Come fanno, sbagliano

Di fronte all’epidemia prevista ma non preparata, qualsiasi reazione dei credenti è oggetto di perculamento da parte degli atei. Ed è ovvio.


Te la ricordi, la SARS? Io sì. Molto bene. In quel periodo – parliamo di 17 anni fa – lavoravo per un quotidiano – quando ancora i giornali di carta se li cagava qualcuno – e mi occupavo delle pagine di scienza e di tecnologia. E ricordo bene le indicazioni dalla direzione: coprire l’epidemia, informare i lettori, fornire informazioni scientifiche e affidabili. Ogni articolo si concludeva con il parere di un esperto. Diverso l’esperto – di volta un volta un epidemiologo o un virologo – ma sempre lo stesso il parere finale: «Attenzione, perché magari stavolta ce la caviamo, ma presto o tardi ci toccherà la pandemia globale. L’incognita non è “se”. L’incognita è solo “quando”». Con la SARS, alla fine, andò come andò. A noi andò bene, per fortuna: ce la cavammo. Oggi il «quando» è arrivato e quella previsione è diventata realtà.

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Un ammonimento del cielo?

Pubblichiamo un autorevole contributo a proposito dell’ultimo sproloquio di Radio Maria.


Riceviamo nella posta de L’Eterno Assente e volentieri condividiamo con i nostri lettori.

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Salve!

Uno non fa in tempo a distrarSi quel paio di milioni di anni per meditare sulla Propria Necessità Ontologica, che quando Si ripiglia trova un casino. Vi avevo lasciati a penzolare dalle piante incuriositi dalla savana e adesso vi ritrovo a farvi le seghe mentali sulla teodicea. Ma porco Me, non avete niente di meglio da fare? Chessò, stare un tantino più attenti a non far cazzate con i nuclei atomici, tanto per dire…

E anche sulla teodicea, dai… ragazzi… ma come si fa? Per aggiornarMi sugli eventi più recenti, Mi sono sintonizzato su ‘sta cosa… come cazzo si chiama?… ah, ecco: Radio Maria.

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Bersaglio: la fede

Bisogna diffondere la razionalità. Per farlo è necessario anzitutto combattere ogni ideologia che della propria irrazionalità mena vanto.


«Perché tanto astio nei confronti della religione? Che ti ha fatto, Choam? Non sarebbe meglio dedicare le stesse energie a combattere le discriminazioni, le oppressioni, le ingiustizie?». Me lo chiedono spesso. Chi mi conosce sa che io non ho pietà per tutti i cascami dei monoteismi abramitici: se c’è da denunciare l’omofobia o il patriarcato, io ci sono e ci sarò sempre. Però è anche vero che non ne faccio il mio bersaglio principale. Che è, appunto, la tradizione delle religioni abramitiche. Perché?

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La crepa

L’Eterno Assente ritorna e ha uno scopo nuovo. Ma non rinnega quello vecchio. (E già immagino Giovanni Gaetani sogghignare compiaciuto.)


Io vivo costantemente con una mancanza: il senso di appartenenza. In ogni cosa che faccio, in tutto quello che mi piace o interessa, sono sola. Sono cresciuta, e purtroppo vivo ancora, in una famiglia che non si può definire tale. Mi piacciono i cimiteri, il metal, sono animalista/vegetariana, eppure non ho un solo amico con cui condividere una di queste passioni/interessi.
E poi «ero atea».
Ti ho conosciuto quando hai scritto l’elogio alla bestemmia per Dioscotto. Sono rimasta estasiata. Ho mandato il post a chiunque. Credevo potesse «scuotere le menti», ma il mondo è in coma.
Mi piace come scrivi, spietato e stronzo (leggili come complimenti). Mi piace perché ti batti in questa battaglia che sembra persa per sempre. In questo, e nel linguaggio irriverente, mi sono riconosciuta e non mi sono sentita sola. Io mi batto quotidianamente – non so nemmeno perché, visto che non ci guadagno niente, se non dell’acidità di stomaco – per cercare di liberare più menti possibile.
Prima non bestemmiavo, ora sì. Trovo assurdo dovermi limitare per non offendere gli altri. Bestemmio per protesta. In un mondo che mi sbatte continuamente in faccia la propria religiosità con rintocchi di campane, processioni e feste parrocchiali un giorno sì e l’altro pure, io difendo la mia laicità bestemmiando. E dicendo a tutti di dare l’otto per mille alla chiesa valdese, e convincendo quelli che si dichiarano «non credenti» a sbattezzarsi. Vengo rimproverata: se non credo in dio, perché prendersi tutto questo disturbo? E mi chiedono perché? In un mondo comandato dalla Chiesa in cui non hai la libertà di fare niente altrimenti offendi dio, io dovrei stare buona e non dire niente? Se lo scordano…
Io parlo, bestemmio e mi batto. E ora so che posso contare sul tuo aiuto… se questo ti sembra poco.
Sai che mi sa che in giro iniziano a invidiarmi perché ho un consulente spirituale?
– Morena

Ho ricevuto questo messaggio un anno fa, in una lunga corrispondenza privata.

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