{"id":697,"date":"2018-02-21T16:20:31","date_gmt":"2018-02-21T15:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leternoassente.com\/?p=697"},"modified":"2024-01-28T10:43:09","modified_gmt":"2024-01-28T09:43:09","slug":"il-prete-ateo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leternoassente.com\/?p=697","title":{"rendered":"Il prete ateo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Visse isolato fra il Sei e il Settecento in un paesino delle Ardenne. E nessuno ricorderebbe pi\u00f9 Jean Meslier, se la sua \u00abMemoria\u00bb postuma non fosse fra i fondamenti dell\u2019ateismo moderno.<\/strong><\/p>\n<hr>\n<p><a href=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/meslier.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-712\" src=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/meslier.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/meslier.jpg 386w, https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/meslier-253x300.jpg 253w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Immaginalo mentre consacra il corpo e il sangue di Cristo. Immaginalo mentre celebra battesimi, matrimoni e funerali. Immaginalo mentre ascolta le confessioni dei parrocchiani, mentre li assolve grazie al potere conferitogli da Dio. Immagina i suoi pensieri in quei momenti: \u00abSono tutte stronzate\u00bb. Per 40 anni. Una vita di stronzate, ma riscattata dal suo testamento: la \u00abMemoria\u00bb.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Cos\u00ec vivevano le loro oscure esistenze fra cerimonie e confessioni, magari con qualche peccatuccio carnale, fino a perdersi nell\u2019obl\u00eco dopo la morte. Tutti, tranne Jean.<\/p>\n<\/div>\n<p>Jean Meslier non sarebbe mai passato alla Storia. A chi sarebbe importato del curato di un paesino nelle Ardenne? Una vita insignificante come quella di migliaia di preti di campagna nell\u2019Europa alla vigilia dei Lumi. Gente semplice, con poca cultura. E quella poca assorbita in seminario: zero scienze, un\u2019infarinatura di filosofia, un po\u2019 di teologia, tanta morale, tanto catechismo, i Padri della Chiesa, Agostino, Tommaso. Sottoposti alla stretta sorveglianza dei vescovi, nutrivano una fede protetta dall\u2019isolamento. Poveri di argomenti, se fossero stati esposti alle prime idee illuministe sarebbero stati inermi. Cos\u00ec vivevano le loro oscure esistenze fra cerimonie e confessioni, magari con qualche peccatuccio carnale, fino a perdersi nell\u2019obl\u00eco dopo la morte. Tutti, tranne Jean.<\/p>\n<p><strong>Un parroco insignificante<\/strong><\/p>\n<p>Jean Meslier nasce a Mazerny, nelle Ardenne, il 15 giugno 1664. \u00c8 figlio di un mercante di stoffe e fin da ragazzino viene avviato alla carriera ecclesiastica, sebbene sia privo non solo di passione ma perfino di vocazione. Per\u00f2 quello i genitori vogliono da lui e quello lui fa. Non \u00e8 stupido. Capisce quanto assurda sia l\u2019educazione che riceve, ma anche come quella strada sia un modo per guadagnarsi la pagnotta:<\/p>\n<blockquote><p>Durante l\u2019infanzia mi sono lasciato indirizzare verso la carriera ecclesiastica per compiacere i miei genitori, che la consideravano una condizione pi\u00f9 semplice, piacevole e onorevole di fronte al mondo rispetto a quella degli uomini comuni. Tuttavia posso dire in verit\u00e0 che mai la prospettiva di un guadagno materiale, n\u00e9 delle ricche rendite di questo ministero mi ha mai indotto ad amare l\u2019esercizio di una professione cos\u00ec piena di errori e di imbrogli.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Con la vicina parrocchia di Balaives, l\u2019incarico offre a Meslier una discreta rendita e una vita agiata. Gli si spiana cos\u00ec di fronte un\u2019esistenza senza grandi soddisfazioni ma pure senza grandi pretese.<\/p>\n<\/div>\n<p>Jean frequenta il seminario di Reims senza infamia e senza lode, cercando soprattutto la solitudine. Il 18 dicembre 1688 viene ordinato prete e il 7 gennaio 1689 diventa curato a \u00c9trepigny: un paesotto di 165 anime, quasi tutti contadini e piccoli commercianti. Con la vicina parrocchia di Balaives, l\u2019incarico offre a Meslier una discreta rendita e una vita agiata. Gli si spiana cos\u00ec di fronte un\u2019esistenza senza grandi soddisfazioni ma pure senza grandi pretese.<\/p>\n<p>Meslier si barcamena fra i suoi compiti. Vive con poco e i parrocchiani ne apprezzano e ricordano la generosit\u00e0. Riesce pure a risparmiare un discreto gruzzolo. Quasi mai fa parlare di s\u00e9. Nei quattro decenni della sua vita da curato si registrano soltanto tre episodi bizzarri. I primi due sono simili: rimproveri da parte dei suoi superiori per aver assunto una domestica molto pi\u00f9 giovane dei 40 anni necessari. Nel 1696 il curato ha 32 anni e la ragazza 23, nel 1726 lui 62 e lei 18. In entrambe le occasioni Meslier se la cava spacciando la domestica per una sua cugina. Il terzo caso \u00e8 pi\u00f9 interessante e lascia intravedere i valori ai quali Meslier si ispira.<\/p>\n<p>Antoine de Toully \u00e8 il signore di \u00c9trepigny. Come tanti esponenti della nobilt\u00e0, \u00e8 una testa di cazzo: prepotente e presuntuoso, maltratta i contadini. Meslier ne denuncia le malefatte durante le funzioni religiose, non raccomanda la sua anima a Dio, non riserva i posti per lui e i suoi familiari fra i banchi della chiesa. De Toully s\u2019incazza e si lagna con l\u2019arcivescovo di Reims. Un altro bel soggetto: rampollo dell\u2019alta nobilt\u00e0, Fran\u00e7ois de Mailly \u00e8 autoritario e arrogante. Infastidito da quel piccolo prete rompicoglioni, lo rimprovera pi\u00f9 volte, nel 1716 visita la parrocchia e scrive un duro rapporto sul curato, nel quale lo accusa di essere ignorante, testardo e semplicione, di trascurare la chiesa e di badare soltanto ai propri interessi. Strano, per\u00f2: gli arcivescovi precedenti avevano sempre giudicato con grande benevolenza il parroco di \u00c9trepigny. Infine de Mailly impone a Meslier un mese di ritiro in seminario a Reims per punizione. Al rientro in paese il conflitto con il nobile prosegue. Si risolve solo quando Antoine de Toully muore. Il curato invita i suoi parrocchiani a pregare per la sua anima.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Macch\u00e9: oscuro, modesto, schivo, Meslier non attira l\u2019attenzione. Dopo la morte sprofonderebbe nell\u2019obl\u00eco, se non fosse per la sua attivit\u00e0 notturna negli ultimi anni di vita.