Si può fare

La Chiesa del 2026 è il nuovo buddhismo.


Convertirsi è difficile. Oppure no? Dipende. Dipende da quanta fatica impone. Come nel caso di Django Reinhardt.


Ok, va bene, si può fare: anch’io sono cattolico.

All’inizio non capivo perché ci tenevate così tanto, perché mi avete battezzato senza il mio consenso, perché mi avete mandato a catechismo e mi avete fatto ricevere i sacramenti. Tutte cose che non ho richiesto ma che mi avete venduto come un passaggio ovvio, scontato. Non capivo perché ci tenevate così tanto al mio percorso di fede: dal catechista al capo scout, non capivo perché zittivate le mie domande con frasi del tipo «non possiamo conoscere il progetto di Dio» o «Dio ha un piano su di noi che non riusciamo a vedere nella nostra piccolezza». Però, rileggendo il Vangelo, ho capito la vostra posizione. Come sta scritto in Marco 16,15, Gesù stesso vi ha detto «Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo a tutti gli uomini. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato». Da qui il vostro zelo, la vostra passione nel far sì che il mondo si conformi alla vostra visione, al vostro impianto valoriale.

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Superata la sfida!

Ancora un apologeta. Stavolta un giovane prete. Ci prova e ce la fa.


Dopo una settimana esatta dal miserevole tentativo precedente, ricevo un email da un altro apologeta. Stavolta un prete. L’argomento è lo stesso: la sfida della teodicea. «Un altro che non avrà capito», penso.

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8 teodicee cretine – 2/2

La piccola Alice muore dopo molte ore di sofferenza atroce. Dio, onnisciente, onnipotente e buono, non le concede neppure un morte dolce. Riusciranno mai gli apologeti a risolvere il paradosso?


Avvertenza
Nel momento in cui questo articolo viene pubblicato, il video citato può essere incorporato. Tuttavia non posso escludere che questa possibilità venga ritirata e il video reso invisibile all’interno dell’articolo. Rimarrà comunque possibile vederlo cliccando sui link nel testo, che rinviano alla posizione esatta che viene commentata nell’articolo. Invito chi legge a farlo, perché la consultazione della fonte originale è sempre necessaria.


Alessandro Franchi, del canale YouTube Conversione Costante, ha adattato al pubblico italiano gli argomenti di William Lane Craig per tentare di conciliare un Dio onnisciente, onnipotente e buono con la sofferenza innocente. Come ho dimostrato nella puntata precedente, nihil sub sole novum.

Tutto ciò che è già avvenuto accadrà ancora;
tutto ciò che è successo in passato succederà anche in futuro.
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.
Qualcuno forse dirà: «Guarda, questo è nuovo!».
Invece quella cosa esisteva già
molto tempo prima che noi nascessimo.
Nessuno si ricorda delle cose passate.
Anche quello che succede oggi
sarà presto dimenticato da quelli che verranno.
– Qoelet 1,9-11

No, non lo hanno dimenticato. Lo ignorano di proposito e continuano a riciclare le solite fregnacce. Come Alessandro Franchi, appunto.

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8 teodicee cretine – 1/2

Di fronte alla sofferenza innocente, un Dio onnisciente, onnipotente e buono non può esistere. Ma gli apologeti continuano a sostenere il contrario. Con incredibile sprezzo del ridicolo.


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Io non seguo tutti gli apologeti dello zoo dei bigotti. Il mio tempo è poco e ho di meglio da fare. Però non temo di perdermi i contributi più interessanti, perché c’è sempre qualche follower a scovare i migliori e a sottoporli alla mia attenzione. Con grande ritardo, mi occupo ora di una segnalazione risalente ormai a quasi due anni fa e arrivata da Gëzim: Conversione Costante, il canale YouTube di Alessandro Franchi, e le sue 8 teodicee.

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Quando Dio abortisce

Senza nemmeno usufruire della Legge 194.


Innumerevoli sono gli esempi di sofferenze a disposizione degli atei per argomentare contro l’esistenza del Dio abramitico, che dovrebbe essere onnisciente, onnipotente e buono e dunque dovrebbe amare e proteggere le proprie creature. Fra i molti, Mattia, nella community de L’Eterno Assente, attira la mia attenzione e condivide con me alcune riflessioni su un caso poco considerato: gli aborti spontanei.

