Che cos’è la scienza? – 4/7

Prima di dire che cos’è, vediamo che cosa non è: un’enciclopedia.


Lezione di fisica. Le leggi del moto di Newton… bla bla bla. Il primo principio della termodinamica… bla bla bla.

Lezione di chimica. Gli orbitali elettronici… bla bla bla… La reazione di ossidoriduzione… bla bla bla.

Lezione di biologia. Il nucleo della cellula eucariota… bla bla bla. Gli organelli cellulari… bla bla bla. La mitosi, la meiosi… bla bla bla.

Lezione di geologia. Sopra il nucleo, il mantello… bla bla bla. La discontinuità di Mohorovicic… bla bla bla.

A scuola la scienza la spiegano così: a compartimenti stagni. Qualche volta – è pur vero – mostrano che le scoperte fatte qui tornano utili pure là. Ma, soprattutto e sempre, la calano dall’alto. Dati, misure, fatti. Formule, teorie, scoperte. Certezze.

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«La fede è solo una botta di culo»

È «Parola di @Dio». Che – scopriamo – è laureato in filosofia e fa il social media manager.


L’immagine di copertina del suo profilo è famosa e non lascia spazio a dubbi: «Basta scienza». Del resto che pretendi da @Dio in persona? Quello col triangolo occhiuto incazzoso, founder & CEO dell’Universo. 880 mila follower su Twitter, 34 mila su Instagram e 230 mila like su Facebook, dietro @Dio c’è Alessandro Paolucci. Alessandro chi? Eh, già: Paolucci quasi nessuno lo conosce, ma la sua creatura…

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Le radici, quelle vere

Non quelle cristiane, ovvio. Ché ciascuno si sceglie le proprie. E le nostre sono lì e allora.


«Non v’è esercizio intellettuale che non sia finalmente inutile. Una dottrina filosofica è al principio una descrizione verosimile dell’universo; passano gli anni, ed è un semplice capitolo – quando non un paragrafo o un nome – della storia della filosofia. (…) La gloria è una forma d’incomprensione, forse la peggiore.»
– Jorge Luis Borges, «Pierre Menard, autore del “Chisciotte”»

Ho molto apprezzato le «Sette brevi lezioni di fisica». Molto. La settima da sola merita il prezzo di copertina. Ma, da fisico teorico, non posso dire che mi abbiano insegnato qualcosa che non sapessi. «Che cos’è la scienza», invece…

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8 vantaggi dell’ateismo

Che cosa guadagni perdendo la fede nel Dio delle tradizioni abramitiche?


Te l’hanno detto in tanti: «Io credo in Dio perché mi fa sentire meglio». Magari lo hai pensato anche tu. In fondo qualche pregio la fede ce l’ha: ti fa credere che un essere invisibile e onnipotente ti osserva e ti vuole bene e che quando morirai ti accoglierà in paradiso, dove ritroverai tutte le persone care morte prima di te. Non come quei poveri atei tristi e soli, con le loro vite squallide e vuote senza la fede in Dio. Nell’abbandonare la fede non si guadagna nulla e si perde tutto.

Se pensi questo, non hai capito un cazzo. Infatti l’ateismo offre molto più di quanto toglie.

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I seguaci…

…come Gesù: ottusi, intolleranti e stronzi. A immagine e somiglianza del loro Dio.


Che Gesù non fosse ‘sto gran personaggio da prendere a esempio lo abbiamo visto. Più volte si comporta da stronzo e, se nel suo messaggio porta una novità rispetto all’Antico testamento, quella è l’inferno: fuoco, fiamme, tortura eterna. Alla faccia del Dio dell’amore con cui i bigotti odierni si sciacquano la bocca. Ma nel Nuovo testamento non troviamo solo i Vangeli: ci sono pure gli Atti degli apostoli, le Lettere di varî autori, fra i quali il più autorevole è Paolo di Tarso, e l’Apocalisse. Questi libri ci danno un quadro delle idee e della sensibilità diffuse nelle comunità dei primi seguaci di Cristo.

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La solita domanda: per Sana, stavolta

«Skam Italia» è un’ottima serie televisiva. Ma l’ultima stagione nemmeno sfiora l’unica soluzione dignitosa per la protagonista.


