Ma che c’entrano le vittime?

Niente: con la giustizia le vittime non c’entrano niente. Altrimenti diventa vendetta di Stato.


Cesare Battisti entra in carcere. Mentre alcune reazioni a Sinistra sono imbarazzanti, fra distinguo, mezze giustificazioni e dissociazioni tardive, Salvini e Bonafede esibiscono la preda in totale spregio di ogni principio di civiltà giuridica. Beccaria si rivolta nella tomba. Infatti, se il ministro dell’Interno arriva a dichiarare che Battisti «dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni», poi non c’è da stupirsi se la marmaglia dei social invoca la pena di morte o perfino la tortura. «Perché ci vuole giustizia!», urlano.

La giustizia: tutti – ma proprio tutti – la esigono. Perché? Fra i tanti motivi, il più condiviso e trasversale è questo: «Le vittime meritano giustizia». Le vittime? Ma che c’entrano le vittime con la giustizia?

Sicché mi torna in mente che proprio sulla giustizia, che non ha e non deve avere nulla a che vedere con le vittime, meno di sei mesi fa io ho scritto un articolo. E niente, siccome non riesco a dirlo meglio di così e rischio di ripetermi… be’, lo ripropongo tale e quale.

Perché una pena?

Choam Goldberg

(Foto: Archivio RCS)


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