{"id":1585,"date":"2019-01-10T08:52:25","date_gmt":"2019-01-10T07:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leternoassente.com\/?p=1585"},"modified":"2019-12-26T17:50:02","modified_gmt":"2019-12-26T16:50:02","slug":"dio-e-inutile-e-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leternoassente.com\/?p=1585","title":{"rendered":"\u00abDio \u00e8 inutile. E pericoloso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il multiculturalismo minaccia il diritto individuale all&#8217;autodeterminazione. Perch\u00e9 il rispetto di tutti \u00e8 il rispetto di ciascuno: \u00e8 la tesi di Cinzia Sciuto, autrice di \u00abNon c&#8217;\u00e8 fede che tenga\u00bb.<\/strong><\/p>\n<hr>\n<p>Il multiculturalismo \u00e8 bello. Il multiculturalismo \u00e8 il sari accanto ai vestiti degli stilisti. \u00c8 il kebab accanto alla polenta, al cacciucco e agli arancini. \u00c8 la moschea accanto alla chiesa e alla sinagoga. Il multiculturalismo \u00e8 dunque variet\u00e0, quindi occasione di confronto e di arricchimento reciproco. Perci\u00f2 il multiculturalismo \u00e8 cosa buona e giusta: noi dobbiamo imparare a conoscerci, a rispettarci e perfino ad apprezzarci proprio per le nostre differenze culturali. E chi non \u00e8 d&#8217;accordo \u00e8 un fascista.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la Vulgata della Sinistra che si vuole aperta e inclusiva.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Poi per\u00f2 ti accorgi che il multiculturalismo si porta appresso fenomeni rivoltanti per chiunque sia progressista. Il patriarcato pi\u00f9 retrivo, per esempio. La sottomissione delle donne. I matrimoni combinati e le mutilazioni genitali. Per non parlare dell&#8217;omofobia. Fino ad arrivare al terrorismo. Perch\u00e9 \u2013 inutile nasconderselo \u2013 il multiculturalismo, insieme al kebab e alla musica etnica, \u00e8 anche questa roba qua. La dobbiamo combattere? La possiamo almeno condannare?<\/p>\n<p>Se rispondi di s\u00ec, spesso la reazione \u00e8 questa: \u00abCome ti permetti? Rispetto, ci vuole. Rispetto! Cos&#8217;\u00e8 questa pretesa di superiorit\u00e0 culturale, dopo che l&#8217;Occidente ha colonizzato e sottomesso quei popoli e represso le loro culture? Non puoi ferire la sensibilit\u00e0 delle persone\u00bb. Insomma, magari sei un islamofobo. Di sicuro sei un identitarista, un sovranista, un suprematista. Hai presente Salvini, s\u00ec? Ecco, quello: vuoi essere come lui?<\/p>\n<p>Gi\u00e0, ci vuole rispetto. Ma rispetto di che? Delle culture? Ma che cos&#8217;\u00e8 una cultura? E perch\u00e9 mai dovremmo rispettare ogni cultura? Oppure rispetto delle persone? Ma una persona non ha forse una cultura? Se io critico la cultura, non manco di rispetto alla persona?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1589\" src=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/noncefedechetenga-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/noncefedechetenga-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/noncefedechetenga-768x1105.jpg 768w, https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/noncefedechetenga-712x1024.jpg 712w, https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/noncefedechetenga.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/ebook\/cinzia-sciuto\/non-c-e-fede-che\/9788858833339\">\u00abNon c&#8217;\u00e8 fede che tenga\u00bb<\/a> \u00e8 un saggio di <strong>Cinzia Sciuto<\/strong>, con un sottotitolo che non si presta a equivoci: \u00abManifesto laico contro il multiculturalismo\u00bb. \u00abContro il multiculturalismo\u00bb ma anche \u00ablaico\u00bb: perci\u00f2 niente Salvini, niente Fontana, niente Pillon. E dunque? Dunque una critica progressista in nome dei diritti dell&#8217;individuo. Bada: dell&#8217;individuo, non della cultura. Infatti il rispetto di tutti \u00e8 il rispetto di ciascuno. Il libro di Sciuto spiega quindi che cosa sono la laicit\u00e0, l&#8217;identit\u00e0, la comunit\u00e0, la cultura. Ma spiega pure che cosa non \u00e8 una cultura. E mostra come il rispetto della cultura a prescindere, in nome del multiculturalismo, conduce a violazioni aberranti del diritto individuale all&#8217;autodeterminazione. Fino all&#8217;infibulazione, se lasci fare.<\/p>\n<p>\u00abNon c&#8217;\u00e8 fede che tenga\u00bb sarebbe potuto passare inosservato. Invece ha suscitato qualche polemica, come spesso succede ai libri che propongono idee solide, ben argomentate e difficili da digerire per chi nutre dei pregiudizi. Non solo: \u00abNon c&#8217;\u00e8 fede che tenga\u00bb \u00e8 anche ben scritto. Certo non \u00e8 un romanzo d&#8217;evasione, ma scorre e non costringe il lettore a incartarsi nell&#8217;ipotassi contorta e nelle nebbie lessicali di tanta saggistica pi\u00f9 simile alle supercazzole che alla filosofia. La stessa saggistica dei suoi detrattori, sia detto per inciso.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 eccola qui, Cinzia Sciuto, redattrice di \u00abMicroMega\u00bb, filosofa di origine siciliana, oggi trapiantata in Germania con tutta la famiglia. Nel secondo capitolo lo dice senza mezzi termini:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab(&#8230;) da atea, posso dire di sentirmi quotidianamente offesa da molte espressioni religiose, ma mai mi sognerei di fare della mia sensibilit\u00e0 personale il parametro della legge.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque Cinzia \u00e8 atea. Apertamente atea. Potevamo lasciarcela scappare nel nostro ciclo di interviste? Certo che no.<\/p>\n<p><strong>Cinzia, tu ti definisci atea o agnostica?