La mia vita da senzadìo

Vocestruggente racconta la propria Storia per «Io senza Dio».


Ho sempre avuto un’opinione chiara sulle favole: mandano messaggi, creano immagini, insegnano la compassione, abituano a riconoscere gli orchi. La religione pretende che tu creda al suo racconto assurdo e che obbedisca alle sue «leggi», non ti aiuta a crescere, non ti protegge, anzi ti spaventa e ti insegna a odiare il diverso.

Per me, quella di Dio è una favola brutta: il tizio è un vecchio spione, Gesù bambino è un cosino di plastica con gli occhietti azzurri appoggiato su muschio secco con altre cosine di plastica e un fiume di carta stagnola. Non mi dà emozioni, non mi insegna qualcosa.

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