Ciao ciao, Medioevo

Un quotidiano cattotalebano ha chiuso e il suo editore è fallito. Credo che mi impiccherò per la disperazione.


Il fatto: alcune settimane fa, dopo 92 anni di esistenza, un quotidiano della Svizzera italiana, il «Giornale del Popolo», ha smesso di uscire. Da anni era una voragine finanziaria. È di due giorni fa la notizia del fallimento definitivo. A partire dal 2004 è sopravvissuto soltanto perché sostenuto da un altro quotidiano, il «Corriere del Ticino». Alla fine dell’anno scorso il «Giornale del Popolo» aveva deciso di provare a farcela da solo, ma all’inizio di maggio il fallimento di Publicitas, che gli procurava le inserzioni e gli garantiva il 40% delle entrate, lo ha stroncato. E be’, sai che c’è? Chissenefrega. Anzi, meglio così.

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Una modesta proposta

«L’Italia è un Paese cattolico», si dice. Così cattolico da imporre i valori cattolici anche a chi cattolico non è. Ecco dunque un’idea: vediamo chi, fra i cattolici, sarebbe disposto a pagare il prezzo reale della propria professione di fede.


Molti cattolici scopano prima del matrimonio. Alcuni scopano anche con persone del loro stesso sesso. Dopo il matrimonio, tanti scopano al di fuori. Per evitare gravidanze indesiderate, parecchi usano la contraccezione. Se però càpita lo stesso, molti cattolici abortiscono. Tanti poi divorziano.

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Il presepe, la «nostra cultura»?

Difendiamo le nostre tradizioni dall’invasione islamica? Ma anche no.


E anche questo Natale ce lo siamo levato dai coglioni. Per 11 mesi non sentiremo parlare di Gesù bambini, canzoncine religiose, ipocrite bontà di circostanza. Soprattutto non sentiremo parlare di presepi e non dovremo sorbirci le consuete polemiche.

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Con Dio me la vedo io

I bigotti vogliono sostituirsi non solo alla mia coscienza, ma addirittura al Padreterno.


Il divorzio? Non si può. La contraccezione? Proibita. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso? Figuriamoci. L’eutanasia? Vade retro. Se dipendesse dai cattolici, le libertà civili sarebbero ridotte al lumicino. Con la scusa dell’incompatibilità con i valori morali cristiani, vogliono impedirci di fare quel che ci garba. Anche se non facciamo male a nessuno. Anche se non siamo cristiani e i nostri valori morali sono altri. L’esempio più recente è la faticosa approvazione della legge sul biotestamento: difettosa e limitata, osteggiata fino all’ultimo dai bigotti in Parlamento e in piazza, ben lontana dall’eutanasia, ma pur sempre meglio che niente.

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A scuola col rosario

Contro la laicità si scatena la cagnara.


La notte scorsa sono andato a ravanare fra i commenti a un articolo dell’ANSA sulla vicenda della Scuola elementare palermitana con le Madonne e le preghiere. Ogni tanto faccio ‘ste cose: mi servono per rinnovare la consapevolezza delle qualità intellettuali di Homo sapiens. E ogni volta mi sgranocchio un pezzetto di fegato.

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Il bambino ateo

Se non ci arriva un adulto cattolico medio, un cucciolo umano può capire la doppia natura della persona di Cristo?


A Roberta io sto antipatico anzitutto perché sono gay. Che poi io sia pure ateo è un motivo di ulteriore disprezzo. Perciò non perde occasione per provocarmi. L’ultima due sere fa, a una cena organizzata dall’azienda in cui il mio compagno e lei lavorano. E proprio lei – guarda caso – si siede accanto a me. Così comincia la frantumazione delle mie gonadi.

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Facciamoci i cazzi nostri

Davvero ci frega qualcosa delle discriminazioni religiose, finché limitano solo i credenti?


Alcuni anni fa ho assistito a una conferenza di una nota intellettuale italiana, cattolica e progressista. Sì, hai letto bene: cattolica e anche progressista. Cioè femminista e non omofoba. E proprio per questo si lagnava delle discriminazioni clericali. Niente donne prete, per esempio: ma come si fa, nel XXI secolo? «Come può la mia Chiesa», chiedeva indignata, «sminuire il valore della vocazione femminile e relegarla al ruolo subordinato delle suore?».

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