<\/p>\n<\/div>\n<p>Per il resto, il nulla: non ci sono altre notizie sulla vita di Jean Meslier, parroco di \u00c9trepigny e Balaives. Men che meno un ritratto: quelli in circolazione risalgono a epoche posteriori alla sua morte. Nel 1783 il curato di Mazerny, non lontano da l\u00ec, cercher\u00e0 di ricostruirne la vita interrogando chi lo aveva conosciuto. Ne emerger\u00e0 il ricordo di \u00abun uomo singolare\u00bb che predica con la terza persona plurale: \u00abi cristiani dicono&#8230; i cristiani credono&#8230;\u00bb. Sarebbe stato un indizio, se qualcuno avesse sospettato. Macch\u00e9: oscuro, modesto, schivo, Meslier non attira l\u2019attenzione. Dopo la morte sarebbe sprofondato nell\u2019obl\u00eco, se non fosse per la sua attivit\u00e0 notturna negli ultimi anni di vita.<\/p>\n<p>La biblioteca di Meslier \u00e8 ben fornita: la Bibbia, gli scritti dei Padri della Chiesa, i resoconti di Concili, e poi Tito Livio, Seneca, Tacito e pure Montaigne, La Bruy\u00e8re, La Bo\u00e9tie, Pascal, Malebranche, F\u00e9nelon, Bayle. Di sicuro non le opere dei primi illuministi e dei libertini. Nella campagna profonda delle Ardenne, Meslier \u00e8 tagliato fuori dalla vita intellettuale. Ma \u00e8 intelligente e critico e ribelle. Ragiona con la propria testa, fin da ragazzino. Aderisce senza esserne consapevole allo stesso razionalismo diffuso fra i filosofi suoi contemporanei. Dunque scrive.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Fra il 1724 e il 1729 raccoglie le proprie riflessioni su Dio, la fede, il cristianesimo, la politica e il potere. Prevede il rischio di una distruzione dell\u2019opera, cos\u00ec ne fa tre copie a mano.<\/p>\n<\/div>\n<p>Di notte, dopo aver svolto le sue funzioni e aver dato assistenza spirituale alle povere anime dei parrocchiani, Meslier scrive. Consapevole della contraddizione insanabile fra la filosofia razionalista che lo anima e le cazzate religiose che officia per campare, sfoga la tensione attraverso la scrittura. Fra il 1724 e il 1729 raccoglie le proprie riflessioni su Dio, la fede, il cristianesimo, la politica e il potere. Prevede il rischio di una distruzione dell\u2019opera, cos\u00ec ne fa tre copie a mano.<\/p>\n<p>Alla fine di giugno del 1729 Jean Meslier muore. La sua tomba non \u00e8 a \u00c9trepigny n\u00e9 altrove. In effetti non c\u2019\u00e8 alcuna tomba: il curato viene sepolto di nascosto, nel giardino della parrocchia o forse nel parco del castello, come un cane. Perch\u00e9?<\/p>\n<p><strong>Le due lettere&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Hai immaginato Jean Meslier mentre celebra le funzioni religiose. Hai immaginato i suoi pensieri. Ora immagina la faccia dell\u2019abate Antoine Guillotin, il nuovo parroco, quando arriva a \u00c9trepigny, trova una busta con due lettere e le legge. Immagina dapprima lo stupore, poi lo sconcerto, poi lo scandalo.<\/p>\n<p>La prima lettera \u00e8 indirizzata a lui, il successore:<\/p>\n<blockquote><p>Ormai non ho pi\u00f9 alcuna difficolt\u00e0 nel dire la verit\u00e0. (&#8230;) Non so che cosa penserete n\u00e9 che cosa direte e men che meno che cosa direte di me per essermi messo in testa queste idee e questa intenzione nello spirito. Forse considererete questo progetto come una dimostrazione di follia e di temerariet\u00e0&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Poi Meslier anticipa i capisaldi della propria filosofia: l\u2019ateismo e il materialismo, tenuti nascosti per tutta la vita. Infine svela l\u2019esistenza della sua \u00abMemoria\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>Che cosa pensare? Guillotin apre la seconda lettera, destinata ai curati della parrocchie vicine. Contiene un invito a confrontarsi con il pensiero del suo autore, a provare a demolire i suoi argomenti e, se non ci riusciranno, ad ammettere la falsit\u00e0 di tutte le credenze religiose. Se non ne hanno il coraggio, facciano almeno come lui: espongano il proprio pensiero ai posteri. Poi Meslier anticipa i capisaldi della propria filosofia: l\u2019ateismo e il materialismo, tenuti nascosti per tutta la vita. Infine svela l\u2019esistenza della sua \u00abMemoria\u00bb.<\/p>\n<p>Le tre copie, composte ciascuna da 366 fogli manoscritti, sono avvolte in una carta grigia su cui campeggia una scritta:<\/p>\n<blockquote><p>Ho visto e riconosciuto gli errori, gli abusi, le vanit\u00e0, le follie, le cattiverie degli uomini. Li odio e li detesto; non ho osato dirlo durante la mia vita, ma lo dir\u00f2 almeno in punto di morte; ed \u00e8 affinch\u00e9 si sappia che scrivo questa Memoria perch\u00e9 serva da testimonianza di verit\u00e0 per tutti coloro che la vedranno e che la leggeranno se sembrer\u00e0 loro cosa buona.<\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec Jean Meslier entra nella storia della filosofia.<\/p>\n<p><strong>&#8230;e la \u00abMemoria\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Il titolo completo \u00e8, come usa all\u2019epoca, assai lungo e contorto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMemoria dei pensieri e dei sentimenti di Jean Meslier, prete, curato di \u00c9trepigny e di Balaives, su una parte degli errori e degli abusi del comportamento e del governo degli uomini, dove si vedono le dimostrazioni chiare ed evidenti della vanit\u00e0 e della falsit\u00e0 di tutte le divinit\u00e0 e di tutte le religioni del mondo, per essere rivolta ai suoi parrocchiani dopo la sua morte e per servire da testimonianza di verit\u00e0 a loro e a tutti i loro simili\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Contorto, s\u00ec, ma inequivocabile sul contenuto.<\/p>\n<p>La \u00abMemoria\u00bb si compone di 97 capitoli suddivisi in 8 parti:<\/p>\n<ol>\n<li>Le religioni sono solo invenzioni umane.<\/li>\n<li>La fede \u00e8 una credenza cieca, fonte di errori, illusioni e imposture.<\/li>\n<li>Le presunte visioni e rivelazioni divine sono false.<\/li>\n<li>Le presunte profezie dell\u2019Antico Testamento sono vane e false.<\/li>\n<li>La dottrina e la morale cristiane sono piene di errori.<\/li>\n<li>La religione cristiana autorizza gli abusi e la tirannia.<\/li>\n<li>La pretesa esistenza degli dei \u00e8 falsa.<\/li>\n<li>L\u2019idea della spiritualit\u00e0 e dell\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima \u00e8 falsa.<\/li>\n<\/ol>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Solo che, invece di istruire i parrocchiani sulle verit\u00e0 della fede, il curato di \u00c9trepigny demolisce la teologia e la moralit\u00e0 cristiane e al loro posto edifica un\u2019ontologia materialista, un\u2019etica naturalista e perfino un abbozzo di ideologia comunista.<\/p>\n<\/div>\n<p>Lo stile \u00e8 colloquiale, come quello di un sermone. E, come un cattivo sermone, \u00e8 prolisso, ridondante e spesso disordinato. Voltaire dir\u00e0 che Meslier scrive \u00abcome un cavallo da tiro\u00bb. Ma, come un sermone, la \u00abMemoria\u00bb ci restituisce la voce dell\u2019autore: sembra davvero di ascoltarlo dal pulpito. Solo che, invece di istruire i parrocchiani sulle verit\u00e0 della fede, il curato di \u00c9trepigny demolisce la teologia e la moralit\u00e0 cristiane e al loro posto edifica un\u2019ontologia materialista, un\u2019etica naturalista e perfino un abbozzo di ideologia comunista.