Vita? Anima? Chissenefrega

Quello in malafede sarei io. Già già. Proprio. E pure cattolico, tie’.


Nel rispondere al mio ultimo articolo, chiarabxl scrive:

(…) queste frasi derivano dal dogma cattolico per cui la vita inizia al concepimento (…)

Sicché la vita non inizia nel momento del concepimento? Crederlo significa aderire a un dogma cattolico? Ok, allora quando inizia? Chissenefrega, perché

(…) il (presunto) diritto alla vita del feto non rileva, perché nessuno di noi ha diritto a usare il corpo di un’altra persona senza consenso (…)

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Solo una domanda

Nella recente polemica con i pro life, negli argomenti dei pro choice manca una aspetto. Se lo si considera, bisogna poi essere consequenziali fino in fondo.


Premessa: non sono contrario all’aborto. Figuriamoci. Lo considero una conquista di civiltà e di emancipazione delle donne. Quindi sono disgustato dalla retorica dei cosiddetti pro life: gente che, sulla base dei propri dogmi religiosi e valori morali, pretende di stabilire che cosa possono fare o non fare tutti gli altri. Gente che fa cose orribili come questa:

Bleah. Schifo. Vomito. E alla fine è stato tirato giù, com’è giusto.

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Elogio della bestemmia

«Se non ci credi, perché lo insulti?». Sembra aver senso, no? Abbastanza senso, quanto meno, da rendere la bestemmia inaccettabile anche per un ateo. Eppure…


Capodanno 2016. Alle 23:59:01 del 31 dicembre 2015, durante la trasmissione «L’anno che verrà», in diretta di fronte a più di 5 milioni e mezzo di persone, sovrapposto alle immagini, fra i messaggi di augurio inviati dai telespettatori scorre un bestemmione. L’indomani apriti cielo: commenti indignati nei social, corsivi furibondi nei media, fino all’inchiesta interna alla RAI per scoprire chi ha lasciato passare il moccolo.

Natale 2016. Meno di un anno dopo la bestemmia televisiva, i social sono attraversati dallo sdegno per la diffusione della foto di tre giovani che, in un presepe a Bolzano, assumono pose poco rispettose nei riguardi di una pecora, Maria e Gesù: uno ingroppandosi l’animale, l’altro simulando una fellatio, la terza schiacciando il bambinello col piede. Diretti ai tre sciagurati, abbondano gli auguri delle morti più atroci, seguite dalle fiamme eterne. Ché bisogna avere rispetto per gli oggetti sacri della fede.

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