Che cos’è la scienza? – 1/7

Fa schifo. Anzi no, è autorevole. Insieme. Ma com’è possibile? Nelle testoline confuse, la percezione della scienza è schizofrenica.


Da un lato c’è chi dice che «si stava meglio prima». Ma prima quando? Prima prima, ai tempi del trisnonno, quando i ritmi di vita erano più vicini alla natura. I cibi non erano adulterati con schifose sostanze chimiche. L’ambiente non era inquinato. Le armi atomiche, chimiche e batteriologiche non esistevano. Chi ha scatenato tutto questo? Il progresso scientifico, com’è ovvio.

Continua a leggere

«Sono ateo, ma…»

Corrado Lamberti, da quasi mezzo secolo divulgatore dell’astronomia, non crede in Dio. Però è convinto che la religione possa servire all’umanità. Anche se dirlo sembra un po’ elitista.


Se conosci un impallinato di astronomia, prova a chiedergli quale nome gli viene in mente pensando alla divulgazione. Il primo sarà Margherita Hack buonanima. Il secondo però sarà Corrado Lamberti. Che con Hack ha condiviso innumerevoli attività culturali, libri, riviste e anche idee politiche e filosofiche.

Continua a leggere

La crepa

L’Eterno Assente ritorna e ha uno scopo nuovo. Ma non rinnega quello vecchio. (E già immagino Giovanni Gaetani sogghignare compiaciuto.)


Io vivo costantemente con una mancanza: il senso di appartenenza. In ogni cosa che faccio, in tutto quello che mi piace o interessa, sono sola. Sono cresciuta, e purtroppo vivo ancora, in una famiglia che non si può definire tale. Mi piacciono i cimiteri, il metal, sono animalista/vegetariana, eppure non ho un solo amico con cui condividere una di queste passioni/interessi.
E poi «ero atea».
Ti ho conosciuto quando hai scritto l’elogio alla bestemmia per Dioscotto. Sono rimasta estasiata. Ho mandato il post a chiunque. Credevo potesse «scuotere le menti», ma il mondo è in coma.
Mi piace come scrivi, spietato e stronzo (leggili come complimenti). Mi piace perché ti batti in questa battaglia che sembra persa per sempre. In questo, e nel linguaggio irriverente, mi sono riconosciuta e non mi sono sentita sola. Io mi batto quotidianamente – non so nemmeno perché, visto che non ci guadagno niente, se non dell’acidità di stomaco – per cercare di liberare più menti possibile.
Prima non bestemmiavo, ora sì. Trovo assurdo dovermi limitare per non offendere gli altri. Bestemmio per protesta. In un mondo che mi sbatte continuamente in faccia la propria religiosità con rintocchi di campane, processioni e feste parrocchiali un giorno sì e l’altro pure, io difendo la mia laicità bestemmiando. E dicendo a tutti di dare l’otto per mille alla chiesa valdese, e convincendo quelli che si dichiarano «non credenti» a sbattezzarsi. Vengo rimproverata: se non credo in dio, perché prendersi tutto questo disturbo? E mi chiedono perché? In un mondo comandato dalla Chiesa in cui non hai la libertà di fare niente altrimenti offendi dio, io dovrei stare buona e non dire niente? Se lo scordano…
Io parlo, bestemmio e mi batto. E ora so che posso contare sul tuo aiuto… se questo ti sembra poco.
Sai che mi sa che in giro iniziano a invidiarmi perché ho un consulente spirituale?
– Morena

Ho ricevuto questo messaggio un anno fa, in una lunga corrispondenza privata.

Continua a leggere

«Non riesco proprio a crederci»

Se studi la teoria dell’evoluzione, l’ateismo è una conseguenza quasi inevitabile. Come nel caso di Lisa Signorile, autrice de «L’orologiaio miope».


L’orologiaio lo inventò William Paley all’inizio dell’Ottocento, quando sostenne che Dio è necessario per spiegare la complessità degli organismi viventi come un artigiano è necessario per spiegare la complessità di un orologio. Paley venne smentito prima da Charles Darwin ancora nel XIX secolo e poi nel 1986 da Richard Dawkins, che ha usato la stessa analogia ma ha sostenuto che l’orologiaio è la selezione naturale e non solo non è divino, ma è proprio cieco. No, è miope: così Lisa Signorile sdrammatizza l’immagine di Dawkins nel giugno del 2007, quando apre il suo bloghettino amatoriale. Si era nel Paleozoico della tecnologia: i social media erano embrionali e gli smartphone un sogno da nerd.