<\/p>\n<p><strong>Dio non esiste<\/strong><\/p>\n<p>Jean Meslier \u00e8 di un ateismo lucido e radicale: Dio non esiste. E trova argomenti inoppugnabili.<\/p>\n<p>Per cominciare, il silenzio divino: perch\u00e9 un Dio che desidera essere amato e adorato non si prende la briga di manifestarsi, invece di lasciarci qui a discutere e litigare su di lui? Ecco:<\/p>\n<blockquote><p>Il primo pensiero che si presenta anzitutto al mio spirito, a proposito di un simile essere, che si dice essere cos\u00ec buono, cos\u00ec bello, cos\u00ec saggio, cos\u00ec grande, cos\u00ec eccellente, cos\u00ec ammirevole, cos\u00ec perfetto e cos\u00ec amabile eccetera, \u00e8 anzitutto che, se davvero ci fosse un essere simile, apparirebbe cos\u00ec chiaramente e cos\u00ec visibilmente ai nostri occhi che nessuno potrebbe dubitare della verit\u00e0 della sua esistenza. Al contrario, c\u2019\u00e8 ogni ragione per credere e dire che non esiste.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poi se la prende con gli argomenti esposti da F\u00e9nelon nella \u00abDimostrazione dell\u2019esistenza di Dio\u00bb, della quale possiede una copia che lui stesso ha arricchito con ampie note. Li smonta uno per uno, compreso l\u2019argomento ontologico.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>C\u2019\u00e8 un\u2019assoluta incompatibilit\u00e0 fra l\u2019esistenza ipotetica di una divinit\u00e0 buona, onnipotente e onnisciente e l\u2019esperienza universale e indiscutibile della sofferenza.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ma soprattutto Meslier sfodera contro il Dio cristiano l\u2019argomento definitivo, di fronte al quale ogni credente \u00e8 costretto a trincerarsi dietro il mistero della fede, giacch\u00e9 non esiste una teodicea decente. C\u2019\u00e8 un\u2019assoluta incompatibilit\u00e0 fra l\u2019esistenza ipotetica di una divinit\u00e0 buona, onnipotente e onnisciente e l\u2019esperienza universale e indiscutibile della sofferenza. Come pu\u00f2 essere misericordioso un Dio che condanna all\u2019inferno gli umani e al limbo i bambini non battezzati? Come pu\u00f2 essere buono un Dio che nelle Scritture viene descritto come geloso, vendicativo, capriccioso, spietato e violento come il peggiore degli umani? Come pu\u00f2 essere amorevole un Dio che consente lo sfruttamento del ricco sul povero, oltretutto con la complicit\u00e0 di quella stessa Chiesa che pretende di rappresentare proprio Dio?<\/p>\n<p>Meslier percula la spiegazione con il peccato originale e ne palesa l\u2019assurdit\u00e0. Che razza di Dio \u00e8 quello che, per un atto compiuto da due umani nel remoto passato, condanna all\u2019inferno milioni di loro discendenti? E poi, per riscattare quell\u2019antico errore, spedisce il proprio figlio sulla Terra e induce gli umani a ucciderlo, ossia a commettere un peccato assai pi\u00f9 grave? Infatti senza crocifissione non ci sarebbe stata redenzione. Dunque Giuda e Pilato e gli ebrei furono strumenti essenziali nel progetto divino. Le domande di Meslier sono ineludibili:<\/p>\n<blockquote><p>Sarebbe come dire che un Dio infinitamente saggio e infinitamente buono si sarebbe sentito gravemente offeso dagli uomini e si sarebbe estremamente irritato con loro per un nonnulla, una bagattella, e che si sarebbe misericordiosamente rappacificato e riconciliato con loro attraverso il pi\u00f9 grande di tutti i crimini? Attraverso un orribile deicidio che essi avrebbero commesso, crocifiggendo e facendo morire crudelmente e vergognosamente il suo caro e divino figlio?<\/p><\/blockquote>\n<p>Potente. Cogente. Inoppugnabile.<\/p>\n<p>Dio lascia agli umani la libert\u00e0: questa \u00e8 la spiegazione dei credenti. Ma quale padre consentirebbe ai propri figli di distruggere s\u00e9 stessi per rispettare la loro libert\u00e0? Se lo facesse, sarebbe un mostro. Invece Dio viene adorato e considerato buono e onnipotente, bench\u00e9 permetta agli esseri umani di finire all\u2019inferno.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>L\u2019oscuro e solitario curato di \u00c9trepigny, lontano da ogni discussione e corrente filosofica, ha il coraggio di arrivare all\u2019estrema, inevitabile conseguenza: di fronte al problema del dolore, Dio non pu\u00f2 esistere. Ma lui, Jean Meslier, quel problema come se lo risolve?<\/p>\n<\/div>\n<p>Quello della teodicea \u00e8 un problema antico, da Giobbe in poi passando per Agostino fino ad arrivare a Leibniz e al \u00abmigliore dei mondi possibili\u00bb. Il terremoto di Lisbona, proposto da Voltaire come esempio per ridicolizzare Leibniz, si sarebbe scatenato 26 anni dopo la morte di Meslier. Il problema \u00e8 insoluto e insolubile per ogni credente, se non al prezzo della rinuncia all\u2019intelligenza e allo spirito critico. L\u2019oscuro e solitario curato di \u00c9trepigny, lontano da ogni discussione e corrente filosofica, ha il coraggio di arrivare all\u2019estrema, inevitabile conseguenza: di fronte al problema del dolore, Dio non pu\u00f2 esistere. Ma lui, Jean Meslier, quel problema come se lo risolve?<\/p>\n<p><strong>Solo la materia, eterna nello spazio e nel tempo<\/strong><\/p>\n<p>Semplice: Jean Meslier \u00e8 materialista. Di un bel materialismo estremo, oltretutto: la materia \u00e8 l\u2019essere unico e necessario. Anzi, l\u2019essere \u00e8 la materia, eterna nello spazio e nel tempo. Non c\u2019\u00e8 altro. Se Dio avesse creato la materia, non potrebbe essere incorporeo e trascendente. Se Dio avesse creato il tempo, dovrebbe averlo fatto in un momento preciso, quindi nel tempo. Se Dio avesse creato lo spazio, dovrebbe averlo fatto in un luogo preciso, quindi nello spazio. Perci\u00f2 la materia \u00e8 eterna: esiste da sempre ed esister\u00e0 per sempre. Non c\u2019\u00e8 bisogno di immaginare una creazione.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Nella sua riflessione c\u2019\u00e8 solo ontologia. In questa ontologia la materia pensa, sente, ama, desidera, soffre, odia.