Una fede cattiva

Ken Follett: dal bigottismo puritano all’ateismo, fino alla riscoperta della spiritualità.


Ogni ateo ha la propria storia: chi lo è da sempre perché non ha mai ricevuto un’educazione religiosa, chi l’ha ricevuta blanda e diventa ateo senza strappi dopo aver riflettuto, chi perde la fede per reazione a una religiosità infantile opprimente. Questo è il caso di Ken Follett, di cui EDB ha appena pubblicato «Cattiva fede», riedizione in due lingue di un lungo articolo autobiografico già uscito su «Granta».

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Le dritte del venerdì: 14 luglio 2017

Cose che ci piacciono, ci fanno pensare, ci fanno ridere, ci fanno incazzare.


Ravanando nella Rete saltano sempre fuori riflessioni, notizie, scoperte, storie che meritano di essere condivise. Noi le mettiamo da parte e ve le segnaliamo ogni venerdì. Così nel weekend non vi annoiate.

Questa settimana: l’ambiguità semantica del verbo “credere”, la fede come scelta, 8 argomenti contro Dio, la Terra piatta, una lunga intervista ad Ali Rizvi, pro e contro Sam Harris, l’ipotetica santià di Pascal, la discutibile santità di Wojtyla, il dogmatismo ateo, la religiosità in Europa orientale, la Terra piatta (sì, ancora), un Amish ateo, quattro chiacchiere fra Richard Dawkins e Carlo Rovelli, Lawrence Krauss sul pensiero critico con sé stesso.

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