Continua a leggere

«Le leggi naturali bastano»

L’argomento è risaputo: i miracoli sono la prova dell’esistenza di Dio. Davvero? Luigi Garlaschelli li studia da una vita e…


L’uomo della Sindone: non il soggetto spiattellato sullo straccio medievale, bensì colui che ne ha creato una copia (quasi) conforme. Ma anche l’autore di una versione moderna del sangue di san Gennaro, che si scioglie non per miracolo ma per tissotropia. E pure colui che ha estratto la spada conficcata nella roccia nell’abbazia a San Galgano. Luigi Garlaschelli, con la pipa e il pizzetto mefistofelico, è noto per tutto questo e molto altro, di solito associato ai miracoli. No, anzi: al paranormale religioso, come preferisce chiamarlo lui. Infatti Garlaschelli è membro della prima ora del CICAP e non dimentica che in origine quella P finale nell’acronimo si riferiva al paranormale, mentre oggi allude al più ampio ambito delle pseudoscienze.
Ora, il CICAP sulla religione ha sempre sorvolato, da un punto di vista filosofico: sull’esistenza di Dio il Comitato non si è mai espresso. Peraltro si può capire questa scelta: Dio non può essere oggetto di indagine scientifica. Ma i suoi presunti miracoli sì. E all’interno del CICAP proprio nelle indagini sui fenomeni miracolosi si è specializzato il chimico organico Garlaschelli, oggi in pensione e già professore dell’Università di Pavia, ma pure prestigiatore dilettante e prolifico scrittore di saggi. Prolifico e assai utile quando si discute coi bigotti. Infatti, se ti capita la sfiga di incrociare uno di quelli che «Fior di scienziati atei hanno dovuto riconoscere i miracoli di Lourdes!», la risposta migliore è suggerirgli di leggere «Lourdes. I dossier sconosciuti», di Garlaschelli, e solo dopo se ne riparla.

Continua a leggere

«Dio è inutile. E pericoloso»

Il multiculturalismo minaccia il diritto individuale all’autodeterminazione. Perché il rispetto di tutti è il rispetto di ciascuno: è la tesi di Cinzia Sciuto, autrice di «Non c’è fede che tenga».


Il multiculturalismo è bello. Il multiculturalismo è il sari accanto ai vestiti degli stilisti. È il kebab accanto alla polenta, al cacciucco e agli arancini. È la moschea accanto alla chiesa e alla sinagoga. Il multiculturalismo è dunque varietà, quindi occasione di confronto e di arricchimento reciproco. Perciò il multiculturalismo è cosa buona e giusta: noi dobbiamo imparare a conoscerci, a rispettarci e perfino ad apprezzarci proprio per le nostre differenze culturali. E chi non è d’accordo è un fascista.

Questa è la Vulgata della Sinistra che si vuole aperta e inclusiva.

Continua a leggere

«L’umanismo è l’ateismo 3.0»

Espatriato a Londra (anche) per liberarsi dei tabù sociali e culturali italiani, Giovanni Gaetani spiega la filosofia senza supercazzole.


Tira aria di Brexit. Che cosa significherà per l’Unione Europea e per il Regno Unito ancora non è chiaro. Men che meno è chiaro che cosa significherà per gli inglesi – e gli scozzesi e i gallesi e i nordirlandesi, pure – e per i continentali espatriati e residenti in Albione. Così, a istinto, vien da dire: cazzi amari. Staremo a vedere. Se però il rischio è il rimpatrio, io avrei una modesta richiesta per Theresa May: hai presente Giovanni Gaetani? Sì? Ecco, fammi un favore: tientelo. Tienilo lì, per cortesia. Mica per noi, eh. Ma per lui. Ché tornare quaggiù, in questo buco bigotto e ottuso, non gli farebbe granché bene né al corpo né allo spirito.

Continua a leggere

Prima ottenerlo, poi abolirlo

Il matrimonio gay è una grande conquista civile. Ma per portare la libertà alle sue conseguenze bisognerà arrivare infine a eliminarlo.


La Costituzione italiana non dice alcunché sul genere delle persone nell’istituzione del matrimonio. Controllare per credere: nell’articolo 29 non ce n’è traccia. Nemmeno il Codice civile lo specifica, però poi si riferisce agli sposi come «marito» e «moglie». Sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione confermano la giurisprudenza: il matrimonio fra persone dello stesso sesso sarà impossibile finché il Parlamento non lo consentirà modificando la legislazione. Da cui il compromesso della legge Cirinnà nel 2016 per creare almeno le unioni civili. Non è molto, ma è meglio di nulla. E si spera che in futuro… eh?

Continua a leggere

Sgradevole, banale e moralista

«Abbasso i tolleranti», di Claudio Cerasa, è una ciofeca deludente.


Su questo saggio avevo delle aspettative: speravo fosse una lettura provocatoria. Abbastanza quanto meno da suscitare qualche riflessione. Invece mi sono sciroppato una sfilza di lezioncine piene di luoghi comuni grondanti moralismo di mezza tacca e proposte con una maieutica da quattro soldi, con quelle penose domandine alla fine di ogni capitolo che sembrano oneste ma di fatto sono retoriche. Per la serie: «Adesso ti racconto delle cose originali alle quali non avevi mai pensato da solo e ti aiuto a capire come stanno davvero le cose».

Continua a leggere

La civiltà ha fallito

Gli stronzi sono troppi. E sono irrecuperabili.


Due fatti, uno di ieri e l’altro di alcuni mesi fa, sono uniti da un presupposto comune, implicito ma meritevole di essere esplicitato. Altrimenti, concentrandosi troppo sugli alberi, si rischia di perdere di vista la foresta.

Continua a leggere