Occam e gli alieni

Il rasoio taglia anche gli extraterrestri?


Mi scrive un lettore, Mattia:

«Il rasoio di Occam applicato a Dio dimostra l’inutilità dell’ipotesi divina. Perciò Dio non esiste. Ma se applichiamo il rasoio alla vita extraterrestre arriviamo alla stessa conclusione. Pensaci.»

‘azz! Mattia sembra aver ragione. Così ci ho pensato e…

«Dio esiste»: questo è un predicato esistenziale. E un predicato esistenziale – lo dice Rudolf Carnap, non io – può essere dimostrato ma non falsificato. In soldoni: se io voglio dimostrarti che X – qualsiasi cosa sia X – esiste devo solo mostrarti X, mentre non posso dimostrarti che X non esiste perché nessuna ricerca mai potrà esperire tutto l’universo, fino nel più recondito dei suoi angoli. Di conseguenza l’onere della prova spetta sempre a chi afferma l’esistenza, non a chi la nega. A questo punto entra in azione il rasoio di Occam: in assenza della prova, per semplicità concettuale, preferiamo assumere la non esistenza. In modo provvisorio, beninteso: se e quando la prova verrà portata, cambieremo idea.

Applicato a Dio, il rasoio è spietato: siccome niente nella realtà osservabile ci costringe a ipotizzare la sua esistenza, allora Dio è occamisticamente inutile, pertanto non esiste. Amen. E gli alieni?

Ebbene, gli alieni sembrano dover subire lo stesso destino. Per loro vale infatti la stessa condizione: nulla di ciò che abbiamo osservato finora ci costringe a ipotizzarli. Quindi per semplicità concettuale… zac! Gli alieni non esistono. Dunque dovremmo smettere di cercarli o anche solo di immaginarli? SETI è uno spreco di denaro degno di miglior uso? No.

Gli scienziati si mettono alla ricerca di nuovi enti

  • perché possiedono già indizi della necessità della loro esistenza, come è il caso di molte particelle elementari, oppure
  • perché estendono a contesti diversi le condizioni presenti in contesti già noti, come è il caso degli alieni.

L’ipotesi che esistano forme viventi extraterrestri, sebbene per ora priva di dimostrazione, è almeno compatibile con quanto già sappiamo sull’universo: l’astrofisica stellare, la planetologia e la biochimica ci dicono che sì, è possibile che la vita sia nata altrove nell’universo. Gli alieni non sono necessari per spiegare quanto vediamo, ma sono possibili, sono verosimili. Si inseriscono in un quadro razionale consolidato. Inoltre sono potenzialmente osservabili, verificabili, falsificabili. Se e quando troveremo un batterio su una luna di Giove o riceveremo un segnale radio artificiale da Tau Ceti, avremo la prova. Fino a quel momento pratichiamo la sospensione del giudizio ma anche la ricerca curiosa di qualcosa che comunque rimane possibile.

Invece Dio non solo è inutile per il rasoio di Occam, ma non è neanche verosimile, poiché non si inserisce in alcun quadro razionale consolidato. È un’ipotesi messa lì per… per cosa? Boh. Non c’è nulla da spiegare. Non serve a niente nemmeno immaginarselo come possibilità.

Insomma, gli alieni sono una risposta possibile a una domanda: «Esiste vita al di fuori della Terra?». Per Dio non esiste neppure la domanda. Oppure sì? Se la domanda è «Perché esiste qualcosa invece che nulla?», la risposta c’è già. E Dio continua a essere inutile.

Choam Goldberg

(Foto: Interdimensional Guardians)


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