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Incazzato con Dio: perché? – 3/3

Siccome loro sono a dieta, pretendono che noi rinunciamo alla cioccolata. Altrimenti manchiamo loro di rispetto.


Per Benedetto XVI la laicità dev’essere «sana». Se non è «sana» come la intendono loro, i cattolici la definiscono laicismo. Cioè un’ideologia anticlericale estremista, speculare al fanatismo clericale. I laicisti, sempre secondo i cattolici, sono intolleranti perché vogliono limitare la libertà religiosa e imporre la propria morale secolare e non ispirata da Dio. Loro invece pretendono rispetto. Rispetto per la loro fede. Rispetto per le loro idee. Rispetto per la loro sensibilità religiosa. Che cosa rispondiamo noi?

Il clericale pretende rispetto per sé in base al principio liberale, salvo reprimerlo negli altri in base al principio clericale.
– Gaetano Salvemini

È buffo il rispetto preteso da chi considera le donne inferiori tanto da non poter accedere al sacerdozio, ritiene gli omosessuali vittime di una sessualità disordinata e peccaminosa, nega alle donne il diritto all’aborto attraverso l’obiezione di coscienza del personale sanitario bigotto, rifiuta una morte dignitosa a chi la chiede in preda a sofferenze intollerabili, gode di privilegi sociali e civili concessi a nessun altro, costringe tutti/e a pagare gli indottrinatori clericali nelle scuole dello Stato, ingerisce nella politica di Stati indipendenti e laici influenzando i Parlamenti affinché approvino alcune leggi e ne respingano altre, attribuisce all’intera cultura europea radici cristiane che sono solo di alcuni/e. (Si lascia a chi legge il semplice esercizio della prosecuzione dell’elenco.)

La chiamino laicità o laicismo: non ce ne importa una sega. Noi lo chiamiamo libertà. Libertà sulle nostre esistenze. Le nostre esistenze e soltanto le nostre. Loro non vogliono divorziare, abortire, chiedere l’eutanasia, sposare persone dello stesso sesso? Ma prego, si accomodino: non saremo certo noi a costringerli. In realtà semmai sono loro a impedirlo a noi. Vogliono seguire il catechismo ed esporre Madonne e appendere crocifissi ai muri? Facciano pure: non saremo certo noi a impedirglielo. Lo facciano però nelle loro chiese e nei loro oratori e nelle loro case, non nelle scuole e negli ospedali e negli uffici e nei tribunali dello Stato.

Forse il credente rispetta me, donna, quando mi proibisce l’aborto e mi impone di portare a termine una gravidanza indesiderata, magari conseguenza di uno stupro? E rispetta me, omosessuale, quando mi definisce preda di una sessualità disordinata e mi nega il diritto al matrimonio e alla genitorialità? E rispetta me, malato incurabile, quando mi costringe a vegetare attaccato a una macchina? E rispetta me, malato terminale, quando mi obbliga a trascinarmi verso la morte fra dolori lancinanti? E rispetta me, ateo, quando usa i soldi anche miei per foraggiare i parassiti scelti dal vescovo per fare il lavaggio del cervello ai ragazzini e alle ragazzine nelle scuole pubbliche? Certo che no. E allora che cazzo di rispetto può esigere il credente da me?

Insomma questi qua, siccome loro sono a dieta, pretendono che noi rinunciamo alla cioccolata. Altrimenti manchiamo loro di rispetto. Ma ‘stocazzo?

Torno dunque alla questione iniziale: «Perché Choam è così incazzato con Dio?». Semplice: perché i bigotti suoi seguaci, oltre a essere dogmatici e creduloni e sottomessi, sono intolleranti e arroganti e prepotenti. Finché qualcuno crederà in Dio, non ce lo scrosteremo mai. D’altra parte nessun Dio, per quanto fosse considerato onnipotente, è mai riuscito a sopravvivere all’estinzione dei propri fedeli. Innumerevoli templi nel mondo sono stati affollati per secoli da credenti sinceri, convinti della vera esistenza di quegli dei. Le rovine abbandonate di quei templi dimostrano oggi quanto quegli dei fossero un’illusione.

Verrà il tempo – speriamo – anche delle sinagoghe, delle chiese e delle moschee deserte.

(3 – fine)

Choam Goldberg

(Foto: Gerd Altmann, Pixabay)


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