Florilegio digitale

Letture magari lunghe ma mai banali, per non farsi mancare gli spunti di riflessione.


Quando la razionalità viene applicata e portata alle sue naturali conseguenze. Lucido e cogente.

«Emanciparsi dalla morale sessuale cattolica significa anche questo: arrivare a capire che il sesso possa essere slegato dall’amore, che possa essere vissuto come più ci piace, nella castità come nella promiscuità, senza che nessuno possa dirci che stiamo sbagliando.»
Regolamentare la prostituzione è una battaglia femminista – Giovanni Gaetani


La recensione di due libri che tirano giù dal piedestallo due maestri della scienza e della filosofia: Bohr e Kuhn. Lontani ma accomunati dalle radici kantiane. Un articolo lungo ma meritevole di essere letto, perché fa riflettere.

«Both Becker and Morris, each in his own way, is fighting an uphill battle against these trends. Each wants to reestablish the authority of reason and evidence. But it is the most difficult of all tasks. How do you convince a whole culture that it is deluded? How do you shine light into conceptual blind spots? Each of these books, as different as they are in style, is an attempt to provoke an epiphany and a revolution.»
The Defeat of Reason – Boston Review


Un po’ di chiarezza su che cosa è e che cosa non è l’ateismo. Per capire, una volta per tutte, che non è un atto di fede.

«Atheism is not a religion. Atheism is not a philosophy. Atheism is not a worldview. Atheism is not a theory. Atheism is the rejection of theism. If you reject theism, then you are an atheist. If you have not rejected theism, then you are not an atheist.»
Atheism 101 – The Secular Outpost


Giovanni Gaetani è indignato. Di più: è incazzato. Ma come dargli torto?

«Non posso fare a meno di voi, è vero. Ma in questa notte così vuota e disumana ho deciso di riversare su di voi tutto il mio disprezzo, senza un vero e proprio obiettivo, come quando, abbracciati al cesso, ci si ficca due dita in gola per vomitare l’anima.»
Mi fate schifo – Giovanni Gaetani


La fede è soggettiva. Sempre. Soggettiva e pericolosa, quando diventa assoluta. Un vecchio articolo di Giovanni Gaetani. Vecchio ma sempre attuale.

«La forza e la debolezza della fede religiosa è tutta qui. Per la vita di un singolo uomo, la fede può significare tutto: essa può dar significato ad ogni gesto e rivestire di una sottile patina di senso il mondo intero. Nessun argomento razionale può indebolirla né scalfirla, proprio perché essa non si muove nel dominio oggettivo ed interpersonale della ragione, bensì in quello individuale della volontà, del desiderio e della speranza. La fede si fonda su se stessa nei limiti della coscienza soggettiva. Essa è, nelle parole di Feuerbach, «fede nella realtà assoluta della soggettività». Ma, al di là delle strette mura del proprio Io, essa non vale più nulla: la fede non può essere comunicata o imposta ad altri, né tanto meno – punto fondamentale – essa può valere come argomento in una qualsiasi discussione razionale.»
D’una fede che uccide e dell’ignoranza che salva – Giovanni Gaetani


Non di sola politica si nutre il pregiudizio antiscientifico, ma anche di religiosità, moralismo e ignoranza. Ecco i risultati di una ricerca che diversifica le correlazioni.

«From these studies there are a couple of lessons to be learned about the current crisis of faith that plagues science. Science skepticism is quite diverse. Further, distrust of science is not really that much about political ideology, with the exception of climate-change skepticism, which is consistently found to be politically driven. Additionally, these results suggest that science skepticism cannot simply be remedied by increasing people’s knowledge about science. The impact of scientific literacy on science skepticism, trust in science, and willingness to support science was minor, save for the case of genetic modification. Some people are reluctant to accept particular scientific findings, for various reasons. When the aim is to combat skepticism and increase trust in science, a good starting point is to acknowledge that science skepticism comes in many forms.»
What makes people distrust science? Surprisingly, not politics – Aeon


Lucrezio non ha detto quel che tutti pensiamo abbia detto. E diventa ancora più attuale alla luce della fisica fondamentale contemporanea.

«This brings us right back to Lucretius and our original error. Working at once within and against the atomist tradition, Lucretius put forward the first materialist philosophy of an infinitely continuous nature in constant flux and motion. Things, for Lucretius, are nothing but folds (duplex), pleats (plex), bubbles or pores (foramina) in a single continuous fabric (textum) woven by its own undulations. Nature is infinitely turbulent or perturbing, but it also washes ashore, like the birth of Venus, in meta-stable forms – as Lucretius writes in the opening lines of De Rerum Natura: ‘Without you [Venus] nothing emerges into the sunlit shores of light.’ It has taken 2,000 years, but perhaps Lucretius has finally become our contemporary.»
Is nature continuous or discrete? How the atomist error was born – Aeon


«Io credo in quello che mi pare!»: sembra ragionevole. Invece non lo è. Daniel DeNicola argomenta in modo convincente.