<\/strong><\/p>\n<p>Non ho mai granch\u00e9 riflettuto sulla questione dell&#8217;esistenza di Dio, perch\u00e9 non mi sembra che ci sia molto su cui riflettere. Infatti \u00e8 chi crede in qualcosa a dover fornire una prova dell&#8217;esistenza di quel qualcosa. Per questo non riesco a capire l&#8217;agnosticismo: mi pare la scelta di chi non vuole assumersi la responsabilit\u00e0 della propria non credenza. Magari vive in una collettivit\u00e0 che lo stigmatizza e, siccome non ha voglia di stare a discutere con i credenti, preferisce definirsi agnostico. Ma rimane una posizione priva di contenuto. Per cui sono atea, anche se mi piacerebbe che neanche esistesse questa parola, esattamente come non esiste una parola per definire chi non crede a Babbo Natale. \u00abAteo\u00bb \u00e8 una definizione che nasce in funzione del credente: poich\u00e9 la fede la fa da padrona, chi non ce l&#8217;ha deve in qualche maniera definirsi.<\/p>\n<p><strong>Hai ricevuto un&#8217;educazione religiosa?<\/strong><\/p>\n<p>No, ma mi \u00e8 stata trasmessa un&#8217;attenzione per la religiosit\u00e0 da parte dei miei genitori, da sempre interessati alla spiritualit\u00e0, anche quella orientale. Sono cresciuta in una famiglia in cui la Chiesa veniva spesso messa in discussione nelle sue manifestazioni esteriori e come soggetto istituzionale, politico, sociale. Sono stata battezzata ma poi lasciata libera di frequentare o meno il catechismo e il culto. Infatti non l&#8217;ho frequentato n\u00e9 ho fatto la prima Comunione. Questo sebbene vivessi in un paesino dove, come in molti paesi e anche citt\u00e0 del Sud Italia, l&#8217;istruzione religiosa era considerata inevitabile come la scuola: a 6 anni le Elementari, a 8 il catechismo. Era un passaggio fisiologico della crescita. Io invece mi sono chiesta e ho chiesto ai miei genitori quale fosse lo scopo. Loro mi hanno spiegato il senso del catechismo e dei sacramenti e, poich\u00e9 io non li sentivo come necessari, non ho frequentato il catechismo e non ho fatto la prima Comunione. Ho ricevuto un&#8217;educazione molto libera.<\/p>\n<p><strong>Insomma non hai attraversato una vera e propria deconversione.<\/strong><\/p>\n<p>Direi di no. Ho avuto una fase nella primissima adolescenza, intorno a 10-11 anni, in cui mi \u00e8 tornata la voglia di prendere i sacramenti. In parrocchia il prete mi rispose che per fare la prima Comunione avrei dovuto frequentare il catechismo con i bambini molto piccoli. Io pensai: \u00abMa questo \u00e8 matto. Non esiste\u00bb. Da quel momento sono rimasta del tutto estranea alla Chiesa e non mi sono pi\u00f9 posta il problema. Anzi no, me lo sono posto in alcuni momenti di crisi adolescenziale, quando scrivevo nei miei diari come sarebbe bello se ci fosse un Dio. \u00c8 il tipo di conforto cercato da chi attraversa dei momenti difficili.<\/p>\n<p><strong>Ti sei mai sentita discriminata per il tuo ateismo, sul piano personale o professionale?<\/strong><\/p>\n<p>Se intendi sotto forma di insulti e di attacchi personali, no. Per\u00f2 avverto una discriminazione istituzionale, direi anche politica in generale. In Italia gli atei sono i pi\u00f9 discriminati fra i discriminati. Nella prima categoria di cittadini ci sono i cattolici, nella seconda i credenti di altre religioni e solo al terzo posto ci sono gli atei, che devono combattere per ogni considerazione e riconoscimento. Molto banalmente, perfino la presenza dei simboli religiosi nei luoghi istituzionali mi discrimina come non credente. L&#8217;ateismo non dovrebbe neppure essere una questione di cui discutere, ma lo diventa nel momento in cui, quando sono ricoverata in ospedale, arriva una suora e mi sollecita a pregare. Fatti come questi costringono a diventare quasi dei militanti dell&#8217;ateismo, del quale invece non ci dovrebbe importare nulla. Io non creerei mai un&#8217;associazione per difendere chi non crede negli unicorni, e difatti nessuno lo fa. Invece per quanto riguarda la non esistenza di Dio la situazione di privilegio di cui godono i credenti quasi ci obbliga alla militanza.<\/p>\n<p><strong>La tua ricerca e il tuo lavoro hanno determinato o rafforzato il tuo ateismo?<\/strong><\/p>\n<p>Senza dubbio lo studio della filosofia ha alimentato in me lo spirito critico, l&#8217;atteggiamento di costante scetticismo, la diffidenza verso le Verit\u00e0 rivelate. Ogni percorso filosofico porta a mettere in discussione le Verit\u00e0 assolute. Certo, alcuni filosofi sostengono una visione religiosa, ma una filosofia che non si ponga limiti nella ricerca e nell&#8217;elaborazione non pu\u00f2 essere compatibile con l&#8217;ipotesi di un Dio personale, buono, onnisciente e onnipotente, che interviene nelle vite degli esseri umani. Diverso \u00e8 il caso di quei soggetti filosofici a cui nei secoli sono state attribuite alcune caratteristiche della divinit\u00e0, ma che con il Dio personale c&#8217;entrano poco. Spesso la parola \u00abDio\u00bb \u00e8 usata per indicare oggetti molto diversi fra loro, il che riesce solo a confondere le idee e a permettere ai fedeli di sostenere che pure gli atei a modo loro credono in Dio. Il \u00abDio\u00bb di Spinoza, per esempio \u2013 cio\u00e8 \u00abDeus sive Natura\u00bb, Dio ossia la Natura \u2013 nulla ha a che fare con il Dio personale delle religioni monoteiste. Sarebbe pi\u00f9 utile, anche da parte dei filosofi, limitarsi a usare la parola \u00abDio\u00bb per indicare il Dio tradizionale, personale, creatore, che agisce nelle esistenze umane, che giudica e spedisce all&#8217;inferno o in paradiso. Cos\u00ec si eviterebbero inutili confusioni.<\/p>\n<p><strong>Hai mai manifestato esplicitamente il tuo ateismo?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, certo. Lo faccio sempre quando se ne presenta l&#8217;occasione, senza remore.