Dibattito? No, grazie

Non avremo mai la certezza della verità. Abbiamo però la certezza della falsità. Per questo coi cialtroni non bisogna nemmeno discutere.


Alcuni giorni fa mi hanno scritto gli studenti di un liceo. Siccome sanno che, fra le molte cose di cui mi sono occupato nella vita, c’è anche il giornalismo scientifico, spesso le scuole mi invitano a tenere delle conferenze. Succede tutti gli anni: una volta è l’astrofisica, un’altra le biotecnologie, un’altra ancora la comunicazione digitale. È successo pure che mi chiamassero a parlare di ateismo e laicità, e l’ho fatto ben volentieri. Stavolta però non volevano una conferenza o un seminario, ma un dibattito. Con un terrapiattista. E io ho detto no. Cazzo, va bene tutto, ma il terrapiattista no.

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L’Eterno Assente: che d’è?

Dopo gli articoli arrivano i video e i podcast. E se non ti garbano neppure quelli… ‘sticazzi.


Io so che i miei articoli sono lunghi. So che ti frantumano le gonadi. So che magari ti interessano pure, ma non hai tempo e così li lasci da parte, fra le cose che ti riprometti di leggere ma che non leggerai mai. Lo so.

E tu sai che della salute delle tue gonadi io me ne sbatto. Sai che per L’Eterno Assente io scrivo solo quanto e come cazzo mi pare. Lo sai.

Ma forse possiamo trovare un compromesso.

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I fatti e lo spirito? Ah ah

Una lampante dimostrazione della differenza fra razionalità e dogmatismo.


Seminario: «I confini fra le conoscenze». Che vuol dire tutto e vuol dire niente. Chissà che roba è. Vado e vedo. Relatore: un astrofisico che si professa subito fervente credente. Mmm… sento puzza di stronzate. Mi metto comodo e mi guardo in giro. Il pubblico è piuttosto eterogeneo: dalla coppia benestante fino alla liceale, dalla suora fino all’anziano, c’è di tutto.

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Stoico e ateo

Massimo Pigliucci è conosciuto in Italia soprattutto come autore di un saggio di successo sulla pratica dello stoicismo nella vita quotidiana. Però è molto di più: un biologo, un filosofo della scienza, un ateo, un divulgatore, un attivista… Ma come fa?


L’intellettuale rinascimentale era completo: matematico, scienziato, filosofo, artista e anche politico. Oggi sarebbe impossibile: lo scibile umano è troppo vasto per entrare tutto in un’unica mente. In compenso siamo finiti all’estremo opposto: la iperspecializzazione. Spesso con l’aggravante dell’incomprensione se non addirittura dell’ostilità verso tutto quello che sta fuori dall’orticello. «Le Due Culture» di Charles Snow uscì nel 1959: quasi 60 anni e non sentirli, ché poco o nulla sembra cambiato. Il filosofo idealista ritiene, seguendo l’eredità di Heidegger, che «la Scienza non pensa», e la scienziata positivista che la filosofia è fuffa, inutile per capire davvero il mondo. Be’, Massimo Pigliucci non è così.

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Il Mistero e il mistero

Il mistero della scienza è una sfida per l’intelligenza. Il Mistero della fede è un insulto per l’intelligenza.


«La scienza pretende di spiegare tutto. La scienza vuole cancellare il fascino del mistero»: quante volte me lo sono sentito dire? Troppe. Specie da chi nel Mistero ci sguazza e ne va perfino orgoglioso. Sicché anche basta, dai: questa cosa non la si può più sentire.

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Il prete ateo

Visse isolato fra il Sei e il Settecento in un paesino delle Ardenne. E nessuno ricorderebbe più Jean Meslier, se la sua «Memoria» postuma non fosse fra i fondamenti dell’ateismo moderno.


Immaginalo mentre consacra il corpo e il sangue di Cristo. Immaginalo mentre celebra battesimi, matrimoni e funerali. Immaginalo mentre ascolta le confessioni dei parrocchiani, mentre li assolve grazie al potere conferitogli da Dio. Immagina i suoi pensieri in quei momenti: «Sono tutte stronzate». Per 40 anni. Una vita di stronzate, ma riscattata dal suo testamento: la «Memoria».

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Quando proprio ti tocca discutere

Alcune risposte sintetiche ai principali argomenti dei credenti.


Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.
– O. Wilde

Wilde aveva ragione da vendere. Anche perché ogni confronto con un idiota gli conferisce dignità: quanta ne basta, almeno, per godere della tua attenzione e per salire al tuo livello. Sicché no, non si dovrebbe mai discutere con un idiota. Al massimo lo si blasta. E a me piace un sacco.

Purtroppo però ogni tanto ti tocca e non ti puoi sottrarre, magari per esigenze minime di educazione. L’idiota arriva, ti provoca, ti sfruculia, fa il furbetto, butta lì la battuta, ti pone la domanda: «Perché non credi in Dio?». Se tu lo sfanculi, chi osserva potrebbe pensare che ti manchino gli argomenti. Quindi ecco alcune risposte sintetiche in un dialogo immaginario.

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