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Come gli altri, forse un po’ peggio

L’islam è uno dei tre monoteismi abramitici. E quel che ne penso io… be’, è ovvio.


Mi scrive una lettrice, Sandra:

Mi sembra molto comodo prendersela sempre solo con il cristianesimo. Sull’islam non dici mai nulla. Forse hai fifa?

Obiezione già sentita: me la fece anni fa un prete durante una conferenza. E a Sandra do la stessa, identica risposta.

Fifa? No, no. Per niente. Se solo Sandra si fosse degnata di cercare nel mio blog il percorso di lettura Islam e nel mio canale YouTube la playlist Islam avrebbe scoperto carrettate di articoli e di video in cui spalo merda sulla religione di Maometto. Tuttavia devo ammettere che, soprattutto di recente, parlo dell’islam meno che del cristianesimo. Ma solo perché in Occidente è una fede minoritaria, meno pervasiva della società e delle politica e quindi anche meno rompicoglioni per chi non ne fa parte. Però in generale a me stanno sul cazzo i monoteismi abramitici. Tutti. Senza eccezioni. Mi sta sul cazzo l’ebraismo: la religione della mia famiglia. Mi sta sul cazzo il cristianesimo: la religione maggioritaria nella società in cui vivo. E mi sta sul cazzo pure l’islam: il più recente dei tre grandi monoteismi e purtroppo anche il più ottuso, retrogrado, patriarcale, misogino e omofobo. Mi stanno sul cazzo tutti e tre perché tutti e tre – quale più, quale meno – hanno versato fiumi di sangue, osteggiato le critiche, perseguitato le eresie, discriminato le diversità, giustificato le soperchierie, scatenato le guerre di religione e diffuso il pensiero dogmatico. L’ebraismo forse un po’ meno, poiché, essendo minoritario e spesso oppresso e non avendo l’ambizione di diventare una religione universale, queste porcate le ha fatte soprattutto all’interno delle proprie comunità. Tuttavia dalla fondazione dello Stato di Israele l’ebraismo ha cominciato a confrontarsi con le altre culture, le altre fedi e le altre etnie da una posizione di forza e di potere, perciò oggi basta osservare l’orrore della Palestina per constatare gli effetti anche del fanatismo religioso ebraico.

Quindi sì, lo confermo: l’islam fa schifo proprio come gli altri monoteismi abramitici. Allah non è migliore dello Yahweh ebraico e del Dio cristiano. Basta leggere la Sunna, composta dal Corano e dagli hadith, per trovare innumerevoli espressioni di fanatismo, intolleranza, misoginia e una divinità che si spaccia sì per grande e misericordiosa, ma di fatto è gelosa, violenta e crudele come ogni altra versione del Dio abramitico.

Il Corano promette castighi e fiamme dell’inferno per chi non accoglie il messaggio del Profeta e guerra e persecuzione per chi si oppone ai suoi seguaci:

Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il Suo nome e che, anzi, cerca di distruggerle? Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell’altra.
– Il Corano 2,114

E quando Abramo disse: «Fanne una contrada sicura e provvedi di frutti la sua gente, quelli di loro che avranno creduto in Allah e nell’Ultimo Giorno», disse [il Signore]: «E a chi sarà stato miscredente concederò un godimento illusorio e poi, lo destinerò al castigo del Fuoco. Che tristo avvenire!».
– Il Corano 2,126

E i miscredenti che muoiono nella miscredenza, saranno maledetti da Allah, dagli angeli e da tutti gli uomini. Rimarranno in questo stato in eterno e il castigo non sarà loro alleviato, né avranno attenuanti. Il vostro Dio è il Dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso.
– Il Corano 2,161-163

Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti. Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso. Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.
– Il Corano 2,190-193

Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.
– Il Corano 9,29

Così il compenso dei nemici di Allah sarà il Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo: [punizione] per aver smentito i Nostri segni.
– Il Corano 41,28

Ancora peggiori dei miscredenti sono i colpevoli di riddah, l’apostasia:

Potrebbe mai Allah, guidare sulla retta via genti che rinnegano dopo aver creduto e testimoniato che il Messaggero è veridico e dopo averne avute le prove? Allah non guida coloro che prevaricano. Loro ricompensa sarà la maledizione di Allah, degli angeli e di tutti gli uomini. [Rimarranno in essa] in perpetuo. Il castigo non sarà loro alleviato e non avranno alcuna dilazione, eccetto coloro che poi si pentiranno e si emenderanno, poiché Allah è perdonatore, misericordioso. In verità, di quelli che rinnegano dopo aver creduto e aumentano la loro miscredenza, non sarà accettato il pentimento. Essi sono coloro che si sono persi. Quanto ai miscredenti che muoiono nella miscredenza, quand’anche offrissero come riscatto tutto l’oro della terra, non sarà accettato. Avranno un castigo doloroso e nessuno li soccorrerà.
– Il Corano 3,86-91

Coloro che credettero e poi negarono, ricredettero e poi rinnegarono, non fecero che accrescere la loro miscredenza. Allah non li perdonerà e non li guiderà sulla via.
– Il Corano 4,137

Quanto a chi rinnega Allah dopo aver creduto – eccetto colui che ne sia costretto, mantenendo serenamente la fede in cuore – e a chi si lascia entrare in petto la miscredenza; su di loro è la collera di Allah e avranno un castigo terribile.
– Il Corano 16,106

Il Corano convalida la legge del taglione:

O voi che credete, in materia di omicidio vi è stato prescritto il contrappasso: libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna. E colui che sarà stato perdonato da suo fratello, venga perseguito nella maniera più dolce e paghi un indennizzo: questa è una facilitazione da parte del vostro Signore, e una misericordia. Ebbene, chi di voi, dopo di ciò, trasgredisce la legge, avrà un doloroso castigo.
– Il Corano 2,178

Nel Corano si conferma la sottomissione della donna:

Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.
– Il Corano 4,34

Capito? La donna insubordinata va menata. Dopodiché i musulmani moderni stan lì a farsi le pippe mentali sul significato di quel «battetele», che di sicuro all’epoca di Maometto significava un’azione oggi inaccettabile per qualunque persona civile. Così ci tengono a precisare che, secondo i detti del Profeta, non si devono picchiare le donne sul viso e bisogna usare al massimo un fazzoletto o un bastoncino per la pulizia dei denti. Con ciò credendo di poterci convincere che no – figuriamoci! –, l’islam non è misogino e anzi rispetta moltissimo le donne.

Questo è l’islam. Una fede religiosa il cui significato letterale è «sottomissione» (sottinteso «ad Allah»): tanto basterebbe per disgustare chiunque voglia praticare la libertà di pensiero, lo spirito critico, la razionalità. Una fede religiosa che ha conosciuto epoche di grande civiltà e tolleranza e che, con la scuola mutazilita fra il IX e il XIII secolo, aveva iniziato un percorso di indagine razionale, non dogmatica e non letterale del Corano. Un percorso stroncato in poco tempo: la fede in Allah non ha mai dovuto confrontarsi con una sua versione dell’illuminismo. Cosicché oggi l’islam maggioritario è quello che del Corano dà una lettura letterale. Attenzione: scrupolosamente letterale. Il Corano non è come la Torah e il Nuovo testamento, che sono «parola di Dio» perché sono stati scritti da esseri umani ispirati da Dio e che dunque possono essere interpretati inserendoli in un contesto sociale e culturale. No, no: Maometto non era ispirato, Maometto ripeteva esattamente le parole di Allah trasmesse attraverso l’arcangelo Gabriele. Perciò, mentre l’autore del Vangelo di Giovanni è Giovanni, che come figlio del proprio tempo può anche aver capito male quel che Dio cercava di fargli capire, il Corano è co-eterno con Allah, che è infallibile. Mentre il latino è la lingua della Chiesa cattolica soltanto per tradizione storica, l’arabo è la lingua sacra dell’islam giacché Allah si esprime in arabo. Bruciare una copia del Vangelo è un atto solo irrispettoso, mentre bruciare una copia del Corano – quello vero, stampato in arabo, non una banale traduzione – è un atto sacrilego perché quell’oggetto è sacro, così come, per intenderci, può essere sacra per un cattolico un’ostia consacrata.

Risultato? Va’ a vedere dove l’ateismo e la blasfemia o la semplice critica alla religione sono puniti con la prigione o perfino con la morte. Va’ a controllare dove i diritti delle donne sono quasi inesistenti. Va’ a verificare dove le persone LGBT sono più discriminate e perseguitate, fino alla pena capitale. Troverai sempre nei primi posti dei Paesi a maggioranza islamica, dove la sensibilità popolare e le leggi dello Stato sono dominate dal fanatismo, dall’intolleranza, dal patriarcato, dalla misoginia, dall’omofobia ispirati dal Corano.

Sicché ecco quello che io penso dell’islam: come gli altri monoteismi abramitici, una delle peggiori sciagure che abbia mai colpito la cultura umana. E non mi stancherò mai di ribadirlo.

Ah, un’ultima domanda: tu come definiresti un uomo di 50 anni che ha dei rapporti sessuali con una ragazzina di 15 (e forse anche meno)?

Choam Goldberg

(Foto: NahidSultan)


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