<\/p>\n<p><strong>Con quali reazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Non ho ricordi di reazioni sconvolte: in generale la gente se lo aspetta da me. Chi mi conosce sa che cosa faccio e che cosa scrivo e immagino si stupirebbe se io fossi credente.<\/p>\n<p><strong>Come giustifichi oggi il tuo ateismo? Se dovessi spiegare a qualcuno per quale motivo non credi in Dio, quale argomento gli proporresti? Uno e uno solo: il pi\u00f9 convincente.<\/strong><\/p>\n<p>Io ribalterei la domanda: dimmi tu per quale motivo sei credente, dimmi quali prove hai dell&#8217;esistenza del tuo Dio. L&#8217;onere della prova spetta sempre a chi sostiene che esiste qualcosa la cui esistenza non \u00e8 per\u00f2 universalmente riconosciuta perch\u00e9 non \u00e8 esperibile da tutti sul piano fenomenologico. Per questo trovo inutile e poco interessante il tentativo di dimostrare la non esistenza di Dio, come del resto di qualsiasi cosa non esista. E se invece si postula l&#8217;esistenza di qualcosa, poi ci si deve assumere l&#8217;onere di fornire le prove, se si vuole che anche gli altri ci credano. A quel punto, per\u00f2, una volta fornite le prove, non siamo pi\u00f9 nell&#8217;ambito della \u00abcredenza\u00bb ma della \u00abconoscenza\u00bb. In breve, non si pu\u00f2 affermare che esiste qualcosa la cui esistenza non sia verificabile in principio da chiunque e poi pretendere da chi la nega le prove della non esistenza. Il ragionamento va capovolto.<\/p>\n<p><strong>Ma secondo qualcuno c&#8217;\u00e8 un bisogno umano, non razionale: \u00abTu non mi cercheresti se non mi avessi gi\u00e0 trovato\u00bb, ha scritto Pascal. Sicch\u00e9 il bisogno di Dio sarebbe una prova dell&#8217;esistenza di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, questo del sentimento e del bisogno \u00e8 un argomento molto utilizzato. Ma un bisogno non implica l&#8217;esistenza della risposta al bisogno. Nel caso di Dio, il bisogno deriva da alcune predisposizioni caratteristiche degli esseri umani e oggi indagate dalle scienze cognitive: per approfondire rimando al bel saggio <a href=\"http:\/\/www.codiceedizioni.it\/libri\/nati-per-credere\/\">\u00abNati per credere\u00bb<\/a>, di Giorgio Vallortigara, Telmo Pievani e Vittorio Girotto. L&#8217;essere umano, a differenza degli altri animali, \u00e8 consapevole di s\u00e9, della propria esistenza e anche della propria mortalit\u00e0. La coscienza della propria finitezza \u00e8 alla base del bisogno di trascendere quella stessa finitezza. Questo bisogno \u00e8 alla base di tutte le straordinarie elaborazioni intellettuali, letterarie, filosofiche e anche religiose dell&#8217;essere umano. Tuttavia questo bisogno non dimostra che in questa dimensione trascendente esista davvero qualcosa al di l\u00e0 di quelle stesse elaborazioni.<\/p>\n<p><strong>Puoi escludere la possibilit\u00e0 di iniziare a credere in Dio?<\/strong><\/p>\n<p>Non la escludo come non escludo la possibilit\u00e0 di ricominciare a credere a Babbo Natale. Nella vita pu\u00f2 accadere di tutto, perfino di perdere il senno. In questi termini non posso escludere nulla nel mio futuro, ma non ho alcun elemento che mi faccia immaginare di poter iniziare a credere.<\/p>\n<p><strong>Che genere di prova considereresti convincente per accettare l\u2019esistenza di Dio?<\/strong><\/p>\n<p>Non riesco a concepire alcuna prova. Come tutta la comunit\u00e0 scientifica, sono consapevole che esistono fenomeni ancora inspiegati, di cui non conosciamo le cause e l&#8217;origine. E questo ambito di inspiegato \u00e8 destinato ad ampliarsi sempre pi\u00f9: infatti, quanto pi\u00f9 si spiegano i fenomeni, tanto pi\u00f9 si sollevano nuove domande. Per cui, se mi dovesse capitare un fatto strano, come per esempio una visione, mi chiederei anzitutto quali sono le cause fisiche di quel fenomeno, non certo quelle trascendenti.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esistenza umana pu\u00f2 avere un senso anche senza Dio?<\/strong><\/p>\n<p>Al contrario: l&#8217;esistenza umana pu\u00f2 avere un senso soltanto se Dio non c&#8217;\u00e8. Tutto si gioca qui, nel lasso di tempo su questa Terra. Ce lo giochiamo con noi stessi e nessun altro all&#8217;infuori di noi a cui rendere conto. Inserire Dio nel proprio orizzonte di senso fa perdere valore all&#8217;esistenza terrena. Con una serie di conseguenze etiche di non poco conto, perch\u00e9 solleva dalla responsabilit\u00e0 delle proprie azioni. In realt\u00e0, anche da credente qualcuno potrebbe decidere di escludere Dio e di vivere \u00abetsi Deus non daretur\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E quale senso dai tu alla tua esistenza?<\/strong><\/p>\n<p>Il senso della mia vita consiste nell&#8217;impiegare al massimo e al meglio le capacit\u00e0 di cui sono dotata per dare il mio piccolo contributo al progresso umano. Dovremmo farlo tutti, ciascuno con le proprie qualit\u00e0 e competenze.<\/p>\n<p><strong>Dio non \u00e8 necessario nemmeno per garantire un comportamento morale degli esseri umani?<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo caso ti rispondo che \u00e8 il contrario: l&#8217;esistenza di Dio inficia la possibilit\u00e0 di avere un comportamento autenticamente morale. Per cominciare, una condotta virtuosa fondato soltanto sul desiderio di una ricompensa futura perde tutto il proprio valore etico. Un comportamento orientato al bene non ha bisogno di alcun Dio, e immaginare un&#8217;autorit\u00e0 da cui far discendere le proprie azioni morali \u00e8 un modo per toglier loro ogni valore. Chi non crede fa del bene, se lo fa, esclusivamente per ragioni morali, non perch\u00e9 si aspetta una qualche ricompensa nella propria vita. Inoltre per il credente il bene \u00e8 bene non in s\u00e9, ma perch\u00e9 \u00e8 Dio che lo vuole. E qui si pone il problema: Dio vuole il bene in quanto bene o qualunque cosa Dio voglia \u00e8 bene?