Un decalogo per lo Zeitgeist

In Alabama possono anche non essere d’accordo, ma i 10 comandamenti mosaici sono solo il frutto della cultura di pastori nomadi mediorientali dell’Età del Bronzo. Proviamo allora a proporre dei precetti morali razionali e adatti alla modernità.


Alabama, interno giorno in un college pubblico. Nell’ingresso sono esposti i 10 comandamenti, a beneficio degli studenti. Perché?

«I believe that if you had the Ten Commandments posted in a prominent place in school, it has the possibility to prohibit some student from taking action to kill other students»
Gerald Dial, senatore repubblicano

Eh, già. Infatti, se non glielo ricordi con una bella targa, in qualche studente potrebbe nascere l’idea che l’omicidio è lecito. Molto meglio questo che una proibizione delle armi da fuoco. Ovvio.

Sembra una minchiata perché è una minchiata. Eppure su questa minchiata i cittadini e le cittadine dell’Alabama saranno chiamati a votare in novembre: i 10 comandamenti esposti per legge in tutte le scuole pubbliche. A confermare l’attualità dei precetti morali di mosaica memoria.

Ma poi perché proprio 10 comandamenti? Te lo sei mai chiesto? Perché questo numero piace tanto agli umani? Perché non 12? Oppure 7? Dai, è facile: perché noi umani abbiamo 10 dita. Per lo stesso motivo contiamo in base 10. Se l’evoluzione ci avesse muniti di 4 dita per mano useremmo la base 8. Perciò il numero 10 ha sempre affascinato ogni civiltà. Dunque non stupisce che gli antichi ebrei e i cristiani dopo di loro abbiano inserito fra le prescrizioni morali un nucleo di 10 precetti fondamentali: i comandamenti comunicati da Dio a Mosè.

Nell’Antico testamento i comandamenti si trovano in due versioni: in Esodo 20,2-17 e in Deuteronomio 5,6-21. Lì sono elencati senza numeri. Più accessibile, comprensibile e numerata è invece la versione del «Compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica», quella ufficiale per i cattolici e di conseguenza la più conosciuta:

Io sono il Signore tuo Dio:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora tuo padre e tua madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.
– Compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica

Come dimostra la minchiata dell’Alabama, queste prescrizioni vengono tuttora proposte dalla pubblicistica cristiana come attuali, moderne, applicabili. Una sorta di evergreen della morale, adatta a ogni epoca. Una volta una suora mi ha perfino detto: «Se segui i 10 comandamenti, di sicuro vai in Paradiso. Non serve altro».

Fatemi capire: il semplice desiderio sarebbe peccaminoso? Che stronzata è?

Alcuni sono scontati per qualsiasi etica decente. «Non uccidere», per esempio. Pure «Non rubare», va’. Ma per quale ragione non devo nominare Dio invano? Si offende? Lui, onnisciente, onnipotente, buono e giusto, si adombra se io lo nomino senza benedirlo e lodarlo e glorificarlo?

E ancora: devo onorare i miei genitori sempre e comunque? Anche se sono dei fascisti, dei razzisti, dei ladri, degli assassini?

E che accidenti sono gli atti impuri? Qualcosa legato alla sessualità? Ma perché mai a Dio, signore e creatore dell’immenso universo, dovrebbe fregare qualcosa di quel che io faccio con i miei organi genitali qui, su un pianeta insignificante intorno a una stella qualsiasi dentro una galassia fra centinaia di miliardi di galassie?

Inoltre ci sono «la roba» e «la donna», messe sullo stesso piano come proprietà. Ma poi di che cosa stiamo parlando? Del desiderio? Fatemi capire: il semplice desiderio sarebbe peccaminoso? Che stronzata è?

Senza contare quello che nei 10 comandamenti manca: non una-parola-una contro la schiavitù e lo sfruttamento, contro la diseguaglianza sociale, economica, di genere, di etnìa, contro la mancanza di rispetto per l’ambiente. Sicché, secondo quella suora, se io non concupisco la mia vicina di casa ma sfrutto come schiavi i miei dipendenti, se non mi faccio le pippe ma inquino gli oceani e l’atmosfera, finisco comunque in Paradiso.

