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Incazzato con Dio: perché? – 1/3

Con il suo fan club, piuttosto.


I miei articoli e i miei video vengono condivisi nei social. Lo so. Lo vedo. Qualcuno li pesca dalla Pagina Facebook de L’Eterno Assente – non più dal Gruppo, che ora è privato – e li porta altrove: dentro Profili e Pagine e Gruppi. Giusto: proprio a questo serve la Pagina. Laddove i miei articoli e i miei video vengono condivisi si trovano talvolta interessanti e rivelatrici discussioni. Alle quali non partecipo, ché non ho né voglia né tempo da sprecare. Però le leggo. E spesso trovo un commento ricorrente: «Perché Choam è così incazzato con Dio? Che gli ha fatto Dio, che per lui nemmeno esiste?». Be’, non è mica vero. Dio esiste eccome.

Dio esiste in quanto oggetto intenzionale. Esiste in quanto idea. Sicché io non ce l’ho con Dio, bensì con l’idea di Dio e con le azioni di chi crede in quell’idea. Per dirla con una vecchia battuta:

Non ho niente contro Dio, è il suo fan club che mi spaventa.
– Woody Allen

«Tutto il fan club?», mi chiederà qualcuno. Sì, tutto. «Non solo i bigotti fanatici, estremisti, fondamentalisti, intolleranti e violenti?». No, tutto il fan club. «Ma proprio tutto tutto? Anche i credenti moderati, aperti, tolleranti, inclusivi?». Sì, anche loro. Mi stanno sul cazzo tutti: loro e il loro Dio. Ma perché?

Adesso scrivo una cosa e, se tu mi segui da un po’ di tempo, mi manderai a cagare, non potendone più di leggerla e di sentirla ne L’Eterno Assente:

le religioni abramitiche sono la peggiore sciagura
che abbia mai colpito la cultura umana.

Ok, l’ho ribadito. Preparati: lo farò ancora in futuro. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Ché qualcuno arriva qui all’ultimo momento e ha bisogno di sentirselo dire per la prima volta e poi ancora e ancora, finché alla fine il messaggio passerà.

Perché l’idea del Dio abramitico è tanto dannosa? I motivi sono tanti e ci potrei scrivere un saggio. Lo scriverei pure, per la verità, se pensassi che scrivere libri è un’attività utile. Qui mi limito a elencarne quattro.

Primo: l’abitudine al dogmatismo. Anzi l’esaltazione del dogmatismo come valore. Ovvero: questa cosa è vera perché sì, perché sta scritta nel Libro sacro scritto da Dio o da qualcuno ispirato da Dio. E chissenefrega se questa cosa è assurda, illogica, incoerente, perfino demenziale, oppure in palese contraddizione con quanto la razionalità scientifica ci ha condotti a scoprire sul mondo. Chissenefrega perché questa cosa è vera comunque e il credente deve crederci. Ciecamente. Ottusamente.

In secondo luogo l’abitudine alla sottomissione. Anzi l’esaltazione della sottomissione come valore. Tant’è che una delle tre grandi religioni abramitiche è definita da una parola il cui significato è appunto sottomissione. A che cosa? Alla Verità. Bada: non alla modesta, perfettibile, rivedibile e umana verità, bensì alla Verità. Che non può essere messa in discussione. Non se ne può dubitare. Non la si può criticare. Un po’ perché non servirebbe: siccome è vera per definizione, che cosa vuoi discutere e dubitare e criticare? Non esiste una possibile alternativa. E un po’ perché sono guai: chi discute e dubita e critica è empio agli occhi di Dio. Lo fa incazzare.

Ne consegue l’intolleranza. Infatti Dio, per quanto incazzato, non è capace di combinare nulla di concreto nel mondo. Come potrebbe? Neppure esiste. Perciò se ne assumono l’incombenza i suoi seguaci, quelli sottomessi alla Verità, che all’empio fanno ciò che merita: nel migliore dei casi lo zittiscono, nel peggiore lo ammazzano. Del resto è ovvio: chi crede di detenere una Verità da condividere per ordine di Dio con il resto del mondo fa tutto ciò che può per ubbidire. Dunque diffonde la Verità con le buone o con le cattive. E molti propendono per le cattive. Anche perché il Libro sacro che contiene la Verità, insieme ai più autorevoli rappresentanti di Dio, da suo figlio e dai suoi profeti giù giù fino ai più eruditi teologi, invita a non farsi troppi scrupoli. Sempre in nome del Dio dell’Amore, sia chiaro.

Da cui infine la sterminata sofferenza fisica e psicologica causata dai seguaci del Dio dell’Amore nella Storia umana a ogni tipo di essere senziente. Non sto neanche a tentare un abbozzo di elenco di nefandezze: se hai un minimo di cultura generale puoi trovare da te esempi innumerevoli.

Prevengo l’obiezione: «Quelle nefandezze sono state e sono provocate dai fanatici, dagli estremisti, dai fondamentalisti. La vera religione è la religione dell’Amore, che induce al rispetto, alla tolleranza, all’inclusione, al dialogo. E quella religione ha condotto ai diritti umani fondamentali».

Ah, sì? ‘Stocazzo.

(1 – continua)

Choam Goldberg

(Foto: Gerd Altmann, Pixabay)


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