<\/p>\n<\/div>\n<p>Non c\u2019\u00e8 scienza, in questa visione materialista. Meslier non sa nulla della scienza nata pochi decenni prima della sua nascita. Non ha letto n\u00e9 Galileo n\u00e9 Newton. Non pu\u00f2 conoscere la teoria atomica, nemmeno quella ingenua degli antichi greci. Nella sua riflessione c\u2019\u00e8 solo ontologia. In questa ontologia la materia pensa, sente, ama, desidera, soffre, odia. Difatti l\u2019anima \u00e8 una conseguenza delle configurazioni della materia:<\/p>\n<blockquote><p>Noi non vediamo, non sentiamo e non conosciamo certamente nulla in noi che non sia materia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Com\u2019\u00e8 ovvio, l\u2019anima scompare dopo la morte, quando la materia cambia configurazioni. La coscienza \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 del cervello e svanisce con la sua decomposizione:<\/p>\n<blockquote><p>Tutti i nostri pensieri, tutte le nostre conoscenze, tutte le nostre percezioni, tutti i nostri desideri e tutte le nostre volont\u00e0 sono modificazioni della nostra anima. Bisogna anche ammettere che essa \u00e8 soggetta a molte alterazioni, che sono dei princ\u00ecpi di corruzione, e di conseguenza non \u00e8 affatto incorruttibile n\u00e9 immortale.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Insomma, il parroco di \u00c9trepigny concepisce il male come un fatto naturale.<\/p>\n<\/div>\n<p>Come si giustifica allora il dolore nel materialismo di Jean Meslier? \u00c8 presto detto: la Natura non \u00e8 meravigliosa come si dice, e la sofferenza \u00e8 un suo elemento strutturale e inevitabile, poich\u00e9 per mancanza di spazio e di risorse i viventi sono costretti a eliminarsi a vicenda. Insomma, il parroco di \u00c9trepigny concepisce il male come un fatto naturale. Eppure il dolore potrebbe essere ridotto o quanto meno mitigato con una distribuzione equa e razionale delle risorse. Per esempio con una forma di comunismo.<\/p>\n<p><strong>Le assurde Scritture<\/strong><\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Sicch\u00e9 Jean Meslier affronta le Scritture. E lo fa con un primo, ingenuo ma fondato tentativo di critica storica.<\/p>\n<\/div>\n<p>Di fronte a questi argomenti filosofici, il credente si nasconde dietro la Rivelazione: Dio si \u00e8 manifestato. In particolare, il Dio cristiano si \u00e8 rivelato agli umani dapprima attraverso i profeti e poi con Ges\u00f9. Sicch\u00e9 Jean Meslier affronta le Scritture. E lo fa con un primo, ingenuo ma fondato tentativo di critica storica.<\/p>\n<p>Meslier rileva le innumerevoli modifiche e interpolazioni introdotte nei secoli in funzione degli interessi materiali della Chiesa e del potere temporale. Segnala l\u2019inaffidabilit\u00e0 dei presunti autori, la loro identit\u00e0 incerta, la scelta arbitraria dei testi canonici. Evidenzia come l\u2019Antico Testamento sia pieno di favole assurde e inverosimili, di incoerenze interne insanabili, di profezie mai realizzate: e questo sarebbe un testo ispirato da una divinit\u00e0? Denuncia la violenza di un Dio che dovrebbe essere misericordioso ma ordina di massacrare persone innocenti. Propone ben 40 pagine di interpretazioni demenziali degli episodi biblici fornite dai Padri della Chiesa. Ai credenti che degli episodi pi\u00f9 sgradevoli suggeriscono una possibile lettura allegorica, mistica, spirituale, risponde che qualsiasi testo si presta a un\u2019interpretazione analoga:<\/p>\n<blockquote><p>Se volessimo allo stesso modo interpretare allegoricamente e figurativamente tutti i discorsi, tutte le azioni e tutte le avventure del famoso Don Chisciotte della Mancia, ci troveremmo, volendo, una saggezza del tutto soprannaturale e divina.<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche il Nuovo Testamento \u00e8 pieno di errori, imprecisioni, contraddizioni e assurdit\u00e0. Come i miracoli, per esempio. La Natura rispetta leggi rigorose, pertanto la trasformazione dell\u2019acqua in vino, la passeggiata sull\u2019acqua e la resurrezione dei defunti sono impossibili. Del resto i miracoli non provano nulla. Se ne trovano pure nei testi religiosi dei pagani.<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9, \u00abun\u2019infelice canaglia\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Quanto a Ges\u00f9, nessuno sconto: Jean Meslier lo definisce \u00abarcifanatico\u00bb. Ne ammette la reale esistenza nella Storia, ma lo disprezza:<\/p>\n<blockquote><p>(&#8230;) un uomo da nulla, che non aveva n\u00e9 talento, n\u00e9 spirito, n\u00e9 scienza, n\u00e9 senno, e che era in ogni caso disprezzato dal mondo; un pazzo, un insensato, un miserabile fanatico e un\u2019infelice canaglia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ges\u00f9 non \u00e8 una figura alla quale ispirarsi come esempio, ma un miserabile che esalta la sofferenza e il dolore e si propone di portare la discordia fra gli umani. Intento nel quale peraltro \u00e8 riuscito benissimo. Invece di liberare dal peccato e quindi dal dolore, ha ottenuto un mondo nel quale la sofferenza regna come sempre:<\/p>\n<blockquote><p>Gli uomini diventano ogni giorno pi\u00f9 viziosi e cattivi e c\u2019\u00e8 un diluvio di vizio e iniquit\u00e0 nel mondo. Non si capisce come i cristicoli [i seguaci di Cristo, NdT] possano vantarsi di essere pi\u00f9 sani, pi\u00f9 saggi e pi\u00f9 virtuosi o meglio regolati nel loro ordine e nei loro costumi di tutti gli altri popoli della Terra.<\/p><\/blockquote>\n<p>E ancora:<\/p>\n<blockquote><p>(&#8230;) il primo, il pi\u00f9 bello e il pi\u00f9 ammirevole dei suoi miracoli sarebbe stato quello di rendere tutti gli uomini virtuosi, saggi e perfetti tanto nel corpo quanto nello spirito. Il primo e il principale dei suoi miracoli sarebbe stato di impedire e di bandire interamente dal mondo tutti i vizi, tutti i peccati, tutte le ingiustizie, tutte le iniquit\u00e0 e tutte le malvagit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Il sacrificio di Ges\u00f9 \u00e8 stato vano, anzi controproducente.<\/p>\n<\/div>\n<p>Proprio fra i cristiani abbondano persecuzioni e guerre di religione. Il sacrificio di Ges\u00f9 \u00e8 stato vano, anzi controproducente. D\u2019altronde non \u00e8 stato capace nemmeno di salvare s\u00e9 stesso dall\u2019agonia sulla croce. E nessuna delle sue profezie si \u00e8 realizzata. Com\u2019era? Il regno di Dio vicino? Ah ah.<\/p>\n<p><strong>La fede, quella vera. Gi\u00e0, gi\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Eh, ma c\u2019\u00e8 la fede, giusto? Nonostante tutto, bisogna aver fede. E la fede \u00e8 un dono. Perci\u00f2 Jean Meslier formula la domanda che noi atei ci poniamo da sempre: se la fede \u00e8 un dono, perch\u00e9 a noi no? Chi siamo noi, i figli della serva?<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Deve sapere o per lo meno immaginare quali dubbi e quali incertezze si agitino nelle menti delle pecorelle del suo gregge.