Psicopompi della Santa Croce

Serial killing e falle teologiche.


Tornano i guest post de L’Eterno Assente. Stavolta tocca a Simone, filosofo e studioso di teologia che, tramite una immaginifica narrazione, porta la dottrina cattolica alle sue naturali ma aberranti conseguenze.


Una setta immaginaria di fanatici, che si fanno chiamare Psicopompi della Santa Croce (PSC), progetta un orribile piano omicida: convinti della verità della fede cristiana cattolica, decidono di salvare più persone possibile dalla dannazione eterna e di assicurare loro l’accesso alla beatitudine eterna praticando l’infanticidio sistematico dei bambini appena battezzati.

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Dio tossico

In senso psicologico.


Immagina di vedere una persona rivolgersi al/la proprio/a partner con queste parole:

«Guarda che cose meravigliose ho fatto per te. E le ho fatte solo per il tuo bene, perché ti amo. Ti rendi conto di quanto sei fortunato/a? Senza di me saresti una persona imperfetta, perfino indegna. Non saresti nulla. Ma io ti ho reso/a migliore, ti ho salvato/a da te stesso/a e dai tuoi limiti. Tutto ciò che di buono c’è nella tua vita lo devi a me. Tutto ciò che di male c’è nella tua vita lo devi a te stesso/a.
Per salvarti io mi sono sacrificato per te. Ho dato tutto me stesso, perché ti amo e voglio il tuo bene sopra ogni altra cosa.
Non chiedo tanto: mi basterebbe un po’ di amore da parte tua. Almeno un po’ di riconoscenza. Ma tu come mi ripaghi? Sei indifferente. Mi ignori. Mi trascuri. Non mi ami come merito. Non mi rispetti. Non ti comporti bene come dovresti. Addirittura ti rivolgi ad altri, invece di dedicarti a me. Dubiti delle mie intenzioni. Magari vuoi perfino lasciarmi.
Ma nessuno ti amerà mai come ti ho amato/a io. Soltanto quando sarai lontano/a da me ti renderai conto che solo io ho ragione e che solo io so che cosa è meglio per te.
Perciò come puoi lamentarti se ti punisco? Sei tu a costringermi. Sei tu a provocare la mia ira. Sei tu a meritare la mia reazione. Eppure lo sai: io agisco sempre soltanto per il tuo bene, per educarti, per farti comprendere. Ancora una volta: per renderti una persona migliore.»

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Il Male morale

Dio ci fa comunque una figura pessima.


L’argomento della teodicea – lo sappiamo – è la prova definitiva dell’impossibilità dell’esistenza del Dio abramitico. Un Dio che, secondo i credenti, è onnisciente, onnipotente e buono e che, in tutta evidenza, è incompatibile con la presenza del Male. Dove per Male intendiamo la sofferenza innocente, ossia il dolore subito da un essere senziente privo di alcuna colpa. L’esempio classico è un bambino molto piccolo: quale colpa può mai avere un bimbo di tre anni per meritare di morire fra atroci sofferenze?

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Quale Gesù?

Nel Nuovo testamento ce ne sono due. Se ne scegli uno e ignori l’altro, ti sostituisci a Dio.


Scopro di godere dell’attenzione anche di un prete. Infatti, dopo aver letto il mio articolo su Gesù, un certo don Alberto – no, non quel don Alberto, ché ti pare che lui potrebbe mai cagare di striscio un ateo insignificante come me? – mi scrive:

Ho letto il tuo articolo «Gesù non era una brava persona». Mi ha molto disgustato e fatto arrabbiare. Quel Gesù che tu descrivi non è il mio Gesù! Trovo profondamente disonesto, da parte tua, pescare nei Vangeli solo i brani che ti fanno comodo per giustificare i tuoi pregiudizi!

L’obiezione di Alberto non meriterebbe una replica, perché la risposta si trova già nel mio articolo. Tuttavia, siccome mi offre l’occasione di sviluppare una riflessione sull’etica, voglio tornarci sopra. E mostrare come Alberto, con la sua interpretazione dei Vangeli, si sostituisca a Dio. Per capirlo, dobbiamo fare – tanto per cambiare – un esperimento mentale.

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Chissenefrega della Natura

I bigotti cadono nella fallacia naturalistica. Cerchiamo di non emularli, dai.


