Una modesta proposta

«L’Italia è un Paese cattolico», si dice. Così cattolico da imporre i valori cattolici anche a chi cattolico non è. Ecco dunque un’idea: vediamo chi, fra i cattolici, sarebbe disposto a pagare il prezzo reale della propria professione di fede.


Molti cattolici scopano prima del matrimonio. Alcuni scopano anche con persone del loro stesso sesso. Dopo il matrimonio, tanti scopano al di fuori. Per evitare gravidanze indesiderate, parecchi usano la contraccezione. Se però càpita lo stesso, molti cattolici abortiscono. Tanti poi divorziano.

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Vita? Anima? Chissenefrega

Quello in malafede sarei io. Già già. Proprio. E pure cattolico, tie’.


Nel rispondere al mio ultimo articolo, chiarabxl scrive:

(…) queste frasi derivano dal dogma cattolico per cui la vita inizia al concepimento (…)

Sicché la vita non inizia nel momento del concepimento? Crederlo significa aderire a un dogma cattolico? Ok, allora quando inizia? Chissenefrega, perché

(…) il (presunto) diritto alla vita del feto non rileva, perché nessuno di noi ha diritto a usare il corpo di un’altra persona senza consenso (…)

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Solo una domanda

Nella recente polemica con i pro life, negli argomenti dei pro choice manca una aspetto. Se lo si considera, bisogna poi essere consequenziali fino in fondo.


Premessa: non sono contrario all’aborto. Figuriamoci. Lo considero una conquista di civiltà e di emancipazione delle donne. Quindi sono disgustato dalla retorica dei cosiddetti pro life: gente che, sulla base dei propri dogmi religiosi e valori morali, pretende di stabilire che cosa possono fare o non fare tutti gli altri. Gente che fa cose orribili come questa:

Bleah. Schifo. Vomito. E alla fine è stato tirato giù, com’è giusto.

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