<\/p>\n<p><strong>Nel secondo caso, se Dio vuole il genocidio, come peraltro si racconta nell&#8217;Antico testamento, allora il genocidio \u00e8 bene.<\/strong><\/p>\n<p>Esatto. D&#8217;altro canto, se valesse il contrario, ovvero se un&#8217;azione fosse buona in s\u00e9, allora significherebbe che Dio si sottomette a un&#8217;etica superiore, e ci\u00f2 rappresenterebbe una negazione di Dio. Insomma, l&#8217;etica deve prescindere da Dio e anzi alla fine non pu\u00f2 che negarlo. A ci\u00f2 si aggiunge una difficolt\u00e0: Dio parla poco per spiegare che cosa \u00e8 bene e che cosa \u00e8 male. Anzi, da qualche secolo non parla affatto. E poich\u00e9 si fatica a capire la sua volont\u00e0, essa \u00e8 determinata da chi pretende di saperla interpretare.<\/p>\n<p><strong>Se dovessi demolire la fede di un credente, quale argomento gli proporresti?<\/strong><\/p>\n<p>Demolire la fede di qualcuno mi interessa poco. Piuttosto voglio capire come riescono le persone a tenere insieme tutte le contraddizioni della fede. La pi\u00f9 lampante \u00e8 quella della teodicea, cio\u00e8 il problema della presenza del male e della sofferenza. Specialmente quando la sofferenza tocca, in modo ingiustificato e inconcepibile, i bambini, che non hanno ancora compiuto nessuna azione che possa meritare una punizione.<\/p>\n<p><strong>Il credente ti risponde con il peccato originale. Che, fra tutte le teodicee, a me sembra la pi\u00f9 demenziale.<\/strong><\/p>\n<p>Io sono convinta che, se si parlasse in maniera aperta, seria e approfondita con i fedeli, si scoprirebbe che sono quasi tutti atei. Sono pochissime le persone credenti, in totale sincerit\u00e0, in tutti i dogmi e in tutti i precetti della propria religione. E in verit\u00e0 sono anche pochi coloro che hanno riflettuto seriamente su di essi.<\/p>\n<p><strong>Magari i preti&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>I preti sono i primi a non crederci, secondo me. Perch\u00e9, quanto pi\u00f9 studi e approfondisci, tanto pi\u00f9 fatichi a credere con una convinzione profonda e intangibile. Un conto \u00e8 la fede in Dio, ossia in qualcuno a cui rivolgersi quando si sta male, e un altro conto \u00e8 aderire con perfetta convinzione a tutti i dogmi, anche quelli pi\u00f9 assurdi e incredibili. Come il peccato originale per spiegare la sofferenza di un innocente: ecco il vero problema a cui i fedeli non sanno dare risposta.<\/p>\n<p><strong>E si salvano con il Mistero della fede.<\/strong><\/p>\n<p>Proprio cos\u00ec. Se non ti limiti alle questioni superficiali, se vai in fondo alla credenza, trovi solo la fede. Che non \u00e8 razionale, perci\u00f2 non \u00e8 comunicabile. E quando qualcuno ti risponde \u00abS\u00ec, ma io credo lo stesso\u00bb&#8230; be&#8217;, cosa vuoi che ti dica? Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da dire. Giunti a quel punto, il dialogo \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 utile demolire la fede altrui, oppure ciascuno \u00e8 libero di credere quel che vuole?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 utile mettere in discussione le religioni, perch\u00e9 la fede \u00e8 un ostacolo al pensiero critico, razionale, scientifico e va a detrimento dell&#8217;intera societ\u00e0. Piuttosto che di religione, io a scuola imporrei un corso obbligatorio di logica, poich\u00e9 le persone non sono pi\u00f9 abituate a usarla neanche a livello fondamentale, non sanno neppure che cosa sia il principio di non contraddizione. Oppure confondono la correlazione temporale con la prova della causalit\u00e0. Pensano \u00abMio figlio si \u00e8 ammalato dopo la vaccinazione, quindi il vaccino ha provocato la malattia\u00bb e diventano no vax. E la fede, la religione non aiuta affatto a costruire un pensiero critico, scientifico. Anzi, la fede in generale \u00e8 un ostacolo alla razionalit\u00e0. Perci\u00f2 forse, pi\u00f9 che demolire la fede del singolo credente, \u00e8 importante operare affinch\u00e9 si estendano l&#8217;uso e la conoscenza del pensiero razionale e scientifico. Il che porterebbe quasi come naturale conseguenza a un ridimensionamento della fede.<\/p>\n<p><strong>Ma la fede non \u00e8 una questione personale?<\/strong><\/p>\n<p>In parte s\u00ec, in parte no, perch\u00e9 la tua superstizione crea problemi anche a me e in generale a tutta la societ\u00e0. Dove c&#8217;\u00e8 superstizione si crea un ambiente sociale nel quale \u00e8 pi\u00f9 difficile praticare la ricerca scientifica e trovare soluzioni razionali ai problemi collettivi. E pure applicare alcuni diritti civili, come constatiamo con l&#8217;obiezione di coscienza alla legge 194.<\/p>\n<p><strong>Pensi che la societ\u00e0 sarebbe migliore se il numero di non credenti fosse maggiore?<\/strong><\/p>\n<p>Non possiamo saperlo, per\u00f2 sarebbe bello provare. Io ritengo che ci sarebbero meno ostacoli alla ricerca scientifica e una maggiore libert\u00e0 di pensiero. Comunque non ci metterei la mano sul fuoco, perch\u00e9 non \u00e8 dalla religione soltanto che dipendono tutti i mali del mondo. Del resto, come abbiamo visto, la fede non garantisce un comportamento etico, ma non lo garantisce nemmeno la mancanza di fede. Senza la fede saremmo semplicemente le \u00abbestiole umane, fottute non meno che sacre\u00bb di cui parlava Eduardo Galeano, che devono fare i conti solo con s\u00e9 stesse e con la propria coscienza.<\/p>\n<p><strong>Come giudichi l\u2019azione degli atei militanti, che divulgano l\u2019ateismo spesso con uno stile aggressivo e con l\u2019intento di demolire la religione?