«Io senza Dio» – 032

L’Eterno Assente propone a chi è ateo/a di raccontarsi.



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Tutte le domande della serie «Io senza Dio»

6 pensieri su “«Io senza Dio» – 032

  1. In famiglia non bestemmio, come evito il turpiloquio, avendo due bambini e anche al lavoro evito per lo stesso motivo (avendo a che fare con pazienti anziani); tuttavia, in piena pandemia di struttura, al lavoro, mentre cercavo di organizzare gli spostamenti degli infetti per creare una zona pulita, alla dodicesima ora di fila di lavoro, mi è scappato un ‘porca madonna’ , tanto liberatorio quanto inatteso dagli astanti, stupiti dalla naturalezza dell'”invocazione” e dal fatto che una donna in posizione di responsabilità “dicesse certe parole”…come se il genere di chi parla potesse creare sostanziali differenze di interpretazione.
    Con i miei genitori non bestemmio,perché appartengono a comunione e liberazione ed evito il più possibile l argomento religioso, un po’ per quieto vivere, un po’ per affetto.
    Sono arrivata a quasi 40 anni prima di pronunciare la mia prima bestemmia, nonostante avessi compreso l inesistenza di dio già da qualche anno; essendo stata una fervente credente (tra CL e oratorio), la bestemmia è per anni stata esclusa dal mio mondo e pronunciarne una è stato il primo vero segnale dell’ inizio di un cammino di emancipazione dalla religiosità

  2. Ora ho capito: tu sei Choam Goldberg, quindi chiaramente di origini ebraiche. Un ebreo “cane sciolto” in ogni senso, ora dedito fanaticamente al puro razionalismo. E va beh: una scelta come un’altra.
    Ti spiego ora il mio percorso: nato cattolico da genitori praticanti, però via, via sempre più tiepidi verso la religione, all’età di circa trenta, lessi per puro caso lo Zarathustra di Nietzsche e solo perché tale titolo mi affascinava. Fu come aprire gli occhi per la prima volta: non posso dire di averlo capito subito perché parla soprattutto per metafore, ma mi spinse a leggere altre sue più importanti opere. Ne sono uscito ateo convinto, tanto più che poi seguii diversi corsi di filosofia per diletto essendo io avvocato. Anche filosofi come Hume, Kant, Spinoza, Voltaire, Freud e Marx mi tolsero ogni residuo dubbio in merito. Le religioni sono solo costruzioni umane: primo, per darsi leggi sanzionate da minacce e castighi ultraterreni (in assenza di tribunali); secondo, per consolarsi con la magia e speranze paradisiache di riscatto eterno. Insomma “L’oppio dei popoli” di Marx: mai definizione fu più azzeccata!
    Ciò detto, ritengo che nell’esprimere argomentazioni atee, è opportuno mantenere regole di civiltà espressiva, cioè senza ricorrere a inutili volgarità, che non rafforzano, ma anzi indeboliscono l’argomentazione.
    saluti

    • «(…) ora dedito fanaticamente al puro razionalismo.»

      Non ho capito: «fanaticamente» in che senso? Il razionalismo non è mai fanatico.

      Quanto alla civiltà espressiva e alle volgarità, ribadisco che, se non ti garba come scrivo o come parlo, non sei obbligato né a leggermi né ad ascoltarmi. Che lo stile espressivo de L’Eterno Assente preveda il turpiloquio è dichiarato nelle FAQ (https://www.leternoassente.com/?page_id=957) ed è affermato esplicitamente nell’avviso che si apre alla prima visita del blog. Se non ti piace L’Eterno Assente, ignoralo.

      D’altronde tu non sei ancora arrivato in fondo a una definizione completa e coerente di «volgarità» e «turpiloquio», come chiunque può verificare nei commenti a un mio video (https://www.youtube.com/watch?v=F9ecP3R_6RI). Sicché a questo punto ti pongo la questione per l’ultima volta: che cosa sono *esattamente* il turpiloquio e la volgarità? Voglio una definizione che non rinvii ad altri concetti per arrivare a pseudo-argomentazioni circolari (es.: la volgarità è l’espressione degli incolti, e i colti sono quelli che non usano la volgarità).

      Sto cercando di impostare con te una discussione razionale e argomentata. Sicché, se ti ostinerai a mandare in vacca la discussione un’altra volta, divagando, cazzeggiando e spacciando fuffa e/o pregiudizi, casserò i tuoi commenti e alla fine ti bloccherò. Non ho tempo da perdere con i troll, anche se si definiscono atei.

      • Calma e gesso! Non torniamo su cose già masticate e ritrite.
        1. Consulta piuttosto la Treccani e vedrai che dice sotto il termine “volgare/volgarità”.
        2. Razionalismo estremo (“fanatico” è sbagliato, ammetto): che rifiuta emozioni, sentimenti, cioè tutte cose non cartesianamente verificabili. Essere razionalista col rasoio di Ockham è lecito, necessario per ogni indagine scientifica! Ma per esaminare un “legno storto” (Kant) come è l’umanità (cioè irrazionale) non è sufficiente.
        3. Ma voliamo più alto p.f. :
        se continuo a dialogare nonostante i dissensi, è perché in fondo mi sei pure simpatico nel tuo ateismo aggressivo-combattente.
        saluti

      • 1. Dalla Treccani:
        “volgare1 (ant. vulgare) agg. [dal lat. vulgaris, der. di vulgus «volgo»]. – 1. non com. Del volgo, degli strati socialmente, culturalmente ed economicamente inferiori della popolazione: usi, tradizioni, pregiudizî v.; nell’uso ant., sostantivato al masch., persona, gente del volgo, del popolo: certe enfiature …, le quali i volgari nominavan gavoccioli (Boccaccio). 2. a. Con riferimento a forme e aspetti linguistici, serve a qualificare quelli proprî e caratteristici delle classi popolari o comunque di minore cultura (…)”
        Allora, siccome oggi molte persone di cultura anche elevata fanno uso di parole come “cazzo”, “stronzate” e “vaffanculo”, dobbiamo concludere che le suddette parole non rientrano più nel quadro della volgarità.
        Fine della questione.

        2. Io non rifiuto affatto le emozioni e i sentimenti.

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