Ah, la Natura: la scrivo con la maiuscola apposta. Mi piace, la Natura. A chi non piace, la Natura? Se a te non piace, sei un insensibile. Forse perfino un degenerato. Ché la Natura è bella, è sana, è giusta. Non fossimo atei e razionalisti, potremmo definirla santa, la Natura. Sì?

No. ‘Stocazzo.

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I seguaci…

…come Gesù: ottusi, intolleranti e stronzi. A immagine e somiglianza del loro Dio.


Che Gesù non fosse ‘sto gran personaggio da prendere a esempio lo abbiamo visto. Più volte si comporta da stronzo e, se nel suo messaggio porta una novità rispetto all’Antico testamento, quella è l’inferno: fuoco, fiamme, tortura eterna. Alla faccia del Dio dell’amore con cui i bigotti odierni si sciacquano la bocca. Ma nel Nuovo testamento non troviamo solo i Vangeli: ci sono pure gli Atti degli apostoli, le Lettere di varî autori, fra i quali il più autorevole è Paolo di Tarso, e l’Apocalisse. Questi libri ci danno un quadro delle idee e della sensibilità diffuse nelle comunità dei primi seguaci di Cristo.

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Obiezioni ridicole…

…ma anche una sensata, per la verità. Che però purtroppo manca il bersaglio.


L’articolo sulle qualità morali di Gesù è stato parecchio condiviso da profili, Pagine e Gruppi Facebook. Me ne compiaccio e, per curiosità, sono andato a vedere reazioni e commenti. C’è stato chi ha apprezzato. C’è stato – com’era prevedibile – chi ha criticato. C’è stato pure chi s’è incazzato. Siccome non ho tempo da sprecare, non è mia consuetudine partecipare a discussioni al di fuori della mia «bolla», perciò mi sono guardato bene dal prender parte alle polemiche. Tuttavia mi sembra interessante elencare e discutere le principali critiche e obiezioni mosse all’articolo. Cominciando dalle più semplici e ridicole, anzi perfino idiote.

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Gesù non era una brava persona

E il messaggio evangelico fa schifo. Basta leggere i Vangeli per constatarlo.


Spesso mi sono sentito dire: «Non mi riconosco nella Chiesa, non mi piacciono i preti, ma credo in Dio e ammiro Gesù». E perfino: «Sono ateo, ma apprezzo e condivido il messaggio evangelico». Sai chi lo dice? Chi non ha letto i Vangeli. O, se li ha letti, li ha piluccati qua e là, di solito nelle versioni edulcorate da preti e pastori. Ché, se invece li avesse letti tutti e con attenzione, avrebbe scoperto che no, Gesù non era una brava persona. E che il messaggio evangelico fa schifo.

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Divini paradossi: l’onnipotenza

L’assoluto ha un problema: è assoluto, appunto. Da cui derivano non pochi casini. Ma Dio può risolverli, perché lui è onnipotente. O no?


Abbiamo un’ipotesi teorica: esiste una divinità trascendente dotata delle proprietà di onniscienza, onnipotenza e bontà. Abbiamo anche un’evidenza sperimentale: nella realtà immanente esiste il dolore innocente. Innocente perché viene subìto da chi non ha colpa e non è provocato dalla responsabilità di alcuno. L’ipotesi e l’evidenza sono incompatibili: è l’argomento della teodicea contro l’esistenza del Dio delle tradizioni abramitiche. Lo so: con ‘sta storia ti ho triturato le gonadi. Sicché non insisto oltre. Infatti voglio affrontare un’altra questione: l’ipotesi teorica, anche considerata da sola, regge? Insomma, in un mondo perfetto privo di sofferenza, potrebbe esistere un Dio onnipotente, onnisciente e buono?

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Ma che c’entrano le vittime?

Niente: con la giustizia le vittime non c’entrano niente. Altrimenti diventa vendetta di Stato.


Cesare Battisti entra in carcere. Mentre alcune reazioni a Sinistra sono imbarazzanti, fra distinguo, mezze giustificazioni e dissociazioni tardive, Salvini e Bonafede esibiscono la preda in totale spregio di ogni principio di civiltà giuridica. Beccaria si rivolta nella tomba. Infatti, se il ministro dell’Interno arriva a dichiarare che Battisti «dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni», poi non c’è da stupirsi se la marmaglia dei social invoca la pena di morte o perfino la tortura. «Perché ci vuole giustizia!», urlano.

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