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Prendere a pugni un cuscino

Tu percuoti di qua e lui si gonfia di là, tu colpisci di là e lui si allarga di qua.


Alcuni giorni fa ho pubblicato un video nel quale ho spiegato come due argomenti opposti e antitetici vengano usati dai bigotti di fedi differenti per provare la stessa cosa, cioè che quello in cui credono è l’unico vero Dio. Gesù Cristo è stato disprezzato e umiliato? I suoi seguaci non avrebbero mai potuto inventare una storia simile, perciò dev’essere vera. Maometto ha diffuso in pochi anni l’islam da un capo all’altro del mondo? Ecco la prova della verità della fede in Allah. Tutto e il contrario di tutto fanno brodo per dimostrare che loro hanno sempre ragione. E ogni volta pretendono di essere «razionali».

Prendiamo il caso della coerenza con la realtà, applicata per esempio alla vicenda di Gesù. I credenti sfruttano i riscontri archeologici e documentali quando sono compatibili con il Nuovo testamento. I resti di un edificio o di un monumento o il nome di un funzionario romano o una citazione del «Testimonium flavianum» servono a dimostrare che sì, le Scritture dicono il vero, ci sono le prove, e se non sono prove sono quanto meno indizi, quindi che cazzo vuole lo stupido ateo miscredente che pretende di negare perfino gli eventi storici? E tu zitto: i fatti sono fatti, i documenti sono documenti. Sembra razionale, no?

D’altro canto però ci sono le assurdità impossibili da accettare. La resurrezione di Cristo, per esempio: che cazzata è? Come si fa a credere in una stronzata siffatta? Eh, ma proprio perché è assurda mica si può pensare che i seguaci se la siano immaginata. Oltretutto la resurrezione viene annunciata da una donna o forse da più donne, ma in una società patriarcale e sessista: ti pare che gli evangelisti avrebbero potuto inventarsi di sana pianta una storia così? Perciò dev’essere tutto vero.

Ecco dunque i bigotti impegnati a costruire tutta una teologia dell’assurdità, che comincia con Paolo sbertucciato ad Atene dai filosofi dell’Areopago. Sbertucciato e fiero di esserlo.

La morte di Cristo in croce, che noi predichiamo, sembra una pazzia a quelli che vanno verso la perdizione; ma per noi, che veniamo salvati da Dio, è la potenza di Dio. La Bibbia dice infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti
e squalificherò l’intelligenza degli intelligenti.
Infatti, che cosa hanno ora da dire i sapienti, gli studiosi, gli esperti in dibattiti culturali? Dio ha ridotto a pazzia la sapienza di questo mondo. Gli uomini, con tutto il loro sapere, non sono stati capaci di conoscere Dio e la sua sapienza. Perciò Dio ha deciso di salvare quelli che credono, mediante questo annunzio di salvezza che sembra una pazzia. Gli Ebrei infatti vorrebbero miracoli, e i non Ebrei si fidano solo della ragione. Noi invece annunziamo Cristo crocifisso, e per gli Ebrei questo messaggio è offensivo, mentre per gli altri è assurdo. Ma per quelli che Dio ha chiamati, siano essi Ebrei o no, Cristo è potenza e sapienza di Dio. Perché la pazzia di Dio è più sapiente della sapienza degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte della forza degli uomini.
– 1 Corinzi 1,18-25

Tertulliano, vissuto un secolo dopo Paolo e onorato come Padre della Chiesa – mica pizza e fichi –, non ha mai scritto la frase «Credo quia absurdum» che gli viene attribuita, tuttavia il concetto è lo stesso.

(…) et mortuus est Dei Filius; prorsus credibile est, quia ineptum est.
– Tertulliano, De Carne Christi, V, 4

Questa teologia dell’assurdità attraversa due millenni, a volte in superficie e a volte sotterranea, per arrivare fino al presente, con Jean Guitton, teologo molto vicino a Paolo VI, che dice: «Credo in Cristo perché è difficile crederci». Ovvio: a credere le cose credibili son bravi tutti, ma per godere di maggior merito agli occhi di Dio bisogna credere alle cazzate. In sintesi: l’assurdità considerata come criterio di verità.

Riassumendo: se è verosimile allora è vero, mentre se è inverosimile… allora è vero a maggior ragione. Purtroppo per loro, la razionalità non funziona così. Infatti, se un argomento e anche l’argomento opposto sono entrambi prove, allora entrambi non provano un cazzo. Eppure i credenti sono fatti così: ti propinano questo pattume mai falsificabile pensando di essere molto più astuti di te, povero ateo sempliciotto incapace di comprendere e apprezzare le sottigliezze della teologia.

Discutere coi credenti è come prendere a pugni un cuscino: tu percuoti di qua e lui si gonfia di là, tu colpisci di là e lui si allarga di qua. Non se ne viene fuori. Sicché non sprecare il tuo tempo e non provarci nemmeno.

Choam Goldberg


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