Risorto? Ma va’ là! – 3/4

Che cosa ci dicono le fonti cristiane sulla risurrezione di Gesù?


La risurrezione di Gesù Cristo è per i cristiani il fondamento della propria fede. Di più: segna una svolta nella Storia umana. Se non si è mai verificata, tutta la fede cristiana è una stronzata: lo dice Paolo di Tarso. Ok, non lo dice così, ma il senso è quello. Sicché è importante capire se corrisponde a un fatto reale oppure se è solo una leggenda.

Abbiamo visto che nelle fonti non cristiane l’unica traccia di quell’evento, nel «testimonium flavianum», è apocrifa. E abbiamo esposto le caratteristiche delle fonti cristiane, che invece forniscono un resoconto circostanziato. Ora andiamo a vedere come e dove.

Il Vangelo di Marco è la fonte diretta più antica sulla risurrezione. E, come sappiamo, risale ad almeno 30 anni dopo l’evento. Ora, solo per questo dovrebbe far nascere qualche sospetto in qualsiasi persona razionale. Siamo in un’epoca in cui le informazioni vengono tramandate per molto tempo in forma orale prima di cristallizzarsi in una versione scritta. E qualsiasi psicologo o magistrato inquirente sa con quanta facilità le testimonianze si differenziano, anche solo nel giro di pochi giorni, fra una persona e l’altra. Figuriamoci in 30 anni. Inoltre siamo in una società in cui il popolo tende a vedere ovunque fenomeni di origine magica o divina. È tanto strano immaginare una diffusione deformata delle credenze in quel substrato culturale? Diamine, succede perfino nella società contemporanea, dove si propagano bufale e fake news senza fondamento.

Comunque andiamo a leggere il nocciolo delle fonti evangeliche sulla risurrezione di Cristo: il Vangelo di Marco, nei 12 versetti finali del capitolo 16. Le donne fuggono dal sepolcro trovato vuoto, e Gesù appare loro:

Dopo essere risuscitato, la mattina presto Gesù apparve prima a Maria Maddalena (quella donna dalla quale aveva cacciato i sette spiriti maligni). Allora Maria andò dai discepoli, che erano tristi e piangevano, e portò la notizia che Gesù era vivo e lei lo aveva visto! Ma essi non le credettero. Più tardi, Gesù apparve in modo diverso a due discepoli che erano in cammino verso la campagna. Anch’essi tornarono indietro e annunziarono il fatto agli altri. Ma non credettero neanche a loro. Alla fine Gesù apparve agli undici discepoli mentre erano a tavola. Li rimproverò perché avevano avuto poca fede e si ostinavano a non credere a quelli che lo avevano visto risuscitato. Poi disse: «Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo a tutti gli uomini. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato. «E quelli che avranno fede faranno segni miracolosi: cacceranno i demòni invocando il mio nome; parleranno lingue nuove; prenderanno in mano serpenti e se berranno veleno non farà loro alcun male; poseranno le mani sopra i malati ed essi guariranno». Dopo quelle parole il Signore Gesù fu innalzato fino al cielo e Dio gli diede potere accanto a sé. Allora i discepoli partirono per portare dappertutto il messaggio del Vangelo. E il Signore agiva insieme a loro e confermava le loro parole con segni miracolosi.
– Marco 16,9-20

Questa è la prova provata della risurrezione di Gesù Cristo. Giusto?

Prendiamo l’edizione della Bibbia della Conferenza episcopale italiana, andiamo a vedere che cosa mette nelle note a questi versetti e… ecco:

I vv. 9-20 sono un supplemento aggiunto in seguito per riassumere rapidamente le apparizioni.

Tutti gli esperti concludono in modo concorde che questi versetti non sono originali. Oh, cazzo cazzo cazzo! Il fondamento nel cristianesimo sta in piedi per questa roba qua? Un testo appiccicato a posteriori in fondo a un documento già di suo molto successivo ai fatti? Ma aspetta… forse c’è altro?

Sì, c’è altro: ci sono anche Matteo e Luca, per cominciare. Ma attenzione: entrambi hanno subito l’influenza pesante di Marco. Poi c’è pure Giovanni. Ma, ancora, attenzione: lui scrive quasi 70 dopo i fatti, e a quel punto la leggenda della risurrezione è credenza comune e diffusa. Soprattutto, non c’è alcuna coerenza fra le diverse versioni della risurrezione. Prova a leggere i Vangeli e a capire che cosa è successo davvero: non ci riuscirai. Quante donne sono andate al sepolcro? Come hanno reagito? Quanti erano gli angeli? E dopo la risurrezione quante sono le apparizioni di Gesù? Come se non bastasse, gli Atti degli apostoli aumentano il casino. Infine Paolo ci mette del suo e pretende che Gesù sia apparso pure a lui:

Prima di tutto vi ho trasmesso l’insegnamento che anch’io ho ricevuto: Cristo è morto per i nostri peccati, come è scritto nella Bibbia, ed è stato sepolto. È risuscitato il terzo giorno, come è scritto nella Bibbia, ed è apparso a Pietro. Poi è apparso ai dodici apostoli, quindi a più di cinquecento discepoli riuniti insieme. La maggior parte di essi è ancora in vita, mentre alcuni sono già morti. In seguito è apparso a Giacomo, e poi a tutti gli apostoli. Dopo essere apparso a tutti costoro, alla fine è apparso anche a me, benché io, tra gli apostoli, sia come un aborto. Infatti, io sono l’ultimo degli apostoli; non sono neanche degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio.
– 1 Corinzi 15,3-9

In conclusione, abbiamo un evento descritto in maniera contraddittoria in documenti faziosi e diversi fra loro, molto tardi e parecchio manipolati, scritti in una società di creduloni sulla base di dicerie tramandate dai seguaci del tizio che sarebbe risorto (pare, si dice). E sulla base di questa roba qua ci viene chiesto di credere nella reale storicità del fatto. Ah ah.

Ebbene, quando fai notare tutte queste incongruenze e assurdità, i credenti come rispondono? Con una formidabile, stupefacente, meravigliosa piroetta logica.

(3/4 – continua)

Choam Goldberg

(Foto: Tetraktys)


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