E questi sarebbero precetti ancora attuali e moderni? Così moderni da dover essere esposti in ogni edificio pubblico, come forse succederà in Alabama?

In realtà basta leggerli per capire come i 10 comandamenti mosaici siano frutto della cultura di pastori nomadi mediorientali dell’Età del Bronzo. Senza dubbio sono interessanti per gli storici e gli antropologi, ma sono adeguati a una società contemporanea, evoluta e civile quanto le tavolette di argilla sono utili per la contabilità di una multinazionale.

Proviamoci allora in modo più serio: ecco 10 comandamenti adatti allo Zeitgeist contemporaneo.

Tuttavia non è affatto malvagia l’idea di sintetizzare la morale in pochi, semplici precetti, facili da ricordare. Perché dunque non inventarne una versione aggiornata e razionalista e umanista? I pastafariani suggeriscono gli 8 «Io preferirei davvero che tu evitassi»: una presa per il culo simpatica e provocatoria, ma applicabile con qualche difficoltà. Proviamoci allora in modo più serio: ecco 10 comandamenti adatti allo Zeitgeist contemporaneo. Sono precetti relativi e laici, non assoluti e non imposti da alcuna divinità. Perciò sono un work in progress aperto alla critica, alla revisione, al cambiamento: fra 10 o 100 anni qualcuno li penserà differenti, e andrà bene così.

Per semplicità, ogni comandamento è costituito da un solo verbo in forma imperativa seguito da poche righe di spiegazione. Alla fine alcuni termini vengono definiti in maniera più precisa.

Choam Goldberg


Decalogo morale laico e razionale

1. Rispetta
Difendi la libertà di ogni persona finché non lede la libertà di altre persone, senza discriminazioni. Sii leale.

2. Aiuta
Agisci in modo da ridurre la sofferenza delle persone il più possibile in quantità e in qualità. Sii solidale. Opponiti a chi provoca sofferenza.

3. Scopri
Sii curioso nei riguardi della realtà. Cogli ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo. Esercita la consapevolezza di te stesso e del tuo ruolo nel cosmo.

4. Ragiona
Confronta le tue ipotesi con i fatti osservabili in modo condiviso. Sottoponi a critica razionale spietata le idee, le opinioni, le conoscenze, soprattutto se ti piacciono molto.

5. Accetta
Accogli la realtà non modificabile come essa è, senza inseguire sogni irrealizzabili.

6. Ammira
Coltiva la gioia e la meraviglia quando osservi il mondo. Apprezzane l’eleganza, l’ordine, il mistero.

7. Crea
Prendi coscienza della tua originalità. Produci pensieri e idee, scritti, foto e video, quadri e sculture, musiche e teoremi, teorie scientifiche e invenzioni tecnologiche.

8. Osa
Sfida le convenzioni, le tradizioni, i pregiudizi. Sperimenta con coraggio ma senza temerarietà. Esplora nuove strade.

9. Condividi
Comunica le tue idee, le tue scoperte, le tue creazioni, ma senza mai imporle. Cerca il confronto con chi è diverso da te. Mantieni l’onestà intellettuale.

10. Preserva
Custodisci e proteggi il patrimonio naturale e culturale. Trasmettilo alle generazioni future.


Definizioni

Nella Storia umana il concetto di persona si è esteso ed è diventato sempre più inclusivo: da membro della stessa famiglia, dello stesso clan, della stessa etnìa, della stessa nazione, fino a rappresentante della specie Homo sapiens sapiens. Possiamo immaginare un futuro nel quale saranno considerate persone tutti gli esseri viventi senzienti e le intelligenze artificiali pensanti e capaci di superare il test di Turing.

La libertà è la possibilità di realizzare ogni desiderio, nei limiti imposti dalle leggi naturali e dalla libertà altrui.

La sofferenza è qualsiasi esperienza fisica o mentale sia causa di dolore, angoscia, disperazione.

L’onestà intellettuale è la capacità di riconoscere la forza delle ragioni altrui e, se necessario, anche il proprio torto.