Per quasi 40 anni ho discusso coi seguaci del Dio abramitico. E ne ho ricavato solo fuffa. Sicché ho rinunciato. Se però qualcuno vuole riprovarci…
AVVERTENZA
Questo articolo propone una sfida per gli apologeti. La sfida consiste nel produrre un testo – non un video! – che risponda a una domanda ben precisa, evidenziata in grassetto.
Siccome per ben due volte finora (9 agosto 2025) ho dovuto sprecare il mio tempo per concedere attenzione a gente che ha creduto di poter affrontare la sfida producendo solo stronzate senza rispondere esplicitamente alla domanda, sono costretto a imporre una condizione tassativa:
qualsiasi testo che non cominci anzitutto rispondendo alla domanda della sfida della teodicea – Dio non può o non vuole? – non costituirà un tentativo di superare la sfida, non verrà nemmeno preso in considerazione e non meriterà alcuna risposta.
Dice: «Sei ottuso». Ottuso? «Sì, ottuso», dice. «E dogmatico». Boh. Può essere. Ma perché? Dice: «Perché rifiuti di parlare coi credenti». Ma io non rifiuto affatto di parlare coi credenti. Con i deisti, per esempio, mi piace un sacco discutere. Sono i seguaci del Dio abramitico quelli che evito come la peste. Dice: «Fa niente. Sei ottuso e dogmatico lo stesso. Dovresti parlare con tutti». Con tutti? «Certo!», dice. «Magari trovi qualcuno che ti convince!». Ah, ho capito. No, non sono ottuso né dogmatico. Sono solo scoglionato.