Se non è fondata sul libero pensiero, non è laicità

Dall’etica religiosa fondata sul comando divino discende l’ubbidienza cieca.


Una religione teista rivelata (ovvero l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, per intenderci) è compatibile con una società aperta, tollerante, democratica? Pensando alle stragi degli ultimi anni, si direbbe di no. «Invece sì», affermano i sostenitori delle versioni moderate delle religioni, «perché i terroristi sono fanatici fondamentalisti, traditori del vero spirito delle nostre fedi, in realtà tutte accomunate dall’amore e dalla pace, come sanno bene i credenti sinceri». Ah ah.

Ci sono cose che bisogna avere il coraggio di dire. Eccone una: non esistono le versioni «moderate» delle religioni. O, meglio, esistono, ma sono inutili e ipocrite nel migliore dei casi, quando condannano la violenza dei terroristi ma dimenticano quanta violenza venga raccomandata dai loro libri sacri, e pericolose e perfino dannose nel peggiore dei casi, quando giustificano e difendono il dogmatismo, anticamera di ogni lavaggio del cervello. In sostanza, anche le versioni moderate delle religioni sono comunque incompatibili con una società laica e civile. Il resto – tutto il resto – è solo una squallida arrampicata sui vetri. Lo dimostra in modo inoppugnabile questo saggio del filosofo olandese Paul Cliteur: una difesa argomentata e convincente del libero pensiero e della sua necessità per una società laica.

Cliteur la prende alla lontana, con un’esaustiva presentazione dell’ateismo, dell’a-teismo, del non teismo, dell’ateismo positivo e di quello negativo, dell’agnosticismo, del libero pensiero, della critica alla religione, della libertà di parola. Definizioni, concetti, fondamenti storici, citazioni di filosofi anche poco noti ma importanti: non manca nulla. Con qualche ripetizione superflua, per la verità. Però ci sta: repetita iuvant. Poi Cliteur passa all’analisi del ruolo della religione – di ogni religione – nelle società antiche e moderne. Quando le religioni fanno del bene, e ce lo ricordano in tanti. Ma soprattutto quando fanno del male, e pure questo ce lo ricordano in tanti, però sempre per ribadire che no, quella non è la vera religione, o meglio è la sua versione degenerata, il fondamentalismo, mentre la fede, quella vera, è buona e giusta e pacifica a prescindere, se compresa e accolta nel cuore del fedele nella sua versione moderata. Beh, Cliteur non è d’accordo. Manco per niente. E con un’ampia documentazione, con l’esposizione di casi storici reali e controversi e con una logica spietata mostra come il difetto stia nel manico. Ossia nell’etica religiosa fondata sul comando divino. Da cui discende l’ubbidienza cieca, anche agli ordini e alle prescrizioni più abominevoli. Gli esempi non mancano nelle Sacre scritture di tutte e tre le fedi del Libro, dai tempi di Abramo e dell’omicidio del povero Isacco interrotto in extremis, per arrivare al presente, dalle scudisciate alle «adultere» in Arabia Saudita fino agli attentati in Occidente ispirati dal jihad di Daesh. E no, la tesi della colpa attribuita solo al fondamentalismo estremista non regge: in proposito, è illuminante per esempio la critica di Cliteur alla difesa dell’islam moderato proposta da Tariq Ramadan. Così come non regge l’ermeneutica della Scrittura in voga fin dal XIX secolo per adattare le Sacre scritture ebraiche e cristiane all’etica moderna figlia dell’illuminismo.

Insomma, non c’è versione moderata della religione che tenga: se gli esseri umani non acquisiscono anzitutto l’autonomia morale, cioè l’indipendenza etica da ogni comando divino, e poi la pratica del libero pensiero, critico senza timore nei confronti di ogni dogma, allora qualsiasi religione rivelata sarà solo fonte di violenza e di intolleranza. Per tutti, mica solo per chi aderisce a quelle fedi. Se non ci credete andate a chiedere lumi a Salman Rushdie, Theo van Gogh, Ayaan Hirsi Ali, Taslima Nasreen, Irshad Manji, Mina Ahadi, Wafa Sultan, Necla Kelek, Nonie Darwish e tutti gli intellettuali, giornalisti, scrittori, scienziati e filosofi perseguitati per le proprie opinioni laiche sull’islam. Oltre, com’è ovvio, ai poveri disgraziati asfaltati dal camion sul lungomare di Nizza.

Choam Goldberg

Cliteur P., «La visione laica del mondo», Nessun Dogma