Faccio scorrere lo sguardo sul foglio elettronico: sono centinaia di serie. Non di puntate. Non di stagioni. Di serie: ogni riga, una serie televisiva. Perché io sono drogato di serie. Così drogato da doverle tenere in ordine con un foglio elettronico, appunto: quelle viste e concluse, quelle viste ma in attesa della nuova stagione, quelle non viste ma vedibili, quelle che forse, quelle che probabilmente no, quelle che ‘sticazzi. C’è di tutto: fantascienza, fantasy, distopie, ucronie, ma pure un po’ di commedia, qualche drammone, qualche thriller. Ma il teen drama no, grazie. Niente contro, ma proprio non è il mio genere. Sicché «Skam Italia» sarebbe dovuta finire fra le serie che ‘sticazzi. Invece…

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Neutralizzare il piccione

Sapevo che esistono. Ma incontrarne uno di persona mi ha palesato la capacità dell’assurdo di manifestarsi in maniera imprevedibile.


Questo scorcio di fine estate e inizio autunno ci ha portato, con i primi freddi, anche alcune belle e inattese rivelazioni. Per esempio i cimiteri dei feti con le croci e i nomi delle donne che hanno abortito. O lo scandalo delle centinaia di milioni dei conti vaticani per i poveri sgraffignati dai prelati e dai loro parenti. O il totale disinteresse dello Stato per i 150 anni dalla presa di Porta Pia: un anniversario che, a parte l’UAAR, nessuno s’è cagato nemmeno di striscio. Tutti fatti che, se non ce li avessero raccontati, mai e poi mai avremmo sospettato. Che neppure avremmo pensato possibili. Così come la condanna senza appello dell’eutanasia da parte della Congregazione per la dottrina della fede: chi se la sarebbe mai aspettata, eh? A margine di queste vicende, alcune amenità come la denuncia per blasfemia a Chiara Ferragni e la nomina di Vincenzo Paglia – no, «monsignore» non lo scrivo, cazzo – a capo della commissione per la riforma dell’assistenza degli anziani. Episodi inconcepibili nella società e nelle istituzioni italiane, permeate da una sana e moderna laicità, vero?

Vabbe’, se avessi avuto il blog attivo magari qualcosa avrei scritto per commentare. Ma il blog era in pausa e si riattiva solo adesso. D’altronde L’Eterno Assente parla di attualità soltanto se mi vien da dire qualcosa di originale, e «vaffanculo» non è tanto originale. Sicché apro la nuova stagione con un piccolo aneddoto personale. Personale ma istruttivo, non per l’episodio in sé – ché di gente bacata in giro ce n’è a carrettate: basta andare a Messa la domenica per vederle – ma per il metodo con il quale sono riuscito – o almeno spero di essere riuscito – a gestire la situazione.

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Comunicazione di servizio: si riprende

Da oggi, LUNEDÌ 12 OTTOBRE 2020, L’Eterno Assente riprende le pubblicazioni, con la programmazione abituale.

  • Lunedì: «Parola di Dio» (citazione dai Libri sacri dei monoteismi abramitici
  • Martedì: «Io senza Dio» (domande rivolte alle persone atee)
  • Mercoledì: articolo
  • Giovedì: video
  • Venerdì: Florilegio digitale (consiglio di lettura)
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Quelle cose lì…

…ma anche altre, altrove. Ché L’Eterno Assente va in vacanza, as usual.


Sono stanco. E tu dirai: «Ma stanco di che cosa? Non fai un cazzo tutto il giorno! Specie con la quarantena delle ultime settimane, poi!». Invece no. La quarantena non ha cambiato la mia vita di un epsilon, dal punto di vista del lavoro. Soprattutto non ha cambiato il mio impegno con L’Eterno Assente, che impone una periodicità rigorosa: ogni lunedì «Parola di Dio», ogni martedì «Io senza Dio», ogni mercoledì un articolo, ogni giovedì un video, ogni venerdì una lettura lunga del Florilegio digitale. Ed è proprio quest’obbligo – un obbligo preso con me stesso, certo, ma non per questo meno tassativo – che adesso mi pesa un po’. Me ne accorgo anche dalla mia scrittura: un po’ meno entusiasmo, un po’ più di fatica. Non dovrebbe essere così. Ergo mi prendo una pausa. Più breve di quella dell’anno scorso, ma me la prendo. Sospendo la pubblicazione degli articoli, dei video e delle rubriche de L’Eterno Assente. Eppure non sparisco del tutto, stavolta. Qualcosa, senza scadenze né periodicità né programmazione, lo faccio passare altrove. Qualcos’altro, però.

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