Meglio soli…

In primo piano

rust racconta la propria Storia per «Io senza Dio».


Più ci penso e meno riesco a ricordare un momento della mia mia vita in cui sia stato credente. So di averci provato, non perché trovassi interessante il concetto di fede, bensì per il bisogno di assomigliare agli altri, per amalgamarmi con il contesto. In fondo si inizia per gioco: tutti i bambini lo fanno per questo motivo. A una certa età non si pensa ad altro che a divertirsi, e dove ci sono più bambini è meglio. Infatti gli adulti è proprio questo che ti dicono: «Va’ in parrocchia. Vedrai quanti amichetti!». Quindi tu vai a giocare e non puoi capire che da quel momento inizia un lavaggio del cervello.

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Credenti «razionali» e dove trovarli

Alla prova della teodicea, il loro fallimento è totale.


Possiamo suddividere i cristiani in due grandi famiglie, beninteso non separate in modo netto e con uno spettro di posizioni intermedie: i superficiali e i (presunti) razionali.

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Che cos’è la scienza? – 7/7

Di tre colpe viene accusata la scienza: il dogmatismo, l’arroganza e l’aridità. Commento con un’unica parola: puttanate.


Se c’è un’attività intellettuale non dogmatica, quella è la ricerca scientifica. Eppure molti – di solito quelli che di scienza non capiscono un cazzo – sostengono che gli scienziati rifiutano sempre di ammettere la falsità delle proprie teorie e, anche se posti di fronte ad argomenti cogenti, ne negano a priori la validità. È la classica cazzata dei complottisti, dai no vax ai terrapiattisti, e non merita neanche una risposta circostanziata. Tuttavia bisogna rispondere a una domanda: càpita, almeno qualche volta, che gli scienziati siano dogmatici?

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Il Male morale

Dio ci fa comunque una figura pessima.


L’argomento della teodicea – lo sappiamo – è la prova definitiva dell’impossibilità dell’esistenza del Dio abramitico. Un Dio che, secondo i credenti, è onnisciente, onnipotente e buono e che, in tutta evidenza, è incompatibile con la presenza del Male. Dove per Male intendiamo la sofferenza innocente, ossia il dolore subito da un essere senziente privo di alcuna colpa. L’esempio classico è un bambino molto piccolo: quale colpa può mai avere un bimbo di tre anni per meritare di morire fra atroci sofferenze?

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Nemmeno un’ipotesi

Ma di sicuro uno strumento di oppressione.


Perciò, ora, una preghiera la rivolgo all’illustre professore: ci sono tante persone come me, che hanno bisogno di conferme, forse di illusione. Professor Parisi non spenga in loro la speranza. Magari è vero che Dio non esiste, ma non lo dica pubblicamente.
– Gabriella Caruso, da «Avvenire»

Queste frasi sono state pubblicate nella rubrica della corrispondenza dei lettori di «Avvenire» alla quale risponde il direttore Marco Tarquinio. Lo spunto è una dichiarazione che nei giorni scorsi ha fatto il giro dei social, dove è stata applaudita dagli atei e criticata dai credenti: «Dio per me non è neanche un’ipotesi». Chi l’ha detta?

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Un milione

Dobbiamo essere soddisfatti? Tutto sommato sì. Ma anche pessimisti. Ché in Italia i preti vincono sempre. Sempre sempre sempre.


Un milione. E rotti. Tante sono le firme raccolte per il referendum promosso dall’Associazione Luca Coscioni per l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale italiano. In sintesi: la depenalizzazione dell’omicidio del consenziente. Ancora più in sintesi: la legalizzazione dell’eutanasia. Evvai!

Evvai?

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Rientro

Con qualche novità.


L’Eterno Assente torna nella tua vita. Dopo cinque mesi di (prolungata) pausa estiva, rieccomi con i miei pipponi sotto forma di articoli, di video/podcast, di suggerimenti di lettura ma anche di altre cose che nel frattempo ho messo in cantiere. Nell’ultimo video avevo promesso un sondaggio per capire se alcune potessero essere gradite ai miei follower, ma poi ho pensato: «Sai che c’è? Faccio di testa mia». E le ho implementate. Se piacciono, bene. Se invece non piacciono, prendo atto del fallimento e le elimino.

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Sono un fancazzista

Per L’Eterno Assente inizia la pausa estiva. Di già?


So che cosa stai pensando: che io sono un fancazzista. E sai che c’è? Un po’ hai ragione: oltre che un discreto fallito, io sono pure un fancazzista. Le due cose vanno insieme, peraltro: se sono un fallito è anche – direi anzi soprattutto – perché sono un fancazzista. E viceversa: sono un fancazzista perché sono consapevole del fallimento ineluttabile di ogni mio sbatti. D’altronde anche quest’anno arrivo all’estate «un po’ stanchino» (cit.). Sicché entro in modalità «pausa estiva» da adesso fino a ottobre.

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