R.I.P. Choam

Essere razionali significa anche saper pensare alla propria morte. E prepararla per aiutare chi sopravvive.


Succede: muore una persona che ami. È parte della universale esperienza umana del dolore. Già devastante di suo, questa prova è resa più terribile dalle domande. Quelle filosofiche, certo. Dov’è ora? Se non più come persona, può ancora sopravvivere nel mio pensiero e nel mio ricordo? Ma non solo. Infatti, mentre tu vorresti startene in solitudine a metabolizzare il tuo lutto, altre questioni più prosaiche reclamano la tua attenzione. Preferiva la tumulazione o la cremazione? Con quale cerimonia? Laica o religiosa? E la bara come la voleva? E i fiori? Oppure niente fiori?

Continua a leggere

I fatti e lo spirito? Ah ah

Una lampante dimostrazione della differenza fra razionalità e dogmatismo.


Seminario: «I confini fra le conoscenze». Che vuol dire tutto e vuol dire niente. Chissà che roba è. Vado e vedo. Relatore: un astrofisico che si professa subito fervente credente. Mmm… sento puzza di stronzate. Mi metto comodo e mi guardo in giro. Il pubblico è piuttosto eterogeneo: dalla coppia benestante fino alla liceale, dalla suora fino all’anziano, c’è di tutto.

Continua a leggere

Va’ dove ti porta il Mistero

L’arcivescovo bolognese e gli infanticidi americani: la logica è la stessa, ma i due assassini almeno sono coerenti.


La fede ha una sua logica interna. Cretina finché si vuole. Perfino criminale, se spinta al limite. Ma logica. Vediamola all’opera in due fatti di cronaca recente, distanti ma legati in maniera sottile.

Continua a leggere

L’incoerenza del postmodernista

Anche i pensatori deboli vanno a sbattere contro la realtà.


Domenica scorsa il «Corriere della Sera» ha pubblicato un’intervista a Gianni Vattimo. Il filosofo, segnato da qualche acciacco dell’età, ripercorre la propria vicenda intellettuale e umana fra successi professionali e soddisfazioni personali. E anche lutti, com’è inevitabile in ogni esistenza ricca e piena. E pure contraddizioni, una delle quali enorme.

Continua a leggere

Il Mistero e il mistero

Il mistero della scienza è una sfida per l’intelligenza. Il Mistero della fede è un insulto per l’intelligenza.


«La scienza pretende di spiegare tutto. La scienza vuole cancellare il fascino del mistero»: quante volte me lo sono sentito dire? Troppe. Specie da chi nel Mistero ci sguazza e ne va perfino orgoglioso. Sicché anche basta, dai: questa cosa non la si può più sentire.

Continua a leggere

La Verità e la verità

Il Dio dei deisti non convince ma rimane un’ipotesi interessante. Il Dio dei monoteismi abramitici invece no.


Fatta eccezione per la matematica, nella conoscenza umana non esiste la Verità assoluta. Esiste una verità incerta, migliorabile, verificabile, falsificabile. Anche nella scienza, la più solida, razionale e intersoggettiva fra tutte le forme di conoscenza non matematica.

Continua a leggere

Due qualità necessarie per un ateismo consapevole

Senza di esse, o non sei ateo o non sei consapevole.


Qualche giorno fa in un Gruppo di Facebook dedicato all’ateismo è stata pubblicata un’immagine con una scritta:

Too stupid to understand science?
Try religion!

La mia reazione immediata è stata: «Eh, certo, i credenti sono coglioni. Ah ah». Poi però ci ho ripensato e ho concluso che non è così semplice. Infatti anche molti atei sono stupidi e tanti credenti non lo sono. Ergo la stupidità spiega molto, ma non tutto.

Continua a leggere