Il potere di pochi, la stupidità di molti

Una splendida graphic novel dedicata all’origine della religione.


«Rhesus si è inventato tutto. Tutta questa storia è solo un enorme inganno. (…) In cosa credono non importa. L’essenziale è che credano.»
– Taro

Nelle parole di Taro, il violento capo del clan di scimmie di montagna, c’è il fondamento di ogni religione: il potere di pochi e la stupidità di molti.

Rhesus fino a poco prima era un animale da esperimento ma, una volta precipitato dallo spazio fra gli sfigati cugini di montagna, grazie alla parlantina sciolta e a quattro cazzate spiritualiste assurge al ruolo di profeta di una divinità inventata lì per lì: Diou. Con tutto l’apparato di preghiere, riti, dogmi, credenze, sopravvivenza dopo la morte, senso trascendente della vita, isterie varie. E, com’è ovvio, casta sacerdotale.

«Ah sì, il battesimo… bello scherzo, eh? Ci siamo proprio sbellicati, bisogna ammetterlo.»
– Rhesus

Inevitabile lo scontro con il potere temporale di Taro, ben presto espulso dal clan. Sullo sfondo, i fedeli ottusi, dapprima illusi da Rhesus e dal suo gran sacerdote Nitchii e poi pestati e sottomessi quando Taro torna e riunisce i poteri spirituale e temporale. Rhesus e Taro sono entrambi consapevoli dell’imbroglio. Nitchii è un opportunista ma sembra sincero. E alla fine, di fronte alla brutale dittatura religiosa di Taro, affronta una devastante crisi di fede.

«Cos’hai fatto, Signore? Quale oscuro disegno mediti in segreto? Perché mettermi così alla prova? Io, il tuo servitore più fedele? Perché obbligarmi a fare tutto il lavoro sporco per te? Sono l’eletto? Mi avresti mentito? O un idiota tra gli idioti? È così, eh? Finalmente ho capito. Mi hai mentito! Forse non esisti nemmeno! Non sei mai esistito! Mi hai mentito fin dall’inizio!»
– Nitchii

Dietro tutti loro, la bella e lucida Hisayo: la sola ad aver capito davvero. Opportunista pure lei, ma non fino al punto di rendersi complice silenziosa della violenza.

Jean-Paul Krassinsky, geniale autore di fumetti per ragazzi, tedesco di origine e parigino di adozione, fa il verso a Nietzsche de «Il crepuscolo degli idoli» e, con le vicende del clan di scimmie di montagna, ci propone idee profonde sulla religione e sulla divinità, ma pure sull’origine del potere e sulla credulità. Lo fa con personaggi ben delineati e una scrittura scorrevole e brillante. Di più: avvincente. E con un acquerello davvero splendido.

Questa meravigliosa graphic novel, con i suoi molteplici livelli di interpretazione, dovrebbe diventare lettura scolastica obbligatoria. Per compensare le cazzate propinate nell’ora di religione.

«I miei occhi non vedono più la luce del giorno, ma so ancora riconoscere una stupidaggine, quando ne sento una. Bisogna tagliare il ramo malato prima che contamini tutto l’albero.»
– Fukuto

Choam Goldberg

Krassinsky, «Il crepuscolo degli idioti», Panini Comics