Ma di che cosa parliamo?

Per dichiararsi atei bisogna anzitutto capire che cos’è Dio.


Dio esiste. Eccome se esiste. Nella testa di chi ci crede, come idea esiste di sicuro. Ma che razza di idea è? «Definisci Dio»: questa richiesta può mandare in cortocircuito il credente quadratico medio. Ma tu sapresti definirlo? No? Be’, dovresti. Se ti dichiari ateo, dovresti sapere che cosa neghi, giusto?

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L’anticlericalismo ci sta tutto

In Italia gli atei e gli agnostici esistono, ma è come se non esistessero, perché non se li caga nessuno.


A volte l’anticlericalismo mi disturba un po’. Sia chiaro: lo capisco. Di più: lo condivido. Ci mancherebbe. Però, più che alle lagnanze anticlericali, preferisco interessarmi al problema filosofico dell’esistenza di Dio. Mi sembra più stimolante. Problema con una soluzione inevitabile: Dio non esiste. Palese, per chiunque ragioni in modo razionale. Assodato questo, tutto il resto vien da sé: la Chiesa è un sistema di potere arcaico e fondato sulla superstizione, chi rifiuta i suoi dogmi è discriminato… eccetera eccetera. Lapalissiano: l’anticlericalismo è una naturale conseguenza dell’ateismo e dovrebbe essere quasi superfluo difenderlo come prassi.

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