«Believing, like willing, seems fundamental to autonomy, the ultimate ground of one’s freedom. But, as Clifford also remarked: ‘No one man’s belief is in any case a private matter which concerns himself alone.’ Beliefs shape attitudes and motives, guide choices and actions. Believing and knowing are formed within an epistemic community, which also bears their effects. There is an ethic of believing, of acquiring, sustaining, and relinquishing beliefs – and that ethic both generates and limits our right to believe. If some beliefs are false, or morally repugnant, or irresponsible, some beliefs are also dangerous. And to those, we have no right.»
You don’t have a right to believe whatever you want to – Aeon


Una critica ragionata e ragionevole all’epistocrazia. Fa riflettere ma non convince.

«The cognitive biases that epistocracy is meant to rescue us from are what will ultimately scupper it. Loss aversion makes it more painful to be deprived of something we have that doesn’t always work than something we don’t have that might. It’s like the old joke. Q: “Do you know the way to Dublin?” A: “Well, I wouldn’t start from here.” How do we get to a better politics? Well, maybe we shouldn’t start from here. But here is where we are.»
Why replacing politicians with experts is a reckless idea – The Guardian


Si sostiene che la fede cattolica non è maschilista perché valorizza la figura di Maria. Non è così: proprio la Madonna rappresenta una figura femminile sottomessa.

«Per secoli le donne cattoliche hanno avuto come modello l’esemplare madre di Gesù. Ma la Madonna non è Maria di Nazareth: con la figura della Vergine Maria, la Chiesa nel corso dei secoli ha costruito, a colpi di encicliche e dogmi, il modello della donna docile e obbediente. A partire dagli scarni dati testuali del Vangelo, la Chiesa ha deciso di plasmare un’immagine ideale della madre di Cristo, utile per blindare il corpo e la volontà femminile.»
Ave Maria, il patriarcato è con te – The Vision


La conclusione dell’info-comic pastafariano è meravigliosa: per poter denunciare una bestemmia, bisogna pronunciare una bestemmia.

«Ripeto: è solo una mia teoria, ma potreste cavarvela dicendo che stavate offendendo L’altro Gesù…»
Un Porco in Pretura – L’Osservatore Pastafariano


«Mistero»: non è una brutta parola. Anzi. Ma può diventare un pretesto per la cialtroneria, quando serve per difendere le superstizioni. Edoardo Lombardi Vallauri prosegue il ciclo dedicato alle parole.

«L’operazione è interessante: prima ci si appella alla vera impotenza della ragione al cospetto dell’inconoscibile, e così si accredita l’idea che vi sia un terreno, il mistero, dove la ragione perde la sua autorità. Si attribuisce il diritto di marcia su quel terreno alla “fede”, inizialmente intesa come slancio della mente arresa al mistero. Ma poi, appena ottenuta la patente di frequentazione del mistero, la fede viene trasformata nella mera invenzione di carabattole per niente misteriose né ulteriori rispetto alla ragione, bensì semplicemente errate e smentite dalla ragione. Tuttavia la parola mistero è ancora lì, e viene usata proprio per proteggere quelle carabattole dalla legittima smentita. Se a qualcuno appare discutibile che esista un dio “persona”, dotato di volontà e di inclinazioni (ad es., sugli umani terrestri, preferenza per i poveri, no fecondazione assistita, matrimonio indissolubile), gli si dice che le sue obbiezioni razionali sono abusive perché quello è il campo del mistero, dove la ragione non può entrare. Se qualcuno sostiene che non si può essere uni e trini, umani e divini, vergini e madri, gli si obbietta che sta cercando di applicare la ragione al mistero. E che il mistero si deve accettare così com’è. Soltanto che quello non è il mistero così com’è: zitti zitti, anche se continuano a chiamarlo “mistero” per rendersi insindacabili, al suo posto hanno messo alcune loro credenze piuttosto provinciali.»
Le parole della laicità – Mistero – Micro Mega


Giovanni Gaetani: perché Dio non esiste e, se anche esistesse, dovremmo farne a meno.

«Quindi, nella scala di Dawkins, che valuta da 1 a 7 l’ateismo di una persona, dove si colloca?
Sul 6, un gradino prima dell’ateo definitivo. Vivo come se Dio non esistesse e soprattutto affermo che anche se esistesse non crederei in esso, perché farlo significa accettare tutta una serie di contraddizioni sia logiche che morali. E proprio queste ultime rendono per me impossibile credere in Dio: come potremmo giustificare la sua esistenza di fronte al male, ed in particolare di fronte al male innocente? Quello di bambini che nascono con un tumore prenatale, ad esempio. Rifiuto dunque l’esistenza di un Dio onnipotente e benevolente, ma per onestà intellettuale sono agnostico nei confronti dell’esistenza di Dio, la quale resta un’ipotesi possibile, per quanto estremamente improbabile e irrazionale. Detto ciò, a livello pratico vivo totalmente senza Dio. Il che non vuol dire contro Dio.»
Filosofia senza Dio. E senza supercazzole – la Regione


La fede religiosa gode di un privilegio che la rende diversa da ogni altro sistema di credenze. Ma chi stabilisce che cosa è blasfemo? Il credente? Troppo comodo.

