Commento dell’autore
È il 31 dicembre 2017. Per una serie di circostanze mi ritrovo solo. Nessun gran cenone di Capodanno. Nessun conto alla rovescia. Nessun sorriso forzato. Nessun obbligo di divertirsi. Siccome vivo ancora dai miei genitori, mento per evitare discussioni e dico che andrò dagli amici X nel posto Y. Nascondo lo zaino fotografico in macchina e mi preparo per la serata, che sarà sicuramente lunga e fredda.
All’inizio non ho una meta precisa, poi però decido di fermarmi nel capoluogo della mia provincia, in Piemonte. È l’ultimo dell’anno, perciò ci saranno i fuochi d’artificio e tante luci per celebrare l’evento. Proprio quello è il mio obiettivo: la luce. Scattare quella notte significa portare avanti un progetto che ha come finalità quella di isolare il più possibile forme, colori, chiari e scuri. Semplificare la ragion d’essere della fotografia. «Purificare» ciò che cattura l’obiettivo fotografico. Una sorta di processo di astrazione portato alle estreme conseguenze, usando per lo più la sfocatura intenzionale.
Quella sera non mangio niente. Girovago tutto il tempo cercando di non congelarmi le mani. E, di tutte le foto che scatto, questa mi colpisce subito.
Non è importante il soggetto in sé, peraltro di una banalità disarmante: l’angolo di un negozio che si affaccia su una piccola piazza, nota per essere un luogo di spaccio. L’effetto però mi trasmette sempre qualcosa.
Qui però sta il difficile. Infatti neanche per me il significato è netto. Sono consapevole che il senso di un’opera astratta dato dall’autore può essere differente dal senso che le attribuisce un osservatore.
Qualcuno può vederci la luce in fondo al tunnel delle NDE, il cancello del paradiso, le porte della percezione di Huxley o la luce della vita che scorge un neonato prima di uscire dalla pancia della mamma. Io ci vedo la nascita di un pensiero, di un’emozione, di un’idea, di una consapevolezza verso qualcosa che illumina il «cammin di nostra vita». Poi però, che sia Dio, che sia l’illuminante comprensione che Dio non esiste, che sia il sentimento verso l’amore della propria vita o che sia semplicemente una luce su uno sfondo nero, il senso è determinato solo dalla sensibilità di chi guarda. E va bene così.
Anzi deve proprio essere così.
Ph.il
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La nascita di un pensiero come una luce che potrebbe essere persa se non sai dove puntare l’obbiettivo. Bellissimo pensiero. E la foto riesce ad avere del magico che ti spinge a non toglierle gli occhi di dosso… wow!
grazie ❤️