«Sono ateo, ma…»

Corrado Lamberti, da quasi mezzo secolo divulgatore dell’astronomia, non crede in Dio. Però è convinto che la religione possa servire all’umanità. Anche se dirlo sembra un po’ elitista.


Se conosci un impallinato di astronomia, prova a chiedergli quale nome gli viene in mente pensando alla divulgazione. Il primo sarà Margherita Hack buonanima. Il secondo però sarà Corrado Lamberti. Che con Hack ha condiviso innumerevoli attività culturali, libri, riviste e anche idee politiche e filosofiche.

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Il buco nero? Ma ‘sticazzi…

«Puttanate»: così ho definito la «foto» del buco nero in M87. Forse ho un po’ esagerato. Perciò serve uno spiegone.


Avvertenza:
Questo articolo non contiene ragionamenti cogenti né argomenti convincenti. È solo l’espressione di una sensazione molto soggettiva e forse molto sbagliata.

La scienza è una straordinaria avventura intellettuale. Diciamolo: la più straordinaria della Storia di Homo sapiens. Di più: con la sua capacità di autocorrezione, con la sua critica sistematica, con il suo antidogmatismo, con il suo costante richiamo al confronto con l’evidenza osservativa, la scienza è il migliore antidoto alle religioni e alle altre superstizioni. Sicché ben venga ogni nuovo risultato: un altro prezioso elemento nell’edificio della nostra conoscenza razionale dell’universo. Solo che c’è elemento ed elemento: c’è il muro portante e c’è la maniglia della porta dello sgabuzzino. E mica si può mettere tutto sullo stesso piano, dare a tutto la stessa importanza.

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«Io sono cattolico a modo mio»

Non si può. Non esiste proprio. Specie se si rompono i coglioni a me.


Il matrimonio in chiesa, sennò la gente sparla. Poi il battesimo del bambino, ché altrimenti la nonna ci resta male. Qualche anno dopo, la prima comunione e a seguire la cresima. Il funerale in chiesa del nonno. E la messa quasi ogni domenica, tranne durante le vacanze. Però nelle feste comandate sempre. Così si dipana la vita del cattolico tiepido. Perché così fan tutti, perché l’Italia è un Paese cattolico. Certo, qualche peccatuccio può anche scappare: un po’ di evasione fiscale, ogni tanto un giro a bagasce con gli amici per qualche giochetto che la consorte rifiuta, e poi si vota Salvini per rispedire i negri a casa loro. Non sarà tanto coerente, ma in fondo siamo esseri umani, giusto? D’altronde bastano una confessione e qualche giaculatoria per ripulirsi la coscienza, e da domani si ricomincia, candidi come prima. Sull’incoerenza fra dichiarazioni di fede e comportamenti concreti ho già scritto. Ora però mi interessano le convinzioni profonde: insomma, in che cosa credono i cattolici? O meglio: in che cosa devono credere per potersi dichiarare cattolici?

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