«Io senza Dio» – 027

L’Eterno Assente propone a chi è ateo/a di raccontarsi.



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Tutte le domande della serie «Io senza Dio»

6 pensieri su “«Io senza Dio» – 027

  1. A me diverte sentirle soprattutto dagli altri. Su YT è pieno di video di poeti veneti e toscani che, in occasioni speciali, si dilettano nella nobile arte della blasfemia.
    Inutile dire che scappano anche a me. Vuoi non deridere un po’ il frutto dell’ignoranza e delle superstizioni umane?

    Però il vigile può multarmi se lo faccio per strada. Quindi cerco di tenermi almeno in pubblico. I soldi stanno meglio in tasca mia che in quella di uno Stato bigotto.

  2. Negli imprevisti spiacevoli qualche improprerio (riferito sia al sacro, sia al profano) mi passa per la testa e, talvolta, esce anche dalla bocca. Come già detto da chi si è espresso prima del sottoscritto, è un atto liberatorio che fa bene alla psiche umana. Dunque non vedo il motivo di sforzarsi a tralasciare possibili “espressioni irriverenti e rabbiose” nei confronti della bufala più grande che l’uomo abbia inventato.

  3. Sì, c’è poco da fare, è liberatorio.È uno sfogo in varie situazioni ( in mezzo al traffico, quando trovi i ciclisti invadenti, quando incontri gli stupidi, ecc.). “Offendi Dio!” Qualcuno mi rimprovera. E qui c’è qualcosa che non quadra: può un Dio, che ha creato tutto l’universo e tutte le forme di vita che esistono offendersi? Possibile che Dio, nella sua grandezza, abbia un emozione tipicamente umana come l’offesa? Sì, perché l’uomo ha creato Dio a sua immagine e somiglianza. Saluti atei.

    • I credenti umanizzano i loro dei perché, appunto, sono frutto della mente umana. “È come se offendessi mia madre: io ti denuncerei subito!”mi sono sentita rispondere una volta
      Appunto: tua madre esiste in maniera indiscutibile e incontrovertibile, il tuo dio che dovrebbe essere onnipotente e onniscente e che mi potrebbe fulminare instant prima che io pronunci bestemmiare, no, non ve ne è prova.
      Quindi, ovviamente, non entrerei mai in una chiesa durante una messa per tirare giù un bestemmione, ma in strada, in un luogo pubblico, sul suolo di un paese LAICO (che in realtà dovrebbe essere aconfessionale) come l’Italia, non mi puoi davvero cacareilcazzo! Bestemmiare è davvero liberatorio e catartico ed esprime sul serio il massimo dissenso verbale che una persona vissuta in una società bigotta, opprimente e poco liberale come la nostra, può esternare con una parola.

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