<\/p>\n<\/div>\n<p>Del resto di che cosa parliamo quando parliamo di fede? Meslier d\u00e0 assistenza spirituale a due generazioni di cattolici. Ha consuetudine con i peccati e le confessioni e le credenze. Deve sapere o per lo meno immaginare quali dubbi e quali incertezze si agitino nelle menti delle pecorelle del suo gregge. Infatti:<\/p>\n<blockquote><p>Quanto agli uomini comuni, vediamo bene dai loro costumi e dai loro comportamenti che la maggior parte fra loro non \u00e8 affatto pi\u00f9 persuasa della verit\u00e0 della loro religione n\u00e9 di ci\u00f2 che essa insegna loro di quanto lo siano quelli con cui parlo, sebbene ne seguano regolarmente le pratiche. E quelli che fra il popolo hanno un po\u2019 di spirito e di buon senso, bench\u00e9 ignoranti come peraltro sono nelle scienze umane, si permettono di intravedere, e perfino in qualche modo di sentire, la vanit\u00e0 e la falsit\u00e0 di quel che gli si vuol far credere in proposito, in modo che \u00e8 solo con la forza, malgrado loro stessi, contro la loro intuizione, contro la loro ragione, e contro i loro sentimenti che credono o piuttosto che si sforzano di credere in quello che gli si dice.<\/p><\/blockquote>\n<p>Un illuminante spaccato della religiosit\u00e0 popolare sotto l\u2019Ancien R\u00e9gime. Alla faccia della fede.<\/p>\n<p><strong>Prima di Nietzsche&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Per Jean Meslier la morale cristiana \u00e8 perfida e innaturale, perch\u00e9 magnifica la sofferenza a imitazione della Passione di Cristo. Non solo: condanna il desiderio. Ma come pu\u00f2 Dio prima indurre il desiderio negli umani e poi condannarli perch\u00e9 lo provano? Che assurdit\u00e0 \u00e8? Ebbene, anche del desiderio il prete ateo offre una spiegazione materialista: ogni desiderio \u00e8 una pulsione naturale, con il fine della sopravvivenza e della riproduzione. Non ci sono n\u00e9 colpa n\u00e9 peccato.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Cos\u00ec Meslier anticipa Nietzsche, che pi\u00f9 di 150 anni dopo parler\u00e0 di \u00abmorale del servo\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>Pure amare il nemico fino a offrirgli l\u2019altra guancia \u00e8 sbagliato, poich\u00e9 significa rendersi complici della malvagit\u00e0. Il risultato \u00e8 inevitabile: i forti e i prepotenti ne approfittano. Ergo le Beatitudini evangeliche diventano uno strumento di oppressione e di tirannia, di difesa del privilegio. Cos\u00ec Meslier anticipa Nietzsche, che pi\u00f9 di 150 anni dopo parler\u00e0 di \u00abmorale del servo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8230;e prima dei comunisti<\/strong><\/p>\n<p>\u00abImpiccheremo l\u2019ultimo padrone con le budella dell\u2019ultimo prete\u00bb: ricordi questo slogan? Le sue radici affondano nella \u00abMemoria\u00bb di Jean Meslier, in una versione appena differente:<\/p>\n<blockquote><p>(&#8230;) che tutti i grandi della terra e che tutti i nobili fossero impiccati e strangolati con le budella dei preti.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Prima della Rivoluzione francese, di Babeuf e della Congiura degli Uguali, prima di Proudhon, Marx, Bakunin, Lenin e Kropotkin, il visionario curato di \u00c9trepigny preconizza la fine delle sofferenze dei poveri, dei servi e dei contadini sottomessi al potere dei vescovi e dei nobili.<\/p>\n<\/div>\n<p>Meslier si occupa anche di politica. Prima della Rivoluzione francese, di Babeuf e della Congiura degli Uguali, prima di Proudhon, Marx, Bakunin, Lenin e Kropotkin, il visionario curato di \u00c9trepigny preconizza la fine delle sofferenze dei poveri, dei servi e dei contadini sottomessi al potere dei vescovi e dei nobili. Meslier immagina la lotta di classe, la disobbedienza civile, l\u2019obiezione fiscale, il rifiuto delle rendite feudali e delle corv\u00e9e, l\u2019abolizione della propriet\u00e0 privata. Siccome il potere esiste perch\u00e9 i sottomessi si lasciano dominare, invoca la ribellione. Ammette perfino il tirannicidio: non per vendetta, ma per ristabilire la giustizia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, la giustizia. Proprio il bisogno di giustizia motiva l\u2019indignazione di Meslier: per diritto naturale gli umani sono uguali fra loro e ciascuno deve avere accesso al nutrimento, alla sicurezza, all\u2019istruzione, alla libert\u00e0. L\u2019oppressione \u00e8 la prosecuzione della legge del pi\u00f9 forte. La Chiesa benedice la tirannia e, con lo spauracchio dell\u2019inferno, minaccia chi si ribella. D\u2019altronde lo diceva Paolo:<\/p>\n<blockquote><p>Ognuno sia sottomesso a chi ha ricevuto autorit\u00e0, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 autorit\u00e0 che non venga da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Perci\u00f2, chi si oppone all\u2019autorit\u00e0 si oppone all\u2019ordine stabilito da Dio, e attirer\u00e0 su di s\u00e9 un castigo.<br \/>\n\u2013 Romani 13,1-2<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi i monarchi regnano per diritto divino e i chierici lo confermano perch\u00e9 conviene loro: preti, monaci, frati e suore sono parassiti della societ\u00e0, come i nobili e i possidenti.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Per arrivarci servirebbe una trasformazione su scala internazionale, non in un unico Paese: Meslier lo scrive due secoli prima di Trockij.<\/p>\n<\/div>\n<p>Meslier sogna una societ\u00e0 senza propriet\u00e0 privata, nella quale i mezzi di produzione e il frutto del lavoro siano messi in comune. L\u2019unit\u00e0 di base sarebbe la famiglia e sopra di essa il villaggio, dove ogni persona sarebbe nutrita, protetta, educata, curata. Per arrivarci servirebbe una trasformazione su scala internazionale, non in un unico Paese: Meslier lo scrive due secoli prima di Trockij.<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi fra gli ultimi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attenzione di Jean Meslier si rivolge anche agli ultimi fra gli ultimi, i pi\u00f9 sfruttati fra i pi\u00f9 deboli: le donne, i bambini, perfino gli animali. La loro sofferenza infinita trova un fondamento ancora una volta nel cristianesimo, in particolare nella Genesi, dove Dio impone una gerarchia alla cui sommit\u00e0 svetta il maschio umano, con il diritto assoluto di sottomettere, sfruttare e torturare chiunque si trovi al di sotto.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Il dolore, come l\u2019anima, \u00e8 frutto delle configurazioni della materia, perci\u00f2 gli animali pensano, sentono, comunicano, soffrono, desiderano come gli umani.<\/p>\n<\/div>\n<p>Il curato di \u00c9trepigny proclama l\u2019unit\u00e0 di tutti gli esseri senzienti e nega il dualismo uomo\/donna, adulto\/bambino, umano\/animale. Lo infastidiscono i cartesiani e la loro concezione degli animali come macchine incapaci di provare dolore. Anche gli umani sono macchine: la differenza \u00e8 di grado e non di qualit\u00e0. Il dolore, come l\u2019anima, \u00e8 frutto delle configurazioni della materia, perci\u00f2 gli animali pensano, sentono, comunicano, soffrono, desiderano come gli umani. E devono essere trattati con rispetto e dolcezza.