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L’inferno: un altro mito idiota

Dopo aver scritto del Maligno, riflettiamo anche sul suo regno. Non meno assurdo, peraltro.


L’inferno esiste: lo dice Gesù. Anzi, per concepire l’inferno come per due millenni è stato immaginato dai cristiani ci è voluto proprio Gesù. Gli ebrei nemmeno se lo sognavano, un inferno così. Yahweh, quando puniva, puniva qui, in questa vita, mandando piaghe, malattie, disgrazie e sterminando famiglie, servitù e bestiame. Alcune sette ebraiche addirittura non credevano neppure a una sopravvivenza ultraterrena dell’anima dopo la morte. Gesù invece non fa sconti e non lascia spazio ad ambiguità: fuoco, fiamme, stridor di denti e tenebre. Una tortura infinita. Alla faccia del Dio dell’amore, del perdono, dell’altra guancia da porgere al nemico e di tutto il florilegio di stucchevoli melensaggini con cui il figlio di Dio ci viene ammannito oggi. È un fatto da ricordare a quei bigotti che «Nell’Antico testamento ci sono tante porcherie, ma poi è venuto Gesù con il messaggio evangelico»: il messaggio del Nuovo testamento fa schifo quanto quello dell’Antico. E Gesù non era una brava persona.

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Assurdo presepe, assurdo Natale

Troppo presi a disporre le statuine nel presepe per leggere il Nuovo testamento e farsi sorgere qualche scomodo dubbio, i credenti non si accorgono della seconda più grande fake news della Storia umana.


Non esistono presepi prima del Basso Medioevo. Esistono raffigurazioni della Natività: la più antica risale al III secolo. Ma presepi no: per quelli bisogna arrivare a san Francesco, nel XIII secolo. Da quel momento la tradizione di ricostruire la nascita di Gesù con figuranti o statue si diffonde fino ad arrivare alle inguardabili schifezze del presente. Con i devoti a decorarli, comporli, arricchirli di personaggi uno più improbabile dell’altro, dai pastori ai Magi, dal bue all’asino, dal padre putativo alla madre vergine, fino al più inverosimile di tutti, al centro: il bambino-Dio. E nessuno a porsi qualche domanda, a sviluppare una perplessità. Macché: «Quant’è bell o’ presepio!». Eppure basterebbe leggere il Nuovo testamento per scoprire la seconda più grande fake news della Storia umana.

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Una figura di merda

Ancora. Ma lui ci è o ci fa?


Sicché alla fine l’oscuro bigotto professore di fisica umbro, il paladino della razionalità della fede cattolica, il creatore del Gruppo Facebook dall’originalissimo nome L’Eterno Presente, ha accettato la sfida della teodicea: come si giustifica in modo razionale l’esistenza di un Dio onnisciente, onnipotente e buono nonostante il Male, cioè il dolore degli esseri senzienti e in particolare degli innocenti?

Beninteso l’ha accettata a modo suo, senza seguire le regole: non ha risposto con un articolo, come era richiesto, ma solo con un breve video. E sempre a modo suo, come di consueto, ha fatto una figura di merda. Un’altra, dopo quelle già rimediate nei dibattiti.

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L’Amore di Gesù

Tutto dipende da dove lo cerchi.


Che Gesù non fosse una brava persona l’ho spiegato e documentato. Eppure viene considerato il fondatore della «religione dell’Amore». Anzi il Figlio di un Dio – e Dio lui stesso – che è Amore. Proprio lui in persona – anzi tre persone – è Amore. E giù di citazioni dal Nuovo testamento. A pescare quelle giuste però. Ché a pescarne altre, invece…

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IRC? Anche no, grazie

Pure quando a difenderlo è un sedicente «ateo cristiano».


È un topos della stronzaggine: «Io non sono X, ma…», dove X è una caratteristica spregevole e negata, alla quale, con la congiunzione avversativa, segue nondimeno una precisazione che rivela la spregevolezza di chi ha formulato la frase. Per esempio: «Io non sono razzista, ma gli immigrati cominciano davvero a essere troppi». Oppure: «Io non sono omofobo, ma il Gay pride è solo un’indecorosa pagliacciata». O ancora: «Io non sono misogino, ma le donne hanno acquisito un po’ troppa libertà». Perché allora farsi mancare il caso «Io non sono bigotto, ma…»?

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