<\/strong><\/p>\n<p>Sono necessari perch\u00e9, appunto, il pensiero religioso \u00e8 antirazionale e antiscientifico e va contrastato. Questi intellettuali fanno un lavoro di avanguardia. Pu\u00f2 essere giudicato inutile o inopportuno o talvolta e da taluni anche controproducente sul piano tattico o strategico, ma \u00e8 indispensabile per ribadire dei princ\u00ecpi irrinunciabili. Poi ciascuno, nelle circostanze in cui si trova, sceglie il proprio stile. Io non pretendo di deconvertire le persone, di trasformarle in atei. Per\u00f2, cos\u00ec come, quando trovo qualcuno che crede nella magia o nell&#8217;astrologia, sento il dovere etico di fargli notare che sta buttando i propri soldi in cialtronate, nello stesso modo agisco con chi ha fede. Sebbene, purtroppo, la fede goda di una considerazione diversa e maggiore rispetto alle altre superstizioni.<\/p>\n<p><strong>Considerazione che la mette al riparo dalle offese.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, c&#8217;\u00e8 questa obiezione: non si deve ferire la sensibilit\u00e0 religiosa. Io per\u00f2 pretendo la libert\u00e0 di attaccare e di criticare le idee. La sensibilit\u00e0 religiosa non pu\u00f2 e non deve godere di una protezione maggiore di quella dovuta a ogni altra sensibilit\u00e0. Capisco che il credente si possa sentire disturbato dalle mie critiche, ma non \u00e8 un argomento per mettermi a tacere. La sensibilit\u00e0 dell&#8217;altro come parametro della libert\u00e0 di espressione annulla ogni possibilit\u00e0 di critica. Infatti bisogna distinguere la critica aspra e polemica alle idee e alle credenze dalle offese dirette contro le singole persone.<\/p>\n<p><strong>In poche parole, io non mi permetto di darti del cretino, ma esigo di poter dire che le tue idee sono delle cretinate.<\/strong><\/p>\n<p>Esatto. D&#8217;altronde questo problema si pone soltanto per le credenze religiose. In politica non esiste affatto. Anzi, gli avversari attaccano in continuazione le reciproche posizioni. Io posso dichiarare che la Lega porta avanti politiche razziste, e pazienza se i leghisti si offendono. Del resto \u00e8 giusto cos\u00ec: se la critica delle idee, anche radicale, anche polemica, anche aggressiva, non fosse possibile, non ci sarebbe la politica.<\/p>\n<p><strong>Siamo di fronte a un rinascimento religioso? Sei preoccupata?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, siamo di fronte a un rinascimento religioso. E s\u00ec, sono preoccupata. C&#8217;\u00e8 anzitutto un livello collettivo, nel quale assistiamo a un uso politico della religione. Vediamo nascere movimenti fondamentalisti cristiani in Polonia, in Brasile e in molti altri Paesi. Sono movimenti che propugnano un&#8217;ideologia di estrema Destra. E poi c&#8217;\u00e8 una riscoperta della fede anche a livello personale, perch\u00e9 viviamo in un&#8217;epoca di angosce e di preoccupazioni per il futuro. Mancano le prospettive e le speranze. Ed \u00e8 abbastanza comprensibile che, non potendo cambiare le cose in questa vita, se ne desideri un&#8217;altra, migliore. I movimenti politici fondamentalisti sfruttano il senso di insoddisfazione e di precariet\u00e0 per radicarsi. Io sono preoccupata perch\u00e9 questi stessi movimenti sono anche reazionari per quanto riguarda i diritti umani, in particolare quelli delle donne. Perci\u00f2 noi abbiamo bisogno di una militanza laica. Pi\u00f9 dell&#8217;ateismo \u00e8 fondamentale la laicit\u00e0, per tenere la religione fuori dallo spazio pubblico delle decisioni politiche.<\/p>\n<p><strong>Ecco, la laicit\u00e0, argomento, insieme al multiculturalismo, del tuo ultimo saggio: \u00abNon c&#8217;\u00e8 fede che tenga\u00bb. Che cos&#8217;\u00e8 la laicit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>La laicit\u00e0 \u00e8 un principio secondo il quale la convivenza civile e politica non dev&#8217;essere determinata da alcuna religione o dogma n\u00e9 da alcun elenco di precetti religiosi. Le religioni devono rimanere fuori dallo spazio pubblico e restare esperienze e pratiche personali e private. La laicit\u00e0 non \u00e8 la mera separazione fra Stato e Chiesa, ma il principio secondo il quale lo Stato garantisce i diritti fondamentali degli individui: libert\u00e0 di coscienza, possibilit\u00e0 di crescere in autonomia e di sviluppare il proprio pensiero, rispetto dell&#8217;integrit\u00e0 del proprio corpo, libert\u00e0 di orientamento sessuale. Sono tutti diritti che cozzano con i precetti di alcune religioni, e la laicit\u00e0 dovrebbe porsi a garanzia di questi diritti.<\/p>\n<p><strong>La laicit\u00e0 \u00e8 in contrapposizione alla fede religiosa?<\/strong><\/p>\n<p>Se mi chiedi se di fatto religioni e laicit\u00e0 siano compatibili, ti rispondo di s\u00ec. La laicit\u00e0 non ha a che fare con la fede ma con il suo ruolo nella vita civile e le sue leggi. Si pu\u00f2 credere ed essere laici. Ma sono pure convinta che il principio di laicit\u00e0, se preso sul serio e portato alle sue estreme conseguenze, metta in crisi la fede o quanto meno un certo tipo di fede. Per essere davvero laico, il credente deve, in maniera un po&#8217; paradossale, relativizzare la propria fede, metterla in secondo piano rispetto alla legge civile. Questo \u00e8 un vulnus per la fede stessa, che per sua natura non pu\u00f2 che pretendere di essere assoluta: se la metti in discussione, se accetti la violazione dei suoi precetti fondamentali, che fede \u00e8?