La Chiesa del 2026 è il nuovo buddhismo.
Convertirsi è difficile. Oppure no? Dipende. Dipende da quanta fatica impone. Come nel caso di Django Reinhardt.
Ok, va bene, si può fare: anch’io sono cattolico.
All’inizio non capivo perché ci tenevate così tanto, perché mi avete battezzato senza il mio consenso, perché mi avete mandato a catechismo e mi avete fatto ricevere i sacramenti. Tutte cose che non ho richiesto ma che mi avete venduto come un passaggio ovvio, scontato. Non capivo perché ci tenevate così tanto al mio percorso di fede: dal catechista al capo scout, non capivo perché zittivate le mie domande con frasi del tipo «non possiamo conoscere il progetto di Dio» o «Dio ha un piano su di noi che non riusciamo a vedere nella nostra piccolezza». Però, rileggendo il Vangelo, ho capito la vostra posizione. Come sta scritto in Marco 16,15, Gesù stesso vi ha detto «Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo a tutti gli uomini. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato». Da qui il vostro zelo, la vostra passione nel far sì che il mondo si conformi alla vostra visione, al vostro impianto valoriale.