma attuale lascia uno spiraglio a un riconoscimento dell’islam: c’è scritto al punto 2. Se sai leggere, lo vedi da solo. Infatti l’unico baluardo contro tutti i fondamentalismi è uno Stato davvero laico. Ma i sovranisti no, mica ci arrivano: l’islam, il burqa, il Corano, le moschee, il muezzin… e che palle, cazzo!

2. Molto gettonato anche il tormentone delle radici cristiane: del Ticino, della Svizzera, dell’Europa, del pensiero occidentale. Magari pure di Homo sapiens, va’. Adesso non sto nemmeno a mostrare quanto sia una stronzata, perché l’ho già spiegato in un altro articolo. Nondimeno questa stronzata ce la siamo dovuta puppare in tutte le salse: «C’è l’invocazione a Dio nella Costituzione svizzera!», «Volete cancellare anche la croce dalla bandiera svizzera?», «Il nostro Paese è pieno di chiese, campanili e croci sulle montagne» eccetera.

3. Infine l’ultima obiezione ripetuta: «Io sono cattolico/protestante e a me la Costituzione va bene così!». Traduzione: «Io sono un privilegiato e il mio privilegio non si tocca!». Che, se ci pensi, è pure piuttosto onesto sul piano intellettuale. Non cerca scuse. Non s’arrampica sui vetri per giustificare l’ingiustificabile. Invece rivendica il privilegio con la stessa schifosa arroganza così ben espressa dal marchese del Grillo, ispirato da Giuseppe Gioacchino Belli:

C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo, (…)»
– Giuseppe Gioacchino Belli, Li soprani del Monno vecchio

Se io vivessi in un Paese nel quale i credenti sono discriminati e gli atei privilegiati, chiederei l’abolizione del privilegio anche se sono ateo. Ma loro no. Figuriamoci.

Tutte queste obiezioni noi le avevamo previste e anticipate. Tant’è che avevamo pubblicato sul nostro sito le FAQ con le relative risposte. Ma ti pare che quelli leggono? Si informano? Si documentano? Troppo sforzo, per carità. Il neurone potrebbe surriscaldarsi. Quindi ecco arrivare fra i commenti una cattolica: «Se cambiate l’articolo 24 fate il gioco dei musulmani!». Tu le fai notare che no, non è così, e le suggerisci di leggere le nostre risposte, e pochi minuti dopo te ne becchi un altro: «E le radici cristiane? E la croce nella bandiera svizzera? E l’invocazione a Dio nella Costituzione federale?». Il tempo di rispondere anche a lui, invitandolo a leggere le FAQ, e subito ne compare un terzo: «Ma così si spalancano le porte all’islam!». Poi, quando alla fine li sfanculi per manifesta ignoranza e li blocchi per evitare altri commenti, ché mica puoi passar la vita a rispondere alle capre, ecco arrivare l’anima bella a rimproverarti perché non sei democratico.

Comunque è finita, dai. Abbiamo consegnato le 6’628 firme, per rispetto verso chi ci ha sostenuto, ma non potremo andare al voto. Ci toccherà tenerci l’articolo 24 in versione clericale. E per consolarci ricordare sempre che in Pakistan lo schifo è assai peggiore e gli stronzi sono legioni.

Choam Goldberg


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