Vita? Anima? Chissenefrega

Quello in malafede sarei io. Già già. Proprio. E pure cattolico, tie’.


Nel rispondere al mio ultimo articolo, chiarabxl scrive:

(…) queste frasi derivano dal dogma cattolico per cui la vita inizia al concepimento (…)

Sicché la vita non inizia nel momento del concepimento? Crederlo significa aderire a un dogma cattolico? Ok, allora quando inizia? Chissenefrega, perché

(…) il (presunto) diritto alla vita del feto non rileva, perché nessuno di noi ha diritto a usare il corpo di un’altra persona senza consenso (…)

Ora, io non so se sono stato vittima del lavaggio cervello vivendo in una cultura cattolica. Può essere, eh. Anche se di solito in queste faccende preferisco lasciarmi guidare dalla biologia, piuttosto. E mi sembra difficile sostenere che un feto non è un essere vivente. Peraltro semmai la Chiesa pretende che fin dal momento del concepimento l’embrione possieda un’anima. Non la vita, ché quella è scontata. Un’anima: per questo per i cattolici l’embrione è una persona umana fin dalla fecondazione dell’ovulo e ogni aborto è un omicidio. Invece io l’anima penso che non la possieda nessuno, nemmeno da adulto. Penso che l’anima sia un concetto proprio senza significato, a differenza della vita. Però almeno i dogmi cattolici io li conosco, anche se li considero cazzate. Ma anima o vita: che sarà mai il significato delle parole? Non stiamo a sottilizzare sulle quisquilie, suvvia: a chiarabxl queste pippe mentali filosofiche non interessano.

E poi chissenefrega, appunto. Comunque, vivo o non vivo, fornito di anima o no, con il diritto alla vita o meno, il feto non conta nulla: non rileva, scrive lei. Non è neppure da considerare. Ecco il punto: conta solo il diritto della madre all’autodeterminazione. Fino a quando? Ma è ovvio: fino al momento del parto, dice. Prima il feto non è una persona.

Però come poi si giustifichi il limite di 90 giorni previsto dalla Legge 194 chiarabxl non lo spiega, visto che – giova ripeterlo, ché non basta mai –

(…) nessuno di noi ha diritto a usare il corpo di un’altra persona senza consenso (…)

e io non capisco per quale ragione questo diritto dovrebbe comparire di colpo dopo il 91esimo giorno. Su questo limite temporale ho posto qualche legittima domanda, ma chiarabxl ha glissato. Sarà un caso? Come ho argomentato, una donna potrebbe avere ottimi motivi non legati alla salute per non voler diventare madre anche al 150esimo giorno. E il diritto di chi mai dovrebbe impedirglielo? Certo non il diritto del feto, che neanche esiste perché il feto non è vivo: giusto, chiarabxl?

Sul prioritario, supremo diritto all’autodeterminazione della donna io sono d’accordo con chiarabxl. L’ho detto chiaro, eh: sono d’accordo. Sarò pure un criptocattolico inconsapevole, ma sono d’accordo. Avrò pure introiettato il presunto dogma cattolico dell’inizio della vita col concepimento (ah ah), ma sono d’accordo. E vado oltre: non vedo il senso dei 90 giorni previsti dalla 194. Che il diritto del feto non debba prevalere, come sostengo io che lo considero vivo perché sono – pare, guarda un po’ – condizionato dalla dottrina cattolica, oppure che quel diritto non esista proprio, come sostiene chiarabxl, non cambia nulla: se conta solo il diritto della madre, allora i 90 giorni sono una cazzata. A chiarabxl invece i 90 giorni stanno bene. Non spiega e non giustifica, non risponde alle domande, ma le stanno bene. Ripeto: alla faccia dell’autodeterminazione.

Io non cerco affatto di spostare il focus dai diritti delle donne. Men che meno sono il paladino del feto. Anche questo l’ho detto chiaro: non sono il paladino del feto. M’importa una sega del feto. Non voglio far prevalere i suoi diritti, sempre ammesso che ne abbia. Soprattutto non ho il minimo desiderio di ridurre di un epsilon il diritto di autodeterminazione delle donne. Anzi vorrei estenderlo ben oltre la Legge 194.

Ripeto: sul diritto all’autodeterminazione delle donne sono d’accordo con chiarabxl. Sono. D’accordo. Con. chiarabxl.

Eppure tutto questo non le basta: se anche sei con lei dalla stessa parte della barricata, ma ci sei per motivi un po’ diversi dai suoi, lei non è soddisfatta. Tetragona, chiarabxl ribadisce la sua tesi: conta solo l’autodeterminazione della donna! Non esiste nient’altro: nemmeno la vita del feto (ah ah). E guai – guai! – a farle osservare che magari la faccenda è un pochino più complicata di così e che dietro si nascondono problemi filosofici di un certo spessore sui quali vale la pena riflettere. Macché, la filosofia è una cazzata: conta solo l’autodeterminazione della donna! Se tu manifesti un pensiero appena più complesso, devi per forza essere stato rincoglionito dai preti, anche se non te ne sei accorto. Di conseguenza, pur essendo chiarabxl confusa sulla biologia e incompetente sulla religione, non si degna nemmeno di riferirsi a te usando il tuo nome e ti accusa pure di essere scemo o in malafede. A riprova di ciò, non esita a farti dire il contrario di quel che hai detto davvero. Infatti:

Continuare a parlare di “diritto prioritario alla vita” che prevarrebbe addirittura su quello “alla libertà di altri esseri umani” è possibile, come dicevo all’inizio, solo se in malafede o per scarsa comprensione del testo. (…)
È per questo che non ho intenzione di proseguire oltre lo scambio con la persona in questione (come del resto rifiuto un “dibattito” che non può essere tale con gli anti-choicers): perché spostare il focus del discorso dai diritti fondamentali delle donne per farsi paladini di una categoria di terzi significa negare l’importanza di quei diritti e non riconoscere che non possono essere oggetto di dibattiti in astratto.

Poi quello in malafede sarei io. Vabbe’.

Choam Goldberg

Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu.
– Massimo Troisi


Lo sviluppo della polemica

Il mio primo articolo

La prima risposta di chiarabxl

La prima risposta di Fux

La mia prima replica

La seconda risposta di chiarabxl

La mia seconda replica