<\/p>\n<p>L\u2019empatia di Meslier \u00e8 pre-razionale, il suo disgusto addirittura viscerale. Eppure nemmeno lui \u00e8 privo di contraddizioni: contempla la possibilit\u00e0 del tirannicidio ma si commuove per la morte di un pollo. E non \u00e8 vegetariano, come \u00e8 costretto ad ammettere.<\/p>\n<p><strong>Nel nulla, ma non importa (davvero?)<\/strong><\/p>\n<p>Jean Meslier non nutre alcuna speranza. Sa che con la morte si conclude tutto ed \u00e8 consapevole del nulla nel quale sprofonder\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>Dopodich\u00e9, che si pensi, si giudichi, si dica e si faccia nel mondo ci\u00f2 che si vuole, a me non importa nulla; che gli uomini si organizzino e si governino come vogliono, che siano saggi o che siano pazzi, che siano buoni o che siano malvagi, che dopo la mia morte dicano e facciano anche di me ci\u00f2 che vorranno; me ne preoccupo ben poco: gi\u00e0 non prendo parte quasi per nulla a ci\u00f2 che accade nel mondo; i morti con i quali sto per andare non si imbarazzano pi\u00f9 per nulla, non si interessano di nulla, non si preoccupano di nulla. Finir\u00f2 dunque nel nulla, d\u2019altronde sono gi\u00e0 quasi un nulla, e fra poco sar\u00f2 nulla.<\/p><\/blockquote>\n<p>Eppure un po\u2019 dev\u2019essergli importato, se della \u00abMemoria\u00bb ha fatto tre copie a mano affinch\u00e9 non andasse perduta.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera \u00e8 salva<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019abate Guillotin trova le due lettere e la \u00abMemoria\u00bb di Jean Meslier e convoca i curati dei paesi intorno a \u00c9trepigny. Che fare con quei testi scandalosi? Ne esistono tre copie: una presso il guardasigilli Chauvelin, un\u2019altra alla cancelleria della giustizia di Sainte-Menehould e infine una presso la cancelleria di Rethel.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Nobili e borghesi con simpatie pre-illuministe inviano dei copisti di fiducia a riprodurre la \u00abMemoria\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>Prima che le copie possano essere distrutte dal potere ecclesiastico, la voce di un prete ateo, autore di un\u2019opera esplosiva, si diffonde. Nobili e borghesi con simpatie pre-illuministe inviano dei copisti di fiducia a riprodurre la \u00abMemoria\u00bb. Cominciano cos\u00ec a circolare delle versioni pirata: cinque anni dopo la morte di Meslier ce ne sono gi\u00e0 150 e intellettuali e filosofi se le contendono. Il loro prezzo lievita, nel mercato nero delle opere proibite.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 salva e, sebbene rimanga sconosciuta agli incolti, ai quali sarebbe stata destinata nelle intenzioni del suo autore, inizia a stimolare la riflessione fra i colti, nonostante il suo stile privo di finezze.<\/p>\n<p><strong>Il disonesto Voltaire<\/strong><\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>E il disonesto Voltaire fa di peggio: dopo aver tagliato, aggiunge una conclusione posticcia nella quale Jean Meslier chiede perdono a Dio per aver trascorso la vita a imbrogliare i propri parrocchiani.<\/p>\n<\/div>\n<p>Voltaire viene a conoscenza della \u00abMemoria\u00bb nel 1735 grazie a una lettera di Nicholas Thiriot, suo amico d\u2019infanzia. Se ne procura una copia, ma ne rimane deluso. Disprezza Jean Meslier e giudica la sua opera lunga, noiosa e perfino rivoltante. Inoltre Voltaire \u00e8 deista, perci\u00f2 l\u2019ateismo radicale del parroco di \u00c9trepigny non gli garba punto. Tuttavia intuisce l\u2019utilit\u00e0 della \u00abMemoria\u00bb nella battaglia contro la Chiesa. Quindi che fa? Nel 1762 ne pubblica un\u2019edizione riveduta e corretta da lui stesso: \u00abExtraits des sentiments de Jean Meslier\u00bb. Spariscono l\u2019ateismo, la ribellione e il comunismo. In compenso restano la critica alla religione, alle profezie, ai miracoli, ai dogmi. E il disonesto Voltaire fa di peggio: dopo aver tagliato, aggiunge una conclusione posticcia nella quale Jean Meslier chiede perdono a Dio per aver trascorso la vita a imbrogliare i propri parrocchiani.<\/p>\n<p>Gli \u00abExtraits\u00bb pubblicati da Voltaire vanno a ruba. Nel giro di sei mesi hanno bisogno di una seconda edizione. Nondimeno le copie dell\u2019opera originale continuano a circolare. Le possiedono Diderot, Helv\u00e9tius, La Mettrie, Naigeon e d\u2019Holbach. Naigeon dimostra la falsificazione voltairiana. d\u2019Holbach, ateo puro e duro come Meslier, ne \u00abIl Buon Senso, o Idee naturali opposte alle idee soprannaturali\u00bb, recupera le parti censurate da Voltaire. Pubblicato anonimo, in una delle edizioni successive \u00abIl Buon Senso\u00bb verr\u00e0 a lungo considerato la versione di Meslier, addirittura fino agli Anni Sessanta del secolo scorso. Altre copie della \u00abMemoria\u00bb originale si trovano in molte biblioteche private di nobili e borghesi. Anche Federico II di Prussia se ne procura una versione parziale. Nel 1790 Sylvain Mar\u00e9chal pubblica un \u00abCatechismo del curato Meslier\u00bb, ma \u00e8 un apocrifo.<\/p>\n<p><strong>Alterne fortune<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, negli ambienti colti e illuministi alla vigilia della Rivoluzione tutti parlano della \u00abMemoria\u00bb di Jean Meslier: bene i filosofi razionalisti, male anzi malissimo i prelati e i teologi. Ma non tutti: il giornalista Jean-Baptiste-Antoine Suard riferisce della deconversione eccellente dell\u2019abate La Chapelle, censore reale e autore delle \u00abIstituzioni di geometria\u00bb, che avrebbe ammesso con d\u2019Alembert di aver perduto la fede dopo aver letto l\u2019opera di Meslier.<\/p>\n<p>Poi arriva il 1789 e Meslier pu\u00f2 godere di un\u2019attenzione pi\u00f9 ampia. Il povero curato rischia perfino di meritare un monumento: una statua nel Tempio della ragione, suggerita da Anacharsis Cloots alla Convenzione ma per fortuna rifiutata. Figli dei Lumi, i rivoluzionari erano in maggioranza deisti, non atei.<\/p>\n<p>Trascorrono gli anni, le guerre napoleoniche insanguinano l\u2019Europa, arriva la Restaurazione. La \u00abMemoria\u00bb riprende a circolare di nascosto. Per trovarne una versione affidabile e completa bisogna arrivare al 1864 ad Amsterdam, dove Rudolf Charles d\u2019Ablaing Van Giessenburg, propagandista del libero pensiero, del positivismo e del materialismo, produce un\u2019edizione integrale in tre volumi con il titolo \u00abTestamento di Jean Meslier\u00bb. Ne stampa 550 copie, ma in 14 anni riesce a venderne appena 300.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/obelisco.