Due anime

Entrambe dentro un piano grandioso.


Dio ama le proprie creature. Le ha create proprio perché le ama. E le ha inserite in un suo piano grandioso e misterioso. Beninteso senza chiedere la loro opinione e sapendo come sarebbe andata a finire. Questo delizioso raccontino di Angy ci propone due esempi del grande amore di Dio.


Dialogo con una volpe appena morta

Non ricordo bene cos’è successo. Camminavo perché avevo sentito un buon profumo. Poi un rumore crescente e intenso, un dolore atroce e le mie interiora sparse su questa cosa grigia, dura e bollente.
Ora sono avvolta dalla luce. Una luce fortissima ma che non mi acceca. Vedo arrivare davanti a me un essere a immagine e somiglianza di quello che ho visto di sfuggita prima di quel dolore. Mi fa cenno di avvicinarmi dicendomi che non devo avere paura. Ho molta paura invece, quel dolore ancora lo ricordo.
«Sono il tuo Creatore», mi dice con voce dolce.

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La voce di un Dio

Un po’ diverso da quello abramitico.


Ci sono collaboratori ai quali non si può negare la pubblicazione di un articolo. Se s’incazzano, finisce male. Sicché ci inchiniamo a cotanta autorità e volentieri – avoja! – proponiamo questo irrinunciabile contributo.


Caro Choam,

questo messaggio ti lascerà un po’ sorpreso, anche perché non capirai chi te lo manda. Ma sono Dio, sono (quasi) onnipotente, sono abbastanza onnisciente da capire che ne hai bisogno e sono abbastanza buono da mandartelo.

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«Ma che ti frega di Dio?»

Se esiste, mi riguarda. Se non esiste, la sua credenza va estirpata, perché provoca danni immensi.


Dopo alcuni mesi che ci frequentavamo, prima di andare a convivere e poi di sposarci in Francia, Alessandro mi fece notare quanta importanza io dessi alla religione. In ogni viaggio insieme lo trascinavo a visitare chiese e sinagoghe. Leggevo testi sacri e libri di teologia. E non perdevo occasione per riflettere sulla questione teologica. «E che cazzo!», sbottò a un certo punto. «Ti occupi di Dio più di un prete o di un rabbino! Ma perché lo fai?». Alessandro, che è agnostico, aveva e ha ragione. La sua è una domanda legittima, che mi sono sentito porre spesso: «Se sei ateo, che ti frega di Dio? Perché te ne occupi?». D’altronde non sono l’unico ateo a interessarmi al problema teologico. Ed è risaputo che, in media, gli atei sulle religioni ne sanno assai di più del credente quadratico medio.

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