Quelle cose lì…

…ma anche altre, altrove. Ché L’Eterno Assente va in vacanza, as usual.


Sono stanco. E tu dirai: «Ma stanco di che cosa? Non fai un cazzo tutto il giorno! Specie con la quarantena delle ultime settimane, poi!». Invece no. La quarantena non ha cambiato la mia vita di un epsilon, dal punto di vista del lavoro. Soprattutto non ha cambiato il mio impegno con L’Eterno Assente, che impone una periodicità rigorosa: ogni lunedì «Parola di Dio», ogni martedì «Io senza Dio», ogni mercoledì un articolo, ogni giovedì un video, ogni venerdì una lettura lunga del Florilegio digitale. Ed è proprio quest’obbligo – un obbligo preso con me stesso, certo, ma non per questo meno tassativo – che adesso mi pesa un po’. Me ne accorgo anche dalla mia scrittura: un po’ meno entusiasmo, un po’ più di fatica. Non dovrebbe essere così. Ergo mi prendo una pausa. Più breve di quella dell’anno scorso, ma me la prendo. Sospendo la pubblicazione degli articoli, dei video e delle rubriche de L’Eterno Assente. Eppure non sparisco del tutto, stavolta. Qualcosa, senza scadenze né periodicità né programmazione, lo faccio passare altrove. Qualcos’altro, però.

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Obiezioni ridicole…

…ma anche una sensata, per la verità. Che però purtroppo manca il bersaglio.


L’articolo sulle qualità morali di Gesù è stato parecchio condiviso da profili, Pagine e Gruppi Facebook. Me ne compiaccio e, per curiosità, sono andato a vedere reazioni e commenti. C’è stato chi ha apprezzato. C’è stato – com’era prevedibile – chi ha criticato. C’è stato pure chi s’è incazzato. Siccome non ho tempo da sprecare, non è mia consuetudine partecipare a discussioni al di fuori della mia «bolla», perciò mi sono guardato bene dal prender parte alle polemiche. Tuttavia mi sembra interessante elencare e discutere le principali critiche e obiezioni mosse all’articolo. Cominciando dalle più semplici e ridicole, anzi perfino idiote.

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Gesù non era una brava persona

E il messaggio evangelico fa schifo. Basta leggere i Vangeli per constatarlo.


Spesso mi sono sentito dire: «Non mi riconosco nella Chiesa, non mi piacciono i preti, ma credo in Dio e ammiro Gesù». E perfino: «Sono ateo, ma apprezzo e condivido il messaggio evangelico». Sai chi lo dice? Chi non ha letto i Vangeli. O, se li ha letti, li ha piluccati qua e là, di solito nelle versioni edulcorate da preti e pastori. Ché, se invece lo avesse letto tutto e con attenzione, avrebbe scoperto che no, Gesù non era una brava persona. E che il messaggio evangelico fa schifo.

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Divini paradossi: l’onniscienza

L’Assoluto è contraddittorio e paradossale: lo abbiamo visto nel caso dell’onnipotenza. Occupiamoci ora dell’onniscienza.


Dio sa tutto. Ha perfetta e istantanea cognizione di ogni fatto: questa è l’onniscienza della divinità abramitica. Lo confermano le Sacre Scritture:

Grande e potente è il Signore nostro, senza misura è la sua sapienza.
– Salmi 147,4-5

Il Signore vede da per tutto, vigila sui buoni e sui cattivi.
– Proverbi 15,3

Di’: « Sareste forse voi ad istruire Allah sulla vostra religione, mentre Allah conosce ciò che è nei cieli e sulla terra?». Allah conosce tutte le cose.
– Il Corano 49,16

È chiaro, sì? Tutte le cose. Tutte tutte. Senza eccezioni. Il passato, il presente e il futuro sono squadernati davanti a Dio, come la strada lungo il fondovalle davanti agli occhi di un alpinista sulla cima di una montagna.

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Divini paradossi: l’onnipotenza

L’assoluto ha un problema: è assoluto, appunto. Da cui derivano non pochi casini. Ma Dio può risolverli, perché lui è onnipotente. O no?


Abbiamo un’ipotesi teorica: esiste una divinità trascendente dotata delle proprietà di onniscienza, onnipotenza e bontà. Abbiamo anche un’evidenza sperimentale: nella realtà immanente esiste il dolore innocente. Innocente perché viene subìto da chi non ha colpa e non è provocato dalla responsabilità di alcuno. L’ipotesi e l’evidenza sono incompatibili: è l’argomento della teodicea contro l’esistenza del Dio delle tradizioni abramitiche. Lo so: con ‘sta storia ti ho triturato le gonadi. Sicché non insisto oltre. Infatti voglio affrontare un’altra questione: l’ipotesi teorica, anche considerata da sola, regge? Insomma, in un mondo perfetto privo di sofferenza, potrebbe esistere un Dio onnipotente, onnisciente e buono?

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«Io senza Dio»

L’Eterno Assente propone a chi è ateo/a di raccontarsi.


Tempo di quarantena, tempo di noia. (Ah. Ah. Ma figuriamoci!) Si leggono i libri della pila in attesa, si smaltiscono le serie televisive lasciate in arretrato, si cancellano gli articoli accumulati in Pocket e Instapaper. L’Eterno Assente fa la sua parte, proponendo, oltre ai propri articoli, anche la rassegna del Florilegio digitale. Interessante, eh. Talvolta arricchente, pure. Ma un po’ passivo, se ci pensi. Sicché, per ammazzare il tempo mio e altrui, per ravvivare l’ambiente e per coinvolgere in modo più attivo chi legge L’Eterno Assente, ho pensato di sollecitare una auto-narrazione del proprio ateismo: «Io senza Dio».

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Risorto? Ma va’ là! – 4/4

La risurrezione di Cristo sembra una stronzata? Fa niente: si può sempre compiere una meravigliosa piroetta logica. Genio puro.


Se mai ti è capitato di discutere con qualche credente, avrai avuto l’impressione di picchiare un cuscino: lo colpisci di qua e lui si gonfia di là, lo percuoti di là e lui si allarga di qua. È frustrante. E la questione della realtà storica della risurrezione di Cristo è un caso esemplare.

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