<\/p>\n<p><strong>In effetti il fanatico \u00e8 pi\u00f9 coerente: presa come assioma l&#8217;origine divina del contenuto del Libro, il resto ne discende logicamente. Quella \u00e8 la verit\u00e0, anzi la Verit\u00e0, quindi \u00e8 inevitabile agire per imporla a tutti. C&#8217;\u00e8 scritto di uccidere gli apostati, di perseguitare gli omosessuali, di lapidare le adultere? Benissimo, che sia la legge per tutti, poich\u00e9 quella \u00e8 la Verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la conclusione \u00e8 questa: c&#8217;\u00e8 maggiore coerenza logica nel fondamentalista che nel credente laico e moderato. Prendi il caso dell&#8217;aborto, per esempio. Molti cattolici sono a favore del diritto all&#8217;aborto, pur condannandolo sul piano morale. Ma come fanno? \u00c8 una posizione oggettivamente insostenibile. O tu credi che fin dal momento del concepimento quello \u00e8 un essere umano, e allora l&#8217;aborto \u00e8 un omicidio e tu devi impedirlo a qualunque costo, oppure lo accetti come diritto della donna, ma cos\u00ec stai dimostrando che non credi davvero che quello sia un essere umano e perci\u00f2 non sei coerente con la tua fede. Insomma, se tu mi consenti di abortire mi dimostri che non credi davvero nel tuo Dio e nei suoi precetti. Per\u00f2 sono contraddizioni individuali dei credenti. Siamo tutti umani e ciascuno ha le proprie aporie con le quali convivere e fare i conti, e a me non interessano molto quelle di chi crede. L&#8217;importante \u00e8 il rispetto della laicit\u00e0 nella collettivit\u00e0. Rispetto che \u00e8 minacciato dal multiculturalismo, come ho argomentato nel mio libro.<\/p>\n<p><strong>Che cos&#8217;\u00e8 il multiculturalismo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un preciso modello politico di gestione di societ\u00e0 plurali e disomogenee, che prevede la giustapposizione di comunit\u00e0 diverse per cultura e religione. Le comunit\u00e0 concordano una serie di regole per la convivenza generale, ma su molte questioni si autoregolano. Il modello accetta un pluralismo di sistemi politici ed etici e, se viene portato alle estreme conseguenze, tollera la violazione dei diritti fondamentali nelle comunit\u00e0. Dunque il multiculturalismo \u00e8 un modello per nulla laico, perch\u00e9 tiene insieme le diverse religioni nello spazio pubblico civile senza che il potere pubblico laico possa mettere in discussione i precetti religiosi e la loro applicazione nelle diverse comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come persona progressista, non ti senti a disagio nel criticare il multiculturalismo? In fondo, ti trovi ad avere come compagni di strada figuri come Salvini e&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>No no no. Aspetta. Loro non sono contro il multiculturalismo. Loro sono contro \u00abgli altri\u00bb. Non \u00e8 la stessa cosa. Il multiculturalismo pu\u00f2 essere criticato da due prospettive del tutto differenti. La prima \u00e8 quella di Salvini, appunto: la difesa reazionaria della \u00abpropria\u00bb identit\u00e0 e della \u00abpropria\u00bb cultura dagli attacchi esterni. Questa critica condivide con il multiculturalismo la convinzione essenzialista, secondo la quale le culture sono individuabili, definibili, monolitiche e immutabili. La seconda critica \u00e8 quella laica, che disinnesca questa narrazione perch\u00e9 nega l&#8217;essenzialismo. In una prospettiva laica le culture sono processi sociali e politici, ma soprattutto sono contraddittorie e diversificate al proprio interno. Per esempio, io e Salvini condividiamo la cittadinanza e la lingua, ma ben poco altro: per quasi tutto il resto ci troviamo su fronti opposti. L&#8217;identit\u00e0 culturale che lui rivendica non \u00e8 la mia. Non esiste l&#8217;identit\u00e0 italiana. Esistono semmai le scelte individuali. Il multiculturalismo e la sua critica reazionaria pretendono di individuare le culture in modo definitivo, ma ignorano del tutto l&#8217;individuo.<\/p>\n<p><strong>Ma criticare il multiculturalismo, anche con un approccio laico, non significa rifiutare la diversit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Se vogliamo prendere davvero sul serio la retorica della difesa della diversit\u00e0, allora io dico: bene, io sono cos\u00ec a favore della diversit\u00e0 che voglio difendere la diversit\u00e0 non delle culture, ma di ogni singolo individuo. Per esempio il diritto di essere gay fra i musulmani. Perci\u00f2 devo tutelare il diritto di ogni essere umano a vedere rispettata la propria individualit\u00e0 in ogni comunit\u00e0. \u00c8 molto discutibile che la diversit\u00e0 culturale sia un valore in s\u00e9. Le culture sono portatrici di molti elementi, alcuni da apprezzare e altri da combattere sulla base della propria visione etica e politica. D&#8217;altra parte \u00e8 cos\u00ec che vanno avanti le lotte per i diritti in tutto il mondo: mettendo in discussione quegli elementi delle rispettive culture che non garantiscono quei diritti. Forse che il delitto d&#8217;onore o il matrimonio riparatore, elementi essenziali della nostra cultura e perfino del nostro ordinamento giuridico fino a non molti anni fa, sono da rispettare? D&#8217;altra parte molti fondamentalisti di culture differenti sono perfettamente d&#8217;accordo fra loro quando si tratta di condannare la blasfemia o di ostacolare i diritti delle donne e degli omosessuali.<\/p>\n<p><strong>Eppure spesso la Sinistra difende il multiculturalismo a prescindere. Ha forse perso di vista laicit\u00e0? E perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Per perdere qualcosa bisogna prima averlo avuto, e io non so se la laicit\u00e0 sia mai stata un cavallo di battaglia della Sinistra. Forse di una certa Sinistra, ma non di tutta. Di sicuro oggi la Sinistra ignora la laicit\u00e0. Per due motivi. Il primo \u00e8 una sudditanza psicologica, peraltro abbastanza incomprensibile, nei confronti della Chiesa cattolica, nella convinzione che una laicit\u00e0 rigorosa e seria sia impossibile in un Paese come l&#8217;Italia, intriso di cattolicesimo. Per\u00f2 non sappiamo che cosa sarebbe successo e che cosa succederebbe con una scelta differente. Fare politica contando solo i voti perduti e quelli guadagnati \u00e8 poco lungimirante. Io sono convinta che la Chiesa non possieda tutto il potere immaginato dai politici e dai giornalisti.