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-709\" src=\"http:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/obelisco.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/obelisco.jpg 377w, https:\/\/www.leternoassente.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/obelisco-118x300.jpg 118w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Per\u00f2 la \u00abMemoria\u00bb finisce per aver fortuna in un contesto inatteso: l\u2019Unione Sovietica. I bolscevichi considerano Meslier un anticipatore del socialismo scientifico marxista e nel 1919 incidono il suo nome, insieme a quello di altri precursori, su un obelisco gi\u00e0 dei Romanov eretto in un parco moscovita. In Russia escono un\u2019edizione ridotta della \u00abMemoria\u00bb nel 1918 e una completa nel 1937.<\/p>\n<p>Ancora negli Anni Venti, Fritz Mauthner, nella sua monumentale opera \u00abL\u2019ateismo e la sua storia in Occidente\u00bb, si inserisce in una tradizione scettica precedente e, pur ammettendo di non aver potuto consultare le fonti originali, insinua dei dubbi sul prete ateo. Siccome gli illuministi, come i chierici medievali, non esitavano a diffondere testi falsi per sostenere le proprie tesi, Mauthner suggerisce che il vero autore della \u00abMemoria\u00bb fosse Voltaire: troppo sofisticato lo stile per un modesto curato di campagna, troppo inverosimile il silenzio di quattro decenni di sacerdozio, troppo inaffidabile l\u2019edizione di van Giessenburg.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Oggi le tre copie originali della \u00abMemoria\u00bb sono conservate presso la Biblioteca nazionale francese (manoscritti 19458, 19459, 19460), dove sono arrivate durante la Rivoluzione con la traslazione dei fondi dell\u2019abbazia benedettina di Saint Germain-des-Pr\u00e9s.<\/p>\n<\/div>\n<p>La ricerca storica moderna ha fatto piazza pulita di tutti i dubbi sull\u2019autore e ha reso giustizia a Jean Meslier. Oggi le tre copie originali della \u00abMemoria\u00bb sono conservate presso la Biblioteca nazionale francese (manoscritti 19458, 19459, 19460), dove sono arrivate durante la Rivoluzione con la traslazione dei fondi dell\u2019abbazia benedettina di Saint Germain-des-Pr\u00e9s. Nel 1970 \u00e8 uscita un\u2019edizione con un ricco apparato critico in tre volumi curata da Jean Deprun, Roland Desn\u00e9 e Alain Soboul, tuttora facile da reperire in ogni biblioteca ben fornita. Del 2007 \u00e8 una nuova edizione integrale curata da Alain Toupin e Jean-Pierre Jackson, basata sul manoscritto 19460 della Biblioteca nazionale francese.<\/p>\n<p><strong>Fu il primo ateo?<\/strong><\/p>\n<p>In molti saggi sulla storia del pensiero Jean Meslier viene presentato come il primo ateo. Be\u2019, \u00e8 vero e non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Fu ateo, senza dubbio. Di un ateismo limpido e orgoglioso, radicale e rigoroso. Non si sarebbe mai riconosciuto nel panteismo di Spinoza: per Meslier esiste solo la Natura, ma lui non la divinizza come fa il filosofo olandese. Eppure anche per il prete ateo la Natura possiede almeno le caratteristiche divine della necessit\u00e0 ontologica e dell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Anche per la sua epoca, gli argomenti di Meslier non erano nuovi: quelle idee circolavano fra i filosofi e i teologi ed erano discusse nelle corti e nei salotti. Per\u00f2 nessuno aveva avuto il coraggio di prenderle sul serio fino in fondo.<\/p>\n<\/div>\n<p>Tuttavia molti altri pensatori del passato, da Democrito ed Epicuro fino a Lucrezio, avevano aderito a un naturalismo nel quale gli dei non esistevano o avevano un ruolo marginale o di fatto erano esseri materiali. Anche per la sua epoca, gli argomenti di Meslier non erano nuovi: quelle idee circolavano fra i filosofi e i teologi ed erano discusse nelle corti e nei salotti. Per\u00f2 nessuno aveva avuto il coraggio di prenderle sul serio fino in fondo. Meslier lo fa, lontano da quelle corti e da quei salotti, nella solitudine della sua canonica nelle Ardenne, sconosciuto e nascosto e ignorato. E ignorante, perch\u00e9 di quel dibattito filosofico non aveva notizia. Ci arriva da solo e da solo conduce il ragionamento all\u2019unica conclusione possibile: Dio non esiste.<\/p>\n<p>Fino a Meslier e ancora per parecchio tempo dopo di lui, \u00abateo\u00bb non \u00e8 soltanto chi dichiara la non esistenza di Dio, bens\u00ec chiunque si discosta dall\u2019ortodossia cristiana. Ateo \u00e8 il panteista, come Spinoza. Ateo \u00e8 il deista, come Voltaire e Rousseau. Ateo \u00e8 il libertino. Atei sono l\u2019eretico e lo scismatico. E la societ\u00e0 inizia ad accettarli. Ma per gli atei veri e propri, intesi nel senso moderno, non c\u2019\u00e8 alcuna tolleranza. Nelle \u00abMeditazioni metafisiche\u00bb Cartesio condanna gli infedeli e gli atei, che definisce \u00abpi\u00f9 arroganti che colti\u00bb. John Locke in \u00abUna lettera sulla tolleranza\u00bb esclude gli atei poich\u00e9 inaffidabili: siccome non credono in Dio, il loro giuramento non vale nulla.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>Espone tutto questo senza precauzioni n\u00e9 eufemismi n\u00e9 giri di parole. D\u2019altronde, nascosto nel suo studiolo a scrivere a lume di candela, se lo pu\u00f2 permettere: quando verr\u00e0 letto, lui sar\u00e0 nel nulla e nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 fargli alcunch\u00e9.<\/p>\n<\/div>\n<p>In una societ\u00e0 siffatta l\u2019ateismo dichiarato \u00e8 impossibile. Infatti nessuno lo dichiara&#8230; tranne Jean Meslier. E insieme all\u2019ateismo propone un\u2019etica razionale, laica, fondata su presupposti naturalisti. Indignato per l\u2019oppressione dei pochi sui molti, dei potenti sui deboli, dei ricchi sui poveri, si spinge fino a sognare il comunismo. Espone tutto questo senza precauzioni n\u00e9 eufemismi n\u00e9 giri di parole. D\u2019altronde, nascosto nel suo studiolo a scrivere a lume di candela, se lo pu\u00f2 permettere: quando verr\u00e0 letto, lui sar\u00e0 nel nulla e nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 fargli alcunch\u00e9.<\/p>\n<p><strong>&#8230;son bravi tutti<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEra un codardo\u00bb: questo mi ha detto una volta un cattolico al quale avevo raccontato la storia di Jean Meslier. E ha aggiunto: \u00abGi\u00e0 in vita avrebbe dovuto rivelare il proprio ateismo\u00bb. Davvero?<\/p>\n<p>Certo, Meslier si nasconde per paura. Non ha difficolt\u00e0 ad ammetterlo:<\/p>\n<blockquote><p>Mi sembrava di abusare tanto pi\u00f9 indegnamente della vostra buona fede e che sarei stato di conseguenza tanto pi\u00f9 degno di critica e di rimprovero, ci\u00f2 che accresceva talmente la mia avversione contro questa sorta di cerimoniose e ampollose solennit\u00e0 e vane funzioni del mio ministero, che sono stato cento e cento volte sul punto di far esplodere indiscretamente la mia indignazione, non potendo quasi pi\u00f9 nascondere il mio risentimento in quelle occasioni n\u00e9 trattenere in me stesso l\u2019indignazione che provavo. Eppure ho fatto in modo di trattenerla. E cercher\u00f2 di trattenerla fino alla fine dei miei giorni, non volendo espormi durante la mia vita all\u2019indignazione dei preti n\u00e9 alla crudelt\u00e0 dei tiranni, che non troverebbero, mi sembra, dei tormenti abbastanza duri per punire una tale pretesa temerariet\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p>E s\u00ec, potrebbe dichiararsi. Potrebbe gettare la tonaca alle ortiche e vivere una vita coerente con le proprie idee. Potrebbe. Ma a quale prezzo?<\/p>\n<p>Meslier ha ogni ragione per temere. A rischio non sono solo la rendita delle due parrocchie e la vita agiata in canonica con una giovane domestica. Nel 1600 Giordano Bruno era stato arso vivo a Roma. 19 anni dopo era stato il turno di Giulio Cesare Vanini, a Tolosa. Nel 1633 Galileo Galilei era stato costretto all\u2019abiura sotto la minaccia della tortura. In anni pi\u00f9 prossimi alla vita di Meslier, Pietro Giannone viene perseguitato ed \u00e8 costretto a fuggire per aver pubblicato nel 1723 la \u00abHistoria civile del regno di Napoli\u00bb, nella quale critica la Chiesa e il suo potere fondato sull\u2019ignoranza e sulla superstizione. Giannone sar\u00e0 arrestato e morir\u00e0 in prigione dopo la scomparsa del curato di \u00c9trepigny. Altri preti suoi contemporanei, se accusati di ateismo, vengono puniti, imprigionati, perfino ancora bruciati sul rogo. \u00c8 quello lo spirito dei tempi.<\/p>\n<p>Oggi, in una societ\u00e0 dove esiste la libert\u00e0 di espressione, peraltro ottenuta lottando contro l\u2019intolleranza clericale, qualche bigotto erede di chi avrebbe perseguitato Jean Meslier si permette di accusarlo di vigliaccheria. La risposta \u00e8 scontata: col culo degli altri son bravi tutti.<\/p>\n<div class=\"simplePullQuote right\"><p>La sua \u00abMemoria\u00bb, cos\u00ec arcaica nella forma e cos\u00ec moderna nel contenuto, fu per lui quel senso.<\/p>\n<\/div>\n<p>Jean Meslier fu un uomo con un carattere eccezionale. Capace di nascondersi per una vita intera dietro un paravento di credenze e di riti nei quali non nutriva alcuna fede e nel contempo di lasciare un testamento di speranza. Sapeva che non bisogna temere la morte, perch\u00e9 la morte \u00e8 una trasformazione della materia. Sapeva pure che la vita non ha un senso se non quello che le diamo noi stessi, qui e ora, nell\u2019unica realt\u00e0 possibile. La sua \u00abMemoria\u00bb, cos\u00ec arcaica nella forma e cos\u00ec moderna nel contenuto, fu per lui quel senso.<\/p>\n<p><strong>Choam Goldberg<\/strong><\/p>\n<hr>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<\/p>\n<p>S. Deruette, <a href=\"http:\/\/amzn.to\/2EOVj8P\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abLire Jean Meslier, cur\u00e9 et ath\u00e9e r\u00e9volutionnaire. Introduction au mesli\u00e9risme et extraits de son oeuvre\u00bb<\/a>, 2008<\/p>\n<p>M. Dommanget, <a href=\"http:\/\/amzn.to\/2C8PJNA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abLe Cur\u00e9 Meslier: Ath\u00e9e, communiste et r\u00e9volutionnaire sous Louis XIV\u00bb<\/a>, 2008<\/p>\n<p>T. Guilabert, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/veridiche-avventure-Meslier-1664-1729-rivoluzionario\/dp\/8890894504\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abLe veridiche avventure di Jean Meslier (1664-1729). Curato, ateo e rivoluzionario\u00bb<\/a>, 2013<\/p>\n<p>S. Mar\u00e9chal, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2GuHbiW\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abCat\u00e9chisme du cur\u00e9 Meslier\u00bb<\/a>, 1790<\/p>\n<p>R.O Mayer, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2EUniDU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abLe M\u00e9moire de Jean Meslier: contre la religion et la tyrannie pou la lib\u00e9ration des peuples\u00bb<\/a>, m\u00e9moire de ma\u00eetrise en philosophie, Universit\u00e9 du Qu\u00e9bec \u00e0 Montr\u00e9al, 2011<\/p>\n<p>J. Meslier, Voltaire, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2GxrmI9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abTestament de Meslier\u00bb<\/a>, 1762<\/p>\n<p>J. Meslier, \u00abLe testament de Jean Meslier\u00bb, a cura di R. Charles, 1864 (<a href=\"http:\/\/bit.ly\/2GAgEkf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vol. 1<\/a>, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2GwLoTl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vol. 2<\/a>, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2GyNyla\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vol. 3<\/a>)<\/p>\n<p>J. Meslier, \u00abOeuvres de Jean Meslier\u00bb, a cura di J. Deprun, R. Desn\u00e9, A. Soboul, 1970<\/p>\n<p>J. Meslier, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/testamento-Jean-Meslier\/dp\/B01H52ACTO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abIl testamento\u00bb<\/a>, 1972<\/p>\n<p>J. Meslier, <a href=\"http:\/\/amzn.to\/2EPwDgp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abM\u00e9moire contre la religion\u00bb<\/a>, a cura di J.P. Jackson e A. Toupin, 2007<\/p>\n<p>J. Meslier, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Memorie-intellettuali-sentimentali-Jean-Meslier\/dp\/8885787002\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Memorie intellettuali e sentimentali<\/a>, 2019<\/p>\n<p>A. Mulleri, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2EUsoQH\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abMaterialismo e critica della religione: il Testament di Jean Meslier\u00bb<\/a>, tesi di laurea, Universit\u00e0 di Pisa, a.a. 2011\/12<\/p>\n<p>M. Onfray, <a href=\"http:\/\/bit.ly\/2sLgSCo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abJean Meslier and &#8220;The Gentle Inclination of Nature&#8221;\u00bb<\/a>, 2006<\/p>\n<p>Virgilio Savona &#8211; Il testamento del parroco Meslier (con un&#8217;introduzione sbagliata sul piano storico)<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fFvUs_Skz64?rel=0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(Foto: Roby)<\/p>\n<hr>\n<p><strong>Potrebbero interessarti anche gli articoli di questi Percorsi:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leternoassente.com\/?tag=ateismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ateismo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visse isolato fra il Sei e il Settecento in un paesino delle Ardenne. 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