«Il punto però è che i limiti del diritto di espressione e di critica in uno Stato liberale devono essere i più ampi possibile, definiti esclusivamente dalla diffamazione o dall’istigazione a commettere reati, devono valere erga omnes, e non dovrebbe essere necessaria un tutela speciale per le religioni, che ovviamente si configura come una forma di privilegio e, in quanto tale, di discriminazione. Soprattutto, questi limiti non possono essere stabiliti da chi da quella critica si sente offeso, è evidente. Per i Pastafariani, essendo il loro Dio il Mostro degli Spaghetti volanti, la bestemmia più grave è “Dio Scotto” e non si vede perché il Profeta Maometto debba stare dietro la “linea rossa” e il Dio degli Spaghetti volanti no.»
Viva la blasfemia! Libertà di espressione contro ogni fondamentalismo – MicroMega


Non è una statistica. È solo un’esperienza. Ma dice molto sulla nostra cultura e la nostra società. Perché questi soggetti fra poco voteranno e i loro genitori già lo fanno.

«Suona come un’assurdità, eppure è proprio così. La visione culturale e sociale dei due sessi, pur presenti in questa comunità, è ancora quella le cui regole di ingaggio erano dettate dalla rigida armatura del patriarcato prima del femminismo. È un’Italia anni ’50, con un aspetto contemporaneo soltanto esteriore: è come se la storia recente non fosse mai entrata né nelle loro case né nelle aule di scuola.
Sì, le ragazze sono sedute lì, e ci sono pure le docenti: è possibile che molte loro madri lavorino fuori casa, qualche donna in posti di prestigio sociale l’avranno pure vista. Quello che ho avuto davanti, però, per dirla con Gaber, è che questi giovani sembrano arrivare dritti dall’800, non dal secolo scorso.
Nudi, simbolicamente e forse pure in realtà, al netto degli orpelli materiali e caratteristici di questo nuovo secolo tecnologico, sono persone ottocentesche, e nemmeno delle più aperte.»
Wellcome to the hell: un’esperienza «biblica» nella scuola italiana – MicroMega


I Gedankenexperiment funzionano? E funzionano sempre nello stesso modo per tutti? Oppure ci sono differenze culturali? E la filosofia può diventare una disciplina sperimentale?

«Regardless of one’s stance on experimental philosophy, it’s clear that the new method has fuelled an important conversation. Not only has it led to much questioning of reliance on intuitions in philosophy (and what ‘intuition’ means), but it has also brought out explicit discussion about what philosophers aim to achieve. Thus, x-phi fans the flames of ‘metaphilosophy’, in which philosophers scrutinise the underpinnings of their own work. Whether or not one sits in an armchair while doing philosophy, it seems like a good idea not to get too comfortable.»
Out of the armchair – Aeon


Se Dio non esiste, tutto è permesso? Niente affatto. È possibile sviluppare una morale laica all’interno dei vincoli imposti dalla natura umana.

«There is something, of course, the ancients did get wrong: they, especially Aristotle, thought that human nature was the result of a teleological process, that everything has a proper function, determined by the very nature of the cosmos. We don’t believe that anymore, not after Copernicus and especially Darwin. But we do know that human beings are indeed a particular product of complex and ongoing evolutionary processes. These processes do not determine a human essence, but they do shape a statistical cluster of characters that define what it means to be human. That cluster, in turn, constrains – without determining – what sort of behaviors are pro-social and lead to human flourishing, and what sort of behaviors don’t. And ethics is the empirically informed philosophical enterprise that attempts to understand and articulate that distinction.»
Is there a universal morality? – The Evolution Institute


A prima vista il relativismo morale sembra un’ottima idea. Però, se appena ci rifletti, ti accorgi delle contraddizioni interne e dei pericoli. Ma l’alternativa è davvero l’assolutismo?

«So what’s the answer? What am I advocating? Bible thumping, threats of fire and brimstone, and a corresponding list of rules? No. I’m arguing that to put a blanket ban on criticising the values and moral beliefs of another culture is patronising, counterproductive, and dangerous. It stops discussion just when it should be starting. Really respecting people from other cultures means engaging with them, taking them seriously enough to question their moral decisions: Why do you think that? How can you justify doing that? What consequences will that decision have? Haven’t you just contradicted yourself? Does everyone in your culture agree?»
Are You A Garbled Relativist? – Philosophy Now


Quattro soluzioni al problema dell’istruzione religiosa nella scuola di uno Stato laico. Ma una sola farebbe chiarezza sui limiti della religione.

«Ecco, dunque, la paradossale conclusione di questo articolo: non il rifiuto o la censura della religione, bensì il suo stesso insegnamento costituisce la più grande scuola di laicità e di pluralismo liberale che le generazioni avvenire possano auspicare.»
Perché, da ateo, voglio l’ora di religione – ma non quella cattolica – «l’osservatore laico»