<\/p>\n<p><strong>Anche i giornalisti?<\/strong><\/p>\n<p>Anche i giornalisti. Perfino pi\u00f9 che i politici. \u00c8 stupefacente come in Italia qualsiasi fatto che riguardi la Chiesa goda di un&#8217;attenzione mediatica enorme.<\/p>\n<p><strong>In effetti, come giornalista, a me pare assurdo sentir presentare dal telegiornale la notizia che il Papa ha invitato a pregare per la pace nel mondo. Ma che notizia \u00e8? Sarebbe una notizia se il Papa si affacciasse e tirasse una bestemmia. Altrimenti il Papa fa il Papa. Che altro?<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0. I media italiani soffrono di un&#8217;incomprensibile sudditanza psicologica. Il secondo motivo del disinteresse della Sinistra per la laicit\u00e0 deriva da una specie di complesso di colpa verso le culture e le religioni delle minoranze. Cos\u00ec, partendo da una tutela dei diritti delle minoranze, si finisce per accettare qualunque ideologia delle minoranze. L&#8217;accoglienza dei migranti non ha nulla a che vedere con il diritto alla critica della religione e della cultura di cui alcuni di loro sono portatori. Io sono favorevole alla maggiore accoglienza possibile, in linea di principio, ma questo non pu\u00f2 significare nessuna area franca, immune da critiche alle idee. Per me gli immigrati devono essere inclusi nella comunit\u00e0 politica a pieno titolo, e ci\u00f2 implica anche la possibilit\u00e0 di criticarne le idee. Un reazionario \u00e8 un reazionario, che sia italiano o immigrato, e io lo contesto sul piano politico. Nella Sinistra, l&#8217;islam sembra essere diventato intoccabile perch\u00e9 \u00e8 la religione di una minoranza. Nondimeno, siccome l&#8217;islam, come del resto le altre religioni, \u00e8 portatore di un&#8217;ideologia conservatrice, io rivendico il diritto di criticarlo esattamente come critico la Chiesa cattolica.<\/p>\n<p><strong>Criticando l&#8217;islam sulla base di valori occidentali non si corre il rischio di praticare una sorta di colonialismo culturale?<\/strong><\/p>\n<p>Contesto questa ricostruzione del conflitto fra valori occidentali e valori islamici. Se sul piano storico \u00e8 vero che la dottrina dei diritti umani \u00e8 nata in Occidente, questo non significa che ne \u00e8 un prodotto inevitabile. Nella cultura dell&#8217;Occidente si trova tutto e il contrario di tutto. L&#8217;Occidente \u00e8 la patria della democrazia ma anche dei totalitarismi, \u00e8 la culla dello Stato di diritto ma anche dei fascismi. E allora? Che cosa prendiamo dell&#8217;Occidente? Dobbiamo fare una scelta, che \u00e8 etica e politica. Non si tratta di esportare dei valori, ma di porsi un problema etico e di lottare per dei princ\u00ecpi.<\/p>\n<p><strong>Ma quei princ\u00ecpi non diventano a propria volta un assoluto, equivalente al dogma religioso? Il musulmano ti pu\u00f2 dire: \u00abOk, tu credi nei diritti fondamentali dell&#8217;individuo. Io invece credo nella parola di Allah scritta nel Corano. E Allah mi dice che le donne devono essere sottomesse agli uomini\u00bb. Insomma, che cosa rispondi al relativista culturale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro: io devo scegliere dei princ\u00ecpi morali che non posso ulteriormente fondare. Per esempio, io penso che ogni essere umano sia dotato della stessa dignit\u00e0. Non posso dimostrarlo e lo assumo come principio primo, dal quale discende una serie di conseguenze. Ora, tu puoi rifiutarlo, per\u00f2 devi avere il coraggio di ammetterlo. \u00c8 una questione di onest\u00e0 intellettuale. Se neghi i diritti dei gay, per coerenza devi affermare che i gay non hanno la stessa dignit\u00e0 degli eterosessuali. Invece no. Invece vedo arzigogoli concettuali per tenere insieme princ\u00ecpi e conclusioni incompatibili. Per esempio, vedo il Papa arrampicarsi sugli specchi quando da un lato sostiene l&#8217;identica dignit\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna, ma dall&#8217;altro lato le donne prete no, non se ne parla. Allora io dico: \u00abAbbiate il coraggio del vostro fondamentalismo!\u00bb. Se invece assumi come principio primo fondante la uguale dignit\u00e0 di ogni essere umano, puoi solo ricavarne certe conseguenze inevitabili. E in questo senso s\u00ec, quel principio \u00e8 un \u00abassoluto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Porre come principio fondante la uguale dignit\u00e0 individuale non porta a finire nell&#8217;individualismo?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 terminologico. La centralit\u00e0 dell&#8217;individuo ha una serie di implicazioni sociali e collettive molto forti. Garantire all&#8217;individuo i suoi diritti fondamentali significa lasciarlo libero di perseguire i propri scopi, non significa difendere il suo narcisismo e il suo giardino, indifferente a tutti gli altri. Il tuo giardino non te lo puoi coltivare da solo, ma hai bisogno di una serie di condizioni sociali e politiche per farlo. La centralit\u00e0 dell&#8217;individuo si inserisce in un progetto di solidariet\u00e0. Quello che io propongo \u00e8 un individualismo solidale: al centro l&#8217;individuo, che significa al centro \u00abciascun individuo\u00bb, non solo \u00abio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel caso dei precetti religiosi, c&#8217;\u00e8 in particolare l&#8217;annosa questione dell&#8217;hijab, il velo islamico. Alcuni Paesi lo proibiscono, almeno in certi contesti. Ma la proibizione non \u00e8 una violazione della libert\u00e0 individuale?<\/strong><\/p>\n<p>Sulla libert\u00e0 la filosofia si \u00e8 interrogata da sempre. Libert\u00e0 non significa soltanto la possibilit\u00e0 di fare qualsiasi cosa passi per la testa, ma ha bisogno di alcune condizioni preliminari. Per esempio, se io da bambina sono stata costretta a frequentare il catechismo e sono stata inserita in un percorso culturale preciso, \u00e8 difficile sostenere che da adulta io sono cattolica per una scelta realmente libera: le condizioni preliminari della mia libert\u00e0 non sono state rispettate.<\/p>\n<p><strong>Il problema del plagio nell&#8217;educazione \u00e8 molto serio. La societ\u00e0 persegue i genitori e gli educatori quando abusano fisicamente dei propri figli e dei propri studenti. Ma che dire dell&#8217;abuso psicologico attraverso l&#8217;educazione? Non \u00e8 una violenza anche quella? Richard Dawkins ha scritto:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abSono convinto che non \u00e8 esagerato parlare di &#8220;abuso di minore&#8221; quando insegnanti e preti spingono i bambini a credere per esempio che se non si confessa un peccato mortale si brucia all&#8217;inferno per l&#8217;eternit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Dawkins ha ragione. Nel caso dell&#8217;hijab, le condizioni della libert\u00e0 di scelta devono essere davvero rispettate. Per questo un divieto del velo alle bambine \u00e8 indispensabile affinch\u00e9 sia garantita una reale libert\u00e0 se e quando decideranno di indossarlo da adulte. Molti musulmani affermano di non costringere le proprie figlie a indossare il velo, ma di fatto le immergono in una narrazione coercitiva: \u00abSe non indossi il velo non sei una brava musulmana. Se non metti l&#8217;hijab sei una bambina cattiva. Se non ti copri il capo i tuoi capelli bruceranno all&#8217;inferno\u00bb. Piuttosto, se anche tua figlia volesse indossare l&#8217;hijab, finch\u00e9 \u00e8 minorenne tu glielo dovresti impedire, perch\u00e9 \u00e8 una pratica molto invasiva. Solo cos\u00ec potrai garantire una sua reale libert\u00e0 quando sar\u00e0 adulta.<\/p>\n<p><strong>Dunque la proibizione si giustifica?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema non pu\u00f2 essere ridotto a \u00abvelo s\u00ec\u00bb o \u00abvelo no\u00bb. \u00c8 un problema culturale e politico e non possiamo pensare di risolverlo soltanto con una legge o un decreto. Ci sono contesti specifici, come i bambini o le figure istituzionali in ruoli pubblici, nei quali il divieto \u00e8 ragionevole. Tuttavia non \u00e8 pensabile una proibizione generalizzata. Ma non solo: il velo \u00e8 anche un simbolo che in ogni caso io metto in discussione.<\/p>\n<p><strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p>La questione della libert\u00e0 non esaurisce l&#8217;intero dibattito sul velo. Se anche tutte le condizioni della libert\u00e0 fossero state garantite, l&#8217;hijab si porterebbe appresso un significato di gerarchia e di segregazione. Il velo diventa il simbolo della differenza nella dignit\u00e0 fra uomo e donna e della subordinazione di quest&#8217;ultima al primo, e io devo poterlo mettere in discussione. Anche se la tua scelta di indossarlo \u00e8 veramente libera, io contesto il modello femminile che letteralmente ti porti appresso. Proprio come contesto il modello femminile propugnato dalla Chiesa cattolica, con le sue Madonne, le sue Marie Goretti e il suo culto della verginit\u00e0: \u00e8 un modello che sottintende la differenza nella dignit\u00e0 e la sottomissione della donna.<\/p>\n<p><strong>Ultima domanda, un po&#8217; provocatoria: il burqa, ossia il massimo della prevaricazione maschile sull&#8217;abbigliamento femminile, non \u00e8 il corrispettivo di un&#8217;altra prevaricazione, pi\u00f9 sottile ma cogente, che impone alle donne occidentali di essere attraenti e seducenti per piacere agli uomini?<\/strong><\/p>\n<p>Eh, no! Non puoi metterli sullo stesso piano. Non puoi neanche paragonarli. Prima di tutto, nella societ\u00e0 occidentale i modelli estetici sono molto diversi fra loro e cambiano nel tempo. Non esiste nessuna autorit\u00e0, nessun prete e nessun imam che impone qualcosa. Inoltre nessuna donna occidentale \u00e8 mai stata segregata, picchiata, ostracizzata per non aver aderito a un certo modello estetico. Inoltre spesso le mode giovanili, sia delle ragazze sia dei ragazzi, vengono seguite in contrasto con le aspettative delle proprie famiglie, e la cosa fa un&#8217;enorme differenza. La \u00abpressione\u00bb che possono esercitare la pubblicit\u00e0, la televisione eccetera non \u00e8 paragonabile a quella esercitata dalla comunit\u00e0. Se da un lato \u00e8 vero che anche la comunit\u00e0 dei \u00abpari\u00bb pu\u00f2 esercitare una certa pressione, talvolta anche violenta \u2013 pensiamo ai fenomeni di bullismo nelle scuole, magari contro i compagni che non si omologano ai modelli dominanti \u2013, la differenza cruciale sta nel fatto che questi comportamenti sono rifiutati e condannati dall&#8217;opinione pubblica, almeno apertamente. Sono orizzonti del tutto diversi.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leternoassente.com\/?page_id=1842\" target=\"Choam Goldberg\" rel=\"noopener noreferrer\">Choam Goldberg<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/?cat=262\"><strong>Tutte le interviste<\/strong><\/a><\/p>\n<hr>\n<p><em>L&#8217;Eterno Assente non \u00e8 aperto ai commenti dei lettori. Perch\u00e9? \u00c8 spiegato nelle <a href=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/?page_id=957#nocomment\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FAQ<\/a>. Per\u00f2 puoi commentare i post del <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/eternoassente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gruppo Facebook de L&#8217;Eterno Assente<\/a>. 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