3 strategie dei bigotti

Le usano per non ammettere di essere, appunto, solo dei bigotti.


Che cosa sia il Congresso Mondiale della Famiglie nemmeno sto a dirlo, ché se n’è parlato pure troppo. Male, come merita: il raduno di un branco di ottusi bigotti fondamentalisti, intolleranti, sessisti, patriarcali, omofobi. Incivili. Fascisti. E io aggiungo: anche intellettualmente disonesti.

Se fossero onesti, direbbero: «Le nostre credenze religiose ci impongono di rifiutare la parità fra i sessi, i diritti di chi non è eterosessuale, il divorzio, la contraccezione, l’aborto, l’eutanasia. Siccome per noi quelli sono peccati, pretendiamo che siano proibiti per tutti. Siccome quelle cose non le possiamo fare noi, allora non le deve fare nessuno». Se fossero onesti. Ma non lo sono, perché, se lo fossero, si beccherebbero un cordiale «vaffanculo» da parte di chi non crede nelle loro superstizioni, non accetta i loro dogmi, non condivide i loro valori. Perciò, non potendo dichiarare onestamente che sono incivili perché sono bigotti, tentano di giustificare le proprie pretese universali con 3 strategie indipendenti dalla religione.

  1. Le radici culturali.
    In breve: certe libertà e certi diritti sono in contrasto con le tradizioni culturali dell’Occidente, con le nostre radici giudaico-cristiane.
    Ora, si potrebbe rispondere che le tradizioni evolvono e scompaiono. Altrimenti saremmo ancora qui a venerare i Lari e i Penati. Invece – guarda un po’ – nel 380 l’editto di Tessalonica e nel 391 i decreti teodosiani buttarono nel cesso della Storia le divinità pagane e le sostituirono con il (presunto) Nazareno, peraltro solo nella sua versione nicena. Alla faccia di tutte le tradizioni precedenti.
    Si potrebbe rispondere così. Ma, meglio ancora, si potrebbe rispondere che le radici si scelgono, non si ereditano. Nella Storia dell’Occidente ci sono Cristo, Paolo di Tarso e Costantino, ma ci sono anche Socrate, Epicuro, Ipazia, Hume, Feuerbach, Marx, Freud. E ciascuno decide che cosa prendere e che cosa lasciare, da chi lasciarsi ispirare e chi rifiutare. Su questo ho già argomentato altrove, perciò non sto a ripetermi.
  2. I valori assoluti.
    Alcuni valori sono assoluti, quindi non negoziabili. La vita umana, per esempio: siccome il suo valore è assoluto, al di sopra delle culture e delle scelte individuali, dev’essere rispettata da tutti. Tutti tutti, capito? Per cui niente aborto e niente eutanasia.
    Va da sé che quei valori non sono assoluti per nulla. Anzitutto bisogna definirli. Che cos’è la vita umana? Per quanto mi riguarda, un embrione di meno di tre mesi non è umano nello stesso modo in cui lo è un neonato. Quindi la vita dell’embrione è meno importante della libertà della donna che lo ha concepito. Inoltre la vita viene dopo la libertà: la mia vita è mia e ci faccio quel che voglio io, non solo quello che mi permette di fare l’amico immaginario dei bigotti. Perciò, se decido di darci un taglio, pretendo di poterlo fare.
  3. La Natura.
    Ovvero: alcuni comportamenti e alcuni diritti sono contrari a quanto avviene in modo spontaneo in Natura. Siccome il sesso in Natura è finalizzato alla riproduzione, allora il sesso omosessuale, che è sterile, è innaturale. Siccome la famiglia naturale è eterosessuale, allora le famiglie omosessuali sono contro natura. E ogni comportamento innaturale va proibito a tutti.
    È una strategia subdola, perché agli ignoranti e agli sprovveduti sembra convincente. Ma pure questa può essere demolita senza troppi sforzi.
    Per cominciare, quello che sembra innaturale in realtà non lo è affatto. I comportamenti omosessuali sono documentati in decine di specie animali allo stato selvatico. Così come sono stati osservati casi di omogenitorialità.
    Ma c’è un argomento ancora più radicale: chissenefrega della Natura. Che cazzo significa «naturale»? Anche Yersinia pestis e Vibrio cholerae sono naturali. Anche l’istinto di sfondare il cranio del vicino che sconfina nel mio territorio è naturale. E dunque? Devo crepare di peste o di colera? Devo ammazzare il mio rivale? La Storia è un costante progresso della Cultura sulla Natura: dall’agricoltura alla scrittura, dalla scienza all’arte, dagli antibiotici agli aeroplani, dalla democrazia ai diritti umani, Homo sapiens non ha fatto altro che superare le leggi, i fenomeni e gli istinti naturali per acquisire comportamenti culturali. Del resto, per un essere umano adulto che cosa c’è di naturale nel rinunciare al sesso per dedicare la propria vita all’adorazione di una divinità inesistente?

Insomma, non bisogna lasciarsi trarre in inganno da queste strategie in apparenza scollegate da ogni credenza religiosa: sono stronzate e come tali devono essere denunciate. Bisogna costringere questi ipocriti ad ammettere che le loro pretese di controllo sulle vite e sulle libertà altrui hanno un unico fondamento: la loro superstizione e la loro bigotteria. Loro, non nostre. Sicché vaffanculo: fuori dalle nostre esistenze!

Choam Goldberg


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