La creazione di Dio

Commento dell’autore

Che rapporto c’è tra creatore e creatura? La visione comune è quella di un Dio che crea l’Uomo a sua immagine e somiglianza. In questi termini viene da chiedersi: Dio non poteva fare di meglio? È una domanda che trova una facile risposta: Dio non esiste.

Eppure c’è un altro tipo di rapporto tra creatore e creatura, molto più reale e che maggiormente influenza le nostre vite: l’Uomo che crea un Dio a sua immagine e somiglianza. Allora la domanda diventa: l’Uomo non poteva fare di meglio? Anche in questo caso la risposta è facile: sì, poteva fare di meglio.

Dunque guardiamola, questa divinità in cui l’Uomo si è sprecato descrivendola in minuziosi e fantasiosi dettagli: un’entità severa, rabbiosa e autoritaria. Un Dio che è occhio onniveggente e spione dei gesti più innocenti, e al tempo stesso è cieco, incapace di posare lo sguardo sulla sofferenza e sull’ingiustizia. L’Uomo è circondato dalla Natura, ne è avvolto ma, non essendo capace di comprenderla fino in fondo, ecco che le attribuisce un significato e la plasma a forma di Dio.

E la religione? La parola di Dio fatta legge universale? Tre anelli legano la barba dell’entità, a rappresentare i tre grandi monoteismi. Assolvono la funzione di guinzagli atti ad ammaestrarla e a renderla docile e obbediente alle esigenze terrene – non certo a quelle spirituali –, ai pregiudizi e ai capricci della civiltà che ha contribuito alla creazione di Dio.

Ma di fatto che cosa cerca nel profondo ogni uomo e ogni donna che si affida a questo fantasiosa creazione? Risposte. E quale risposta dà quest’ultima? Facile, di nuovo: tutto! Ma è davvero così? Non è che magari basta capovolgere il proprio punto di vista?

A.D.P.


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3 pensieri su “La creazione di Dio

  1. Ora rischio l’apostasia ,poi forse rinnego m’ha chi sa ,vi confido che ( Rimanga tra noi ): …Dato che dio non esiste non si può dargli colpa,ma all’uomo che se lo inventa , vedendo quest’ opera l’uomo lo dipinge cosi ,loro uomini si che sono colpevoli ! Coloro che sfruttano il suo nome per tornaconto sono colpevoli , se ci credono però e sono buoni ( nel senso che aiutano e non fanno del male ) me ne frego ;comunque per me Dio non esiste non solo per come è scritto nella bibbia , ma anche perché mi domando come si è creato Dio (non mi pongo il problema dell’ essere inventato) , sapendo che ha creato tutto lui nella mitologia cristiana , deve essere nato nel niente ,il nulla ! e dato che non si è politeisti cristiani , si è creato auto generandosi dal nulla (tanto politeisti o no ciò si applica a qualsiasi divinità ), senza un’ architetto dietro (quindi la prima creazione è senza architetto ! Alla faccia del creazionismo ) e si deduce che il nulla crea un dio onnipotente mentre dio dovrebbe creare pianeti con poteri minori , se con i poteri si intendono fenomeni fisici naturali . Quindi che cavolo , il nulla poteva creare cose potenti pure se minori se è riuscita a creare l’ onnipotente allora ! che sono più facili da realizzare e quindi l’architetto dietro la creazione è solo fumo dell’ arrosto che tanto decantano,che poi ad avallare ciò è pure il fatto che non si mostra mai , e la gente che ci parla ,anche nella bibbia può essere schizofrenica o avere problemi simili se è ispirato da storie successe ma manipolate ,abbellite ,messo del soprannaturale inesistente ,Ma da apostata mi potrei sbagliare . Però devo dire che le organizzazioni ateistiche(UAAR) dovrebbero impattare di più nella società ,aiutando il prossimo come a volte fa la chiesa , e reclamare il bene fatto ,allora si che aumenterebbero gli atei per gratitudine … il cervello è uguale per tutti più o meno , se i pensieri sono diversi e per via di diverse esperienze , che fanno adattare le persone alla meglio,quindi se si replica il marketing della chiesa si ottengono cose simili ; come dicono il gruppo “Ministri ” in “Diritto al tetto ”
    ” L’anima non serve, serve un posto dove stare
    L’anima alle bestie, noi pensiamo con il pane ” se negano aiuto li nel sacro ,può essere aiutato dal profano ateo .

  2. ….chi ha inventato dio, di certo non pensava di fare un invenzione perfetta e consistente, anzi al contrario, aveva bisogno di uno strumento capace di creare un gruppo per collaborare tra gli appartenenti dello stesso. In pratica accettare dei pensieri illogici, contraddittori o assurdi era una specie di password (nel vero senso di “parola segreta) per verificare che quell’individuo